Sudore: quando il caldo si fa sentire
Il problema riguarda tutti, soprattutto con l'arrivo dell’estate. In misura maggiore o minore,
ciascuno di noi è soggetto a momenti di sudorazione più intensa. Anche perché la perspiratio
sensibilis – questo il nome scientifico di un semplice fenomeno fisico che in molte circostanze può
creare imbarazzo – non soltanto è naturale ma riveste un ruolo preciso e indispensabile. È
attraverso questo meccanismo, infatti, che il nostro corpo mantiene una buona termoregolazione,
preserva il proprio film idro-lipidico, esercita un’azione antisettica superficiale ed elimina
sostanze tossiche che altrimenti tenderebbero ad accumularsi. D'altra parte è indubbio che, se da
un punto di vista biologico l'odore del corpo ha sempre svolto una funzione comunicativa, oggi
l'argomento "deodorazione & affini" è spesso trattato come un tabù. Soprattutto quando entrano
in gioco variabili che accentuano sensibilmente la traspirazione. Le cause sono tante e dipendono
senz'altro dalla temperatura esterna – è soprattutto con il caldo che il problema si fa, spesso
letteralmente, sentire – ma anche da una serie di dinamiche soggettive che vanno dal buon
funzionamento delle ghiandole sudoripare fino a uno stato emotivo particolarmente accentuato; non
si suda molto solo quando all'ombra ci sono 30°, ma anche per felicità, stress, ansia o paura.
Con la consulenza del
dottor Franco Gasparri, docente di Marketing Cosmetico all'Università di
Salerno.
Prima regola: non farsi prendere dal panico
Il punto è sapere come comportarsi. Evitare cioè di farsi prendere dal panico finendo con l’a
dottare contromisure eccessive come il protagonista di un film cult di Woody Allen, Provaci ancora
Sam: per fare buona impressione su una ragazza e contrastare il suo problema di traspirazione
eccessiva, si cospargeva con una serie di prodotti che comprendevano, nell'ordine, lozione
dopobarba, collutorio, deodorante spray e talco per bambini. Ottenendo come unico risultato quello
di farsi bacchettare dal suo consigliere immaginario: nientemeno che il fantasma di Humphrey
Bogart, uscito da Casablanca, uno insomma che di fascino se ne intendeva sul serio. Al contrario,
per poter fare la giusta scelta e per affrontare eventuali disfunzioni come l'iperidrosi – una
produzione di sudore non proporzionata né alle richieste di termoregolazione né ai fattori
psicologici – occorre innanzitutto analizzare la questione da un punto di vista obiettivo.
A cura di: Natalia Mongardi
C'è sudore e sudore...
«Non esiste un odore corporeo omogeneo», chiarisce il dottor Franco Gasparri, docente di
Marketing Cosmetico all’Università di Salerno, «perché il nostro organismo produce il sudore
attraverso due tipi di ghiandole diverse: le eccrine e le apocrine. Le prime sono presenti in
profondità su tutto il corpo ma più abbondanti sulla fronte, sulla regione palmo-plantare e sul
petto, ed emettono la loro secrezione attraverso un dotto escretore autonomo. Per intendersi: non
passando attraverso le ghiandole sebacee, – come accade invece per la produzione delle apocrine –
questa soluzione che è al 98% acquosa non si arricchisce dei grassi e dei peptidi che degradandosi
creano cattivo odore. Quello delle eccrine è cioè un sudore di quantità e non di qualità olfattiva.
È vero d'altra parte che proprio da queste ghiandole dipende un'eventuale patologia come
l'iperidrosi e che la loro stimolazione deriva dalla liberazione di acetil-colina da parte delle
terminazioni nervose, sensibile sia a fattori termici che psichici. In caso di innalzamento della
temperatura le secrezioni sono localizzate per lo più a livello ascellare e della fronte, mentre
gli stimoli emotivi riguardano per esempio il palmo delle mani e i piedi». In altri termini, quello
delle ghiandole eccrine è un sudore socialmente meno scomodo dal punto di vista olfattivo, ma che
crea profondo disagio quando la produzione di liquido è fuori norma e può inoltre comportare
squilibri dovuti a un’importante perdita di sali minerali. Nei casi estremi i pazienti ricorrono a
interventi che vanno dalle infiltrazioni di tossina botulinica per disattivare temporaneamente le
ghiandole fino all’asportazione chirurgica delle stesse.
Scoperti i veri responsabili del cattivo odore
Prosegue Gasparri: «La seconda famiglia è quella delle sudoripare apocrine, situate per lo più
nelle ascelle e nelle regioni genitali, che per far arrivare in superficie il loro prodotto
utilizzano un canale che si apre su quello pilosebaceo e provoca inevitabilmente una “
contaminazione”. Il liquido in questo secondo caso è più viscoso e bianco latteo, e per quanto
all'origine sia inodore è ricco di sostanze organiche come carboidrati, lipidi e proteine che si
degradano per azione degli enzimi prodotti dai batteri della cute». È proprio questa progressione
che porta alla formazione di composti poco piacevoli per l'olfatto e colpevoli tra l'altro di
neutralizzare il pH acido della pelle. Senza contare che si innesca una sorta di effetto a catena,
perché in questo modo si facilita lo sviluppo batterico e quindi l'aumento degli enzimi che fanno
degradare il sudore e così via.
A cura di: Natalia Mongardi
Difendersi con le giuste armi...
A diversi tipi di problema corrispondono naturalmente risposte cosmetiche differenti, avverte il
dottor Gasparri: nel caso delle secrezioni da parte delle ghiandole eccrine un deodorante
antitraspirante può intervenire sulla produzione eccessiva, mentre nel caso del sudore apocrino il
prodotto deve agire sull’aspetto olfattivo del meccanismo, coprendo l’odore con una fragranza –
come si faceva prevalentemente una volta – oppure combattendone la formazione con degli
antibatterici che contrastano la flora residente o ancora dei bloccanti enzimatici che disattivano
la catena degradativa.
...e secondo i propri gusti e preferenze
Diverso invece il discorso del formato di deodorante – spray, stick, roll-on, crema – che va
scelto solo in base ad abitudini e preferenze individuali. Chiosa l’esperto: «Il successo dell'uno
o dell'altro tipo è solo una questione culturale e di marketing, tanto è vero che stick e roll-on
non piacciono in Giappone mentre sono i più venduti negli Stati Uniti. Oggi nello stesso claim
vengono dunque presentati tutti i formati disponibili in modo da soddisfare i desideri più diversi.
Semmai, è importante rivolgersi a un dermatologo nel caso in cui si soffra di allergie o si
verifichi un’irritazione dopo l'uso di un certo prodotto. Il consiglio di un esperto consentirà di
scegliere la deodorazione più funzionale ai nostri bisogni e nello stesso tempo priva di componenti
irritanti». Per limitare le occasioni di imbarazzo in vista dei mesi più caldi, poi, si possono
prendere alcune precauzioni: come indossare indumenti di cotone che consentono una traspirazione
migliore e non si impregnano come i tessuti sintetici e controllare magari anche l'alimentazione.
Cioccolato e cibi speziati, per esempio, aumentano notevolmente l’intensità dell'odore
personale.
A cura di: Natalia Mongardi
