Inquinamento, nemico della pelle e delle chiome
Capelli e inquinamento: una relazione pericolosa, ma ancora poco conosciuta. Vale la pena
saperne di più: dallo studio dei capelli, infatti, si possono avere molte informazioni sullo stato
di salute dell'organismo, ma anche dell’ambiente che ci circonda.
Proprio per questo, i dermatologi dell'International Hair Research Foundation (IHRF) hanno
promosso la campagna "Cosa respirano i tuoi capelli" (vedi box nelle pagine successive): una
settimana di visite tricologiche gratuite, ripetuta in diversi momenti dell’anno, per valutare
l'effetto degli inquinanti sulla capigliatura e sul cuoio capelluto a seconda della stagione, ma
anche per dare consigli utili a limitare i danni.
Con la consulenza del dottor
Fabio Rinaldi, dermatologo e Presidente dell'
International Hair Research Foundation.
"Il fusto dei capelli – spiega Fabio Rinaldi, presidente dell'Ihrf – è come una spugna, che
assorbe tutto quel che c'è nell'atmosfera attraverso la cuticola esterna, compresi odori, fumo di
sigaretta, polveri sottili, metalli pesanti, gas di scarico e quant'altro ammorba l'aria delle
nostre città". Il danno degli inquinanti è duplice: estetico innanzitutto, ma non solo. Le sostanze
nocive si depositano sui capelli e vengono assorbite, rendendoli più brutti e più opachi.
"Osservandoli al microscopio – spiega il dermatologo – si vede bene che sono destrutturati,
perché le cellule delle cuticola esterna protettiva perdono la loro compattezza". Risultato? Chiome
più fragili, indebolite, che si spezzano con estrema facilità. Le giornate piovose e nebbiose, poi,
aumentano la destrutturazione e favoriscono la penetrazione degli inquinanti. Tuttavia, a
preoccuparci di più dovrebbe essere il fatto che le sostanze tossiche assorbite dai capelli
finiscono per depositarsi sulla pelle del cuoio capelluto, provocando irritazioni e dermatiti.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Scende la temperatura, ma sale il livello dell'inquinamento
E la situazione peggiora in inverno, quando ozono, Pm10 e monossido di carbonio sono alle
stelle. Lo confermano anche i dati raccolti dai dermatologi dell'IHRF, durante la campagna "Cosa
respirano i tuoi capelli". "Nel 38% delle persone che abbiamo visitato in novembre e che avevamo
controllato in luglio – dice Rinaldi - abbiamo riscontrato a livello del cuoio capelluto le
presenza di una dermatite irritativa, assente durante il periodo estivo, quando il tasso di
inquinamento dell'aria è decisamente inferiore". Inoltre, gli specialisti si sono accorti che il
grado maggiore di irritazione si osserva proprio nei giorni in cui i livelli degli inquinanti
toccano le punte massime.
Uno shampoo al giorno...
Come difendersi? "Prima di tutto, lavando spesso i capelli" risponde il dermatologo. Spesso sì,
ma quanto? La frequenza dello shampoo è soggettiva, ma quella giusta varia da un lavaggio
quotidiano a due-tre alla settimana. "Meglio una volta in più che in meno – avverte l'esperto -, e
comunque, specie per chi abita in una grande città, è assolutamente consigliabile lavarli al
massimo ogni 3 giorni. Invece, tra le persone che abbiamo visitato durante la campagna, ben il 12%
ha dichiarato di farlo ogni 8-10". Un comportamento del tutto scorretto e immotivato. Che i lavaggi
troppo frequenti danneggino i capelli, infatti, è un falso mito, da sfatare.
