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Tanoressia: se la tintarella diventa una malattia

Passate ore e ore sotto il sole, magari senza usare creme protettive, alla ricerca della tintarella perfetta? In inverno, frequentate assiduamente i solarium e non riuscite a rinunciare alle lampade solari? Siete disposte a tutto pur di abbronzarvi, costi quel che costi? Attenzione! Siete probabilmente vittime della tanoressia - neologismo formato proprio dall’unione dei termini tan, (abbronzatura in inglese) e orexía, dal greco órexis (appetito) -, un comportamento che alcuni non esitano a definire patologico, caratterizzato da un bisogno quasi ossessivo di esporsi il più possibile ai raggi ultravioletti, naturali o artificiali che siano, per apparire sempre abbronzati.

Con la consulenza del professor Giuseppe Monfrecola, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Abbronzatura e tanoressia

Una percezione sbagliata di sé

La causa di questo problema? Innanzitutto una percezione distorta dell’immagine di sé, esattamente come accade nel caso della ben più nota anoressia. Infatti, così come l’anoressico è convinto di non essere mai sufficientemente magro, anche quando è ormai pelle e ossa, allo stesso modo il tanoressico pensa di non essere mai abbastanza scuro; è da qui a diventare abbronzatura-dipendenti il passo è breve. Alla base di tutto, come per il disturbo alimentare, una forte insicurezza, l’incapacità di accettarsi per come si è e, non ultima, una certa dose di autolesionismo. “Tuttavia, andrei cauto prima di affibbiare l’etichetta di tanoressico a chiunque esageri nella ricerca della tintarella” precisa il Prof. Giuseppe Monfrecola, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. “Piuttosto, nella gran parte dei casi si tratta della pericolosa estremizzazione di una moda, quella dell’abbronzatura come status-symbol, che senza dubbio attecchisce in modo particolare nei soggetti più fragili e psicologicamente deboli”. I più a rischio sembrano essere soprattutto le donne e i giovani, più sensibili al fascino delle mode e convinti di essere più belli, forti e desiderabili se super abbronzati”.

 

A cura di: Alessandra Terzaghi

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