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Arriva il sole: è pronta la tua pelle?

Proteggete la vostra pelle dal sole. Abbiamo sentito così tante volte il monito che, ogni estate, i dermatologi non si stancano di ripetere, da far sembrare quasi superfluo tornarci sopra. Come se la difesa della pelle fosse un dato ormai acquisito dalle donne, almeno da quelle più mature, preoccupate dagli effetti devastanti dei raggi Uva in termini di invecchiamento precoce.
E invece non solo è utile, ma necessario affrontare ancora una volta questo argomento scottante. Per tre buoni motivi.
Primo: gli ultimi dati denunciano che le donne mature continuano a sottovalutare i rischi dei "bagni di sole", soprattutto di quelli del "week-end", considerati innocui perché brevi, ma in realtà ben più insidiosi perché sottopongono la pelle a uno stillicidio di aggressioni ripetute.
Secondo: il 50% delle radiazioni Uv si riceve nei primi 18 anni di vita, quindi le precauzioni maggiori anti-sole andrebbero prese proprio in questo periodo per prevenire problemi cutanei in età adulta; ma né le mamme né le adolescenti lo sanno, così le prime si limitano a spalmare un po' di crema ai bambini e le seconde sono disposte a sonori eritemi pur di diventare "nere" il prima possibile.
Terzo: proteggere la pelle quando viene esposta al sole non basta a salvaguardarne la salute e la bellezza.
È fondamentale giocare d'anticipo, almeno un mese prima dell'incontro ravvicinato con i raggi dorati. Come?


Ne parliamo con il dottor Giovanni Leone, Direttore del Centro di Fototerapia dell'IFO, Istituto di Dermatologia IRCCS, Istituto San Gallicano di Roma.


 

Dottor Leone, proteggere la pelle sotto il sole non basta più. La nuova parola d'ordine per difendere la salute e la bellezza è: giocare d'anticipo. Perchè?

È vero: fino a poco tempo fa si credeva che fosse sufficiente difendere l'epidermide con protezioni esterne, cioè con gli schermi e i filtri solari, per cui ci si limitava a valutare il tipo di pelle e a scegliere un prodotto da applicare sotto il sole.
Oggi si continua a consigliare l'utilizzo di una crema protettiva in base al proprio fototipo, ovvero alle caratteristiche specifiche della pelle (sensibilità, suscettibilità a scottarsi, ereditarietà a malattie cutanee, intolleranze eccetera), ma si ritiene che sia altrettanto importante una protezione supplementare più "profonda", che agisca a livello cellulare.

 

Che cosa significa "protezione cellulare"?

Significa che la crema è in grado di bloccare almeno in parte i raggi ultravioletti, ma che questa azione schermante va integrata con un'azione protettiva cellulare.
Come si ottiene? Con la somministrazione di sostanze capaci di prevenire e inibire il danno degli acidi nucleici della cellula. Da un lato, dunque, scatta il filtro delle creme che blocca la strada ai raggi solari, dall'altro lato entrano in campo una serie di sostanze, che penetrano nella cellula e bloccano l'azione dannosa di alcuni mediatori – i più noti sono i radicali liberi – che l'organismo produce proprio a seguito dell'esposizione alla luce del sole. Queste sostanze non solo frenano il danno cellulare ma, se assunte con un certo anticipo, sono addirittura in grado di prevenirlo.

 

A cura di: Alma Galeazzi

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