Al contrario, spiega Rinaldi: "fare spesso lo shampoo con il prodotto giusto - delicato, a pH
neutro, con l'indicazione "per lavaggi frequenti" - è la prima mossa per allontanare dalle nostre
chiome e dal cuoio capelluto, oltre allo sporco, tutte le sostanze inquinanti". Una spazzolata
lunga ed energica, invece, non solo non è particolarmente utile, ma può essere addirittura dannosa,
perché favorisce la rottura del capello se questo è già destrutturato per via dell'inquinamento
atmosferico.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Crema, balsamo e cappello: protezione vincente
E poi? "È fondamentale – risponde l'esperto – soprattutto in inverno, trattare i capelli dopo lo
shampoo, una o due volte alla settimana, con creme e balsami che servono a mantenere compatta la
cuticola esterna, riducendo così la penetrazione degli inquinanti e proteggendo il fusto: prodotti
a base di sostanze ristrutturanti della cheratina, come gli aminoacidi taurina e ornitina, sostanze
chelanti, che sono in grado di "catturare" letteralmente molti agenti nocivi, trasportandoli via
con sé durante il risciacquo, e qualche principio attivo che riduca l'infiammazione e l'irritazione
della pelle.
In farmacia si trovano vari prodotti di buona qualità con queste caratteristiche. La strategia
funziona. Lo dimostrano i dati emersi nella seconda settimana di visite effettuate durante la
campagna. "Tra le persone che avevamo visto in luglio e si sono ripresentate in novembre – spiega
Rinaldi - quelle che hanno seguito i nostri consigli, utilizzando con regolarità questi prodotti,
avevano chiome più sane e il cuoio capelluto molto meno irritato di chi non lo aveva fatto".
Altra buona regola è quella di proteggere la testa con un cappellino quando si esce di casa,
anche per evitare dannosi sbalzi di temperatura. "Soprattutto chi passa molto tempo all'aria aperta
– ribadisce il dermatologo - non deve dimenticarsi di indossare un cappello In questo modo si
riduce il più possibile il contatto tra la capigliatura e le sostanze inquinanti".
A cura di: Alessandra Terzaghi
Capelli più sani con la giusta alimentazione
Infine, un consiglio utile tutto l’anno, ma ancor di più in inverno: curare l’alimentazione, per
difendere le chiome “dall’interno. “Solo con un regime equilibrato e bilanciato i capelli possono
stare bene e difendersi anche dall’inquinamento - conferma Rinaldi - non devono mancare proteine
ricche di aminoacidi preziosi per la pelle e la capigliatura, come la taurina e l’ornitina,
abbondanti nella carne rossa, nei legumi e nella soia, oltre che minerali, vitamine e sostanze
antiossidanti, di cui sono ricche soprattutto frutta e verdura”. E se la dieta sana non è proprio
il vostro forte, allora largo a integratori specifici, in grado di “nutrire” i capelli con le
sostanze che non riuscite a garantire loro con l'alimentazione.
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Cosa respirano i tuoi capelli
"Cosa respirano i tuoi capelli". È il nome della campagna promossa dall'International Hair
Research Foundation (IHRF) in collaborazione con lo sportello civico CHIAMA MILANO. Obiettivo:
valutare gli effetti dell'inquinamento sui capelli e sul cuoio capelluto dei milanesi, studiarne le
variazioni nei diversi momenti dell'anno, in condizioni ambientali e meteorologiche differenti, e
suggerire rimedi medico-estetici per prevenire e riparare i danni. Per una settimana, quattro volte
all'anno, i dermatologi dell'IHRF sono a disposizione dei cittadini per effettuare visite
tricologiche gratuite e controllare lo stato di salute dei capelli. Lo scorso luglio c'è stato il
debutto dell'iniziativa, che è stata appena replicata nella settimana dal 5 al 12 novembre. Sono
poi previsti altri due appuntamenti in marzo e nel luglio 2008. A questo punto, si potrà fare
un'analisi conclusiva della situazione e i dati ottenuti saranno pubblicati sul sito della
Fondazione. Ma i dermatologi della Fondazione stanno già pensando di estendere la campagna anche ad
altre città italiane, per avere fotografie diverse e poter fare confronti tra una realtà e l'altra.
Per ulteriori informazioni, potete visitare il sito
www.ihrf.eu
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A cura di: Alessandra Terzaghi
