Il farmacista: alleato delle chiome
Amate dagli italiani, che le frequentano più dei supermercati, le farmacie si stanno attrezzando
con nuovi servizi. Negli ultimi anni, sono andate incontro a un'evoluzione profonda e costante che
le ha trasformate radicalmente: non più soltanto un bancone dove acquistare i farmaci prescritti
dal medico, ma un vero e proprio punto di ascolto, un luogo in cui trovare una figura professionale
in grado di fornire tanti consigli utili per affrontare e risolvere problematiche grandi e piccole,
sempre nel segno di un'attenzione a tutto tondo per la salute e il benessere psicofisico, nella sua
accezione più ampia.
E il benessere passa anche, senza dubbio, per la salute delle chiome.
Capelli sani, folti, lucenti incorniciano il viso, lo abbelliscono e aiutano a star meglio
con sé stessi e a valorizzare la propria immagine. Ecco allora che in quest'ambito il farmacista
può assumere un ruolo fondamentale e sta in effetti diventando sempre più una figura di riferimento
per avere un parere qualificato sulla cura del capello.
Con la consulenza del
dottor Mauro Castiglioni, farmacista.
Ma perché scegliere la farmacia piuttosto che altri canali di vendita – parrucchiere,
erboristeria, grande distribuzione – per l'acquisto di prodotti per capelli? I motivi sono tanti.
In primo luogo, il farmacista è una persona competente con cui dialogare: proprio per la sua
formazione possiede indiscutibilmente maggiori conoscenze sulla struttura del capello e sulla
composizione dei prodotti; solo il farmacista può affrontare il problema con un approccio a 360°,
valutando anche l'opzione dell'integrazione alimentare. Inoltre, il farmacista può contare, per
rispondere alle domande poste dai clienti, anche sul supporto di materiali scientifico-divulgativi
- brochure, opuscoli, poster - che accompagnano spesso la distribuzione dei prodotti.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Il consiglio di un professionista
«In farmacia ogni risposta non è mai una risposta qualsiasi» afferma Mauro Castiglioni,
farmacista a Lentate sul Seveso (Mi) «perché al di là del bancone c'è un professionista che, così
come è in grado di consigliare un farmaco, può consigliare nel modo migliore un prodotto per la
cura del capello, perché ha le competenze necessarie per farlo e possiede le conoscenze
scientifiche sulla biochimica, sull'anatomia del fusto del capello e dell'epidermide per poter
selezionare i prodotti migliori, poterne descrivere le caratteristiche al cliente e proporre quello
più idoneo per la soluzione di un determinato problema. Per esempio, è in grado di spiegare al
cliente che cos'è un emulsionante e che funzione ha un aminoacido.» È bene ricordare, però, che il
farmacista non sostituisce il medico o il dermatologo: è certamente la prima figura a cui
rivolgersi per confidarsi e chiedere un parere, ma sarà lui stesso a indirizzare il cliente dallo
specialista qualora si trovi di fronte a un problema non facilmente risolvibile, di stretta
competenza medica, che potrebbe avere implicazioni più ampie (per esempio la gravidanza). Conferma
Castiglioni: «Di solito, quando si presenta un paziente con un problema tricologico, non lo inviamo
subito dallo specialista; prima si valuta la situazione e si cerca di risolverla, se però il
problema dovesse persistere o dovessimo vedere, per esempio, un caso di alopecia areata, allora
consigliamo di rivolgersi direttamente dal dermatologo».
Trattamenti e analisi "da banco"
Ci si può dunque rivolgere al farmacista con fiducia per il trattamento di piccole problematiche
e patologie del capello e del cuoio capelluto – forfora, caduta di capelli, capelli deboli,
situazioni legate a carenze di vitamine (per esempio menopausa, periodi di stress o particolare
affaticamento ecc.) – ma anche per fare prevenzione e per l'acquisto di coadiuvanti al trattamento
prescritto dal dermatologo. In molte farmacie è ormai disponibile il servizio di analisi del
capello e della cute. «Si tratta di un test al microscopio» spiega Castiglioni «che ingrandisce
queste strutture e permette così di capirne la tipologia, per poter poi proporre un prodotto
mirato, adatto alle specifiche esigenze del caso.» Quando invece il dermatologo ha già fornito una
cura farmacologia al disturbo (per esempio una dermatite seborroica), il farmacista può consigliare
un coadiuvante al trattamento che consente di potenziarne l'efficacia (per esempio uno shampoo o un
balsamo adatti per chi ha quel tipo di disturbo).
A cura di: Alessandra Terzaghi
Capelli più sani in ogni stagione
Di fatto, le piccole problematiche del capello che più spesso vengono riscontrate nella pratica
quotidiana dal farmacista, quelle per cui può essere utile rivolgersi a questo professionista, sono
diverse: si va dalla caduta dei capelli alla forfora, dalla seborrea ai problemi legati alla
stagionalità (per esempio, capelli sciupati dopo l'estate) o a carenze alimentari. «Nella nostra
esperienza» spiega Castiglioni «le più frequenti sono la caduta dei capelli, seguita a ruota dalla
forfora. Nel primo caso, consigliamo prodotti per uso topico – lozioni specifiche, shampoo ad hoc
da utilizzare una o due volte la settimana – associati a integratori in capsule a base di cistina,
metionina, acido folico, vitamine e sali minerali, perché spesso la caduta dei capelli è associata
a un deficit di queste sostanze. Per la forfora si propongono in genere shampoo specifici.»
Sicurezza e qualità dei prodotti
Dunque, le soluzioni che il farmacista può mettere a disposizione del consumatore sono molte,
con in più la certezza assoluta della bontà e della sicurezza dei prodotti. Il farmacista, infatti,
è in grado di riconoscere un prodotto di qualità rispetto a uno meno valido, meglio di un
parrucchiere, di un'estetista o un erborista. Come? «Dalla composizione e dalla serietà
dell'azienda produttrice» risponde deciso Castiglioni «al momento della scelta è importante
controllare quantità e qualità dei componenti: uno shampoo per esempio deve contenere tensioattivi
che non siano troppo aggressivi, mentre un integratore deve contenere aminoacidi solforati,
preziosi per il fusto, in quantità adeguata.»
A cura di: Alessandra Terzaghi
