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Panettoni e champagne, champagne a fiumi. Cotechini e lenticchie. Bollito misto, cappone magro,
bue di Carrù, vitello tonnato, faraona ripiena, agnello arrosto. Stufati, stracotti e brasati. E
ancora: tagliatelle, lasagne, tortellini, passatelli, agnolotti, cappelletti, tajarin, canederli.
In brodo, al ragù, con il burro fuso, con il sugo rosso, giallo, verde. E poi: l’anguilla al forno,
il baccalà in umido, l’astice alla catalana, il granchio reale, le capesante gratinate, l’aragosta,
le ostriche e i gamberoni rossi. E se non bastasse, via con i torroni, il panforte, la crema di
zabaione, il cioccolato come se piovesse, la cassata e i cannoli, i mustazzoli e gli struffoli, i
bignè alla crema. E i formaggi? Non dimentichiamoci i formaggi, rigorosamente accompagnati da miele
e confetture d’ogni tipo. Il tutto innaffiato da bianchi profumati, rossi corposi, passiti da
meditazione. E, tra un pasto e l’altro: champagne. Champagne a fiumi.
Un menù capace di stendere un elefante. Che, complici i tanti giorni di vacanza, qualcuno è
riuscito ad affrontare sul serio. Ecco, non saremo certo noi ad alzare il ditino e fare la morale a
chi si è lasciato andare. In fondo, è tutta roba buonissima, e se non si esagera durante le feste
di fine anno, quando? Tanto il senso di colpa, lo sappiamo, vi è già venuto.
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Secondo un sondaggio freschissimo, sono oltre un milione le donne che in questi giorni hanno deciso di mettersi a dieta. Niente panico, però. La buona notizia è che la prova costume è ancora di là da venire. E per rimettersi in forma non servono sforzi titanici. Sono sufficienti, come sempre quando si parla di alimentazione, molto buon senso e un po’ di buona volontà. Prima di tutto occorre occuparsi del fegato. L’organo che serve da filtro per le sostanze nocive che si accumulano durante la digestione è quello che ha sofferto di più. Le grandi abbuffate di grassi, zuccheri e alcol lo hanno costretto agli straordinari e la sua capacità depurativa si è saturata, rallentando l’attività metabolica di tutto l’organismo.
Per riportare il fegato alla sua corretta funzionalità c’è bisogno di una dieta disintossicante, povera di grassi e proteine, ricca di vegetali. Una dieta che, se adottata per un mese, consentirà tra l’altro di buttare giù anche qualche chiletto. Non occorrono digiuni drastici, anzi: saltare i pasti e stravolgere la propria alimentazione è controproducente. È importante, invece, sforzarsi di bere ogni giorno molta acqua, almeno due litri. Vanno bene anche il tè (verde o nero, agisce anche da inganna-fame) e le tisane depurative. Ce n’è per tutti i gusti: alla betulla, al crisantemo, a base di carciofi, di finocchi, con i fiori di sambuco, i semi di cardo mariano, la radice tarassaco e quella di bardana. Basta fare un salto in erboristeria per entrare in un universo infinito e profumatissimo. A proposito di profumi, ci si può sbizzarrire anche con le spezie. Non tanto per le loro qualità intrinseche (anche se, per esempio, quando vengono a contatto con le pareti dello stomaco e dell’intestino aumentano l’afflusso di sangue favorendo l’assorbimento dei principi nutritivi), ma perché riescono a insaporire gli alimenti senza aggiungere calorie. E, dunque, aiutano a rendere più sopportabile la rinuncia al sale e ai grassi di condimento.
A cura di: Margherita Abbate Daga