Capelli: riparare i danni dell'estate
Le vacanze sono finite. Si torna riposate, abbronzate e in forma. Ricaricate le pile, rientriamo
armate delle migliori intenzioni per affrontare l’inverno. Ma se l’estate è stata una dolce
parentesi di relax e benessere, il sole e il mare – che tanto hanno contribuito alla nostra remise
en forme psicofisica – spesso hanno lasciato un segno sulle nostre chiome. Dopo un pieno di sole,
salsedine e vento, è normale ritrovarsi con i capelli spenti, opachi, sciupati, e spesso diradati.
Come fare per rimediare ai danni?
Ne parliamo con la
dottoressa Paola Bezzola, dermatologa dell'International Research Hair.
Dottoressa, in che modo il sole danneggia i capelli? Perché alla fine dell'estate appaiono così
sfibrati e rovinati?
Il danno più noto e più evidente è quello che il sole provoca sul fusto dei capelli, perché lo
destruttura. Si tratta di un danno irreversibile alla cuticola, cioè lo strato più esterno e
protettivo del capello, quello che ne impedisce la rottura. Il sole ha un'azione di scompaginamento
su questa guaina esterna proteica, la rompe e mette quindi a nudo la parte sottostante, più
fragile. A questo può poi aggiungersi l'effetto inaridente dell’acqua di mare. La conseguenza è che
i capelli perdono di morbidezza, luminosità, tendono a fratturarsi e si formano le temute doppie
punte.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Come correre ai ripari?
Per rimediare a questi danni, che sono fondamentalmente di tipo estetico, occorre ristrutturare
in profondità. Occorre dunque usare un prodotto con una marcia di più rispetto a un semplice
balsamo o una semplice maschera idratante: qualcosa che contenga ciò che serve per ricostituire e
ricompattare il fusto del capello. Ottime in questo senso maschere che contengano sì fattori
idratanti, ma anche miscele di aminoacidi specifici. Tra i vari prodotti in commercio, sono molto
utili quelli contenenti ornitina e taurina, due aminoacidi chiave nella sintesi della cheratina del
capello. La taurina serve per la formazione della cuticola, mentre l'ornitina è fondamentale per la
sintesi della matrice della cheratina, e quindi del fusto vero e proprio.
È esperienza comune che la caduta dei capelli abbia uno dei suoi maggiori picchi nel periodo
autunnale. Come mai?
In realtà non è del tutto vero che ci sia una stagionalità fissa. I capelli vanno incontro a un
ciclo fisiologico di crescita e caduta e ogni persona ha il suo. Negli ultimi anni, tuttavia, si è
studiato molto questo fenomeno di maggiore sincronizzazione della caduta in autunno e pare che vi
sia una correlazione specifica con l'esposizione al sole avvenuta durante l’estate. Non solo quella
intenzionale, al mare o in montagna, per farsi la tintarella, ma anche quella involontaria e più
estesa nel tempo, che avviene ogni giorno in città, mentre camminiamo, andiamo in bicicletta, a
lavorare ecc.
Quindi la caduta dei capelli può essere considerata una conseguenza diretta dei danni provocati
dal sole?
Esattamente. Perché, al di là dei danni arrecati al fusto dei capelli, i raggi solari colpiscono
anche il cuoio capelluto, ‘aggredendo’ sia i cheratinociti dell'epidermide, sia quelli del bulbo
del capello. Queste cellule sono programmate fisiologicamente per vivere un certo lasso di tempo.
Il sole le fa invecchiare più velocemente e le fa morire prima. Se il danno solare è stato intenso,
un maggior numero di capelli rispetto al normale passa bruscamente dalla fase di anagen, quella di
crescita, alla fase di telogen, durante la quale il capello si trova ancora nel follicolo pilifero,
ma cessa le sue attività e ‘muore’ per poi cadere dopo un po’ di tempo . E questo processo si
intensifica nei mesi autunnali.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Si può fare qualcosa per contrastare questo fenomeno?
Naturalmente è molto più esposto chi ha già un problema di caduta o diradamento dei capelli
lungo tutto l’arco dell’anno. Per queste persone la prevenzione è davvero un imperativo categorico:
devono tassativamente proteggere i capelli e il cuoio capelluto con un cappello o filtri solari
specifici. Oggi esistono cappelli e intere linee di abbigliamento prodotti con tessuti trattati a
prova di UV A e UV B. Anche chi ha capelli normalmente sani, però, dovrebbe innanzitutto giocare
d'anticipo e prevenire il danno, proteggendo adeguatamente i capelli durante l'estate. Chi non lo
ha fatto, può fare poco per impedire la caduta dei capelli danneggiati, ma può fare molto per
stimolare la ricrescita dall’interno, assumendo integratori a base di aminoacidi, che sopperiscano
all'aumentato fabbisogno cui si trova di fronte l'organismo che deve produrre capelli nuovi. Di
solito, i vari prodotti in commercio ne contengono un mix che comprende anche ornitina e taurina,
in modo da dare maggiore nutrimento ai nuovi capelli che devono crescere.
Novità all’orizzonte?
L'ultima frontiera della ricerca in questo campo sono i prodotti a base di fattori di crescita:
proteine che in condizioni normali agiscono come regolatori fisiologici del ciclo del capello e
vengono prodotte in grande quantità per stimolarlo a passare alla fase di crescita. I fattori di
crescita sono specifici per ogni tipo di cellula e quelle del capello hanno le loro, che facilitano
il passaggio dalla fine della fase telogen a una nuova fase anagen. Questi prodotti si applicano
localmente e sfruttano un sistema di incapsulamento dei principi attivi all'interno di
microparticelle per permetterne la penetrazione attraverso la barriera epidermica. Non sono ancora
in commercio, ma nel nostro istituto di ricerca li stiamo studiando e abbiamo ottenuto ottimi
risultati.
A cura di: Alessandra Terzaghi
