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Acne e sole, accoppiata vincente?

È opinione comune che con la prima tintarella il problema si risolva, o quanto meno migliori. Ma è proprio vero? Quali sono gli effetti delle radiazioni ultraviolette sulla pelle acneica, un disturbo che riguarda soprattutto le adolescenti, ma non risparmia le donne adulte, per esempio in presenza di squilibri ormonali o cisti ovariche? E come comportarsi se non si vuole rinunciare all'abbronzatura?

Con la consulenza del dottor Pasquale Marinaro, Dermatologo a Monza e Responsabile Regionale ISPLAD Lombardia

Cura della pelle: l'acne

Sole: amico o nemico?

“Su questo tema, il mondo dermatologico è diviso” spiega Marinaro. Alcuni studi sembrano dimostrare un lieve miglioramento dopo l'esposizione al sole, altri, invece un peggioramento delle lesioni legato all'ispessimento dello strato corneo, indotto dal sole, che facilità l’occlusione dei pori e quindi l’aumento di comedoni e microcisti. “Probabilmente la verità sta nel mezzo e i fattori in gioco sono molteplici” aggiunge lo specialista. Sembra certo, però, che UVA e UVB abbiano effetti diversi: i primi penetrano meno in profondità nell’ epidermide e avrebbero un’azione ‘disinfettante’, che potrebbe effettivamente avere un effetto benefico; i secondi, con una maggiore capacità di penetrazione, hanno invece un’a zione infiammatoria che favorisce eritemi e scottature e inevitabilmente peggiora l’acne, una condizione che già di per sé è caratterizzata dall’infiammazione.

Pelli chiare più a rischio

Molto dipende anche dal fototipo.

“Le pelli scure” spiega Marinaro, “quelle a fototipo alto, si difendono meglio dall’aggressione dei raggi solari e quindi risentono meno dell’azione peggiorativa del sole, mentre quelle chiare, che si scottano facilmente, si arrossano molto e in compenso si abbronzano poco o niente, sono più a rischio di effetti dannosi”.

Anche perché i fototipi chiari compensano la scarsa produzione di melanina con un aumento maggiore, rispetto a quelli scuri, dell’altro meccanismo di difesa, cioè l’ ispessimento dello strato più esterno della pelle. Risultato: la cheratina in eccesso prodotta a scopo difensivo finisce nei pori, occludendoli e formando un tappo corneo che impedisce la eliminazione del sebo e dei prodotti delle desquamazione cornea. Da qui all’aumento di comedoni e microcisti, che possono poi infettarsi e infiammarsi, trasformandosi in brufoli e pustole, il passo è breve. A peggiorare le cose, poi, ci si può mettere anche il clima: il caldo umido, infatti, vanifica l’effetto benefico del sole e può contribuire all’esplosione dell’acne, peggiorando qualunque processo infiammatorio a livello cutaneo.

 

A cura di: Alessandra Terzaghi

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