Pediatra o ginecologo? Quale specialista per la bimba che cresce
Ogni specialista ha la sua area di competenza. Il pediatra è il medico dei bambini. Il
ginecologo si occupa di donne, ma per sua formazione ed esperienza è in grado di cogliere nella
bambina che cresce i segnali di quella che sarà la sua femminilità e contribuire a rendere il suo
sviluppo psicofisico equilibrato. La pubertà è una fase cruciale della vita. Se le piccole donne
vengono sostenute in questo momento di passaggio così delicato, crescono più serene e sviluppano un
maggior senso di responsabilità nei confronti della loro salute.
Ne parliamo con la
dottoressa Rossella Nappi, Unità di Endocrinologia Ginecologica Fondazione
Maugeri, Università degli Studi di Pavia.
COME DOVREBBE AVVENIRE IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE DAL PEDIATRA AL GINECOLOGO?
Quando cominciano a comparire i caratteri sessuali secondari e arrivano le prime mestruazioni,
le mamme, magari, non pensano di parlare al ginecologo delle possibili problematiche delle loro
bimbe. E allora, è proprio il pediatra che dovrebbe far capire ai genitori, e alla sua piccola
paziente, che lui resta il referente per la salute in generale, mentre per tutto ciò che riguarda
le mestruazioni e i tratti di questa femminilità in via di sviluppo, è opportuno cominciare a
parlare con il ginecologo. Anche perché le bambine crescono in fretta, molto più in fretta di come
sono cresciute le loro mamme, infatti l’età della prima mestruazione si è abbassata a 11 anni
circa. E la pubertà comincia ancora prima.
COSA S’INTENDE CON IL TERMINE PUBERTÀ?
La pubertà è quella tempesta ormonale che precede di 18, 24 mesi la prima mestruazione. Si
tratta di una fase molto delicata, in cui a livello di sistema nervoso centrale scattano dei
meccanismi che permettono gradualmente all’organismo di svilupparsi fino ad arrivare alla
maturazione vera e propria del sistema riproduttivo. Succede quindi che la ghiandola
corticosurrenalica si attivi e mandi dei segnali molto forti al corpo. È per questa ragione che si
cresce in altezza, la peluria si distribuisce nelle diverse zone del corpo, si sviluppa il seno. E
poi arrivano le mestruazioni, segno incontrovertibile del diventare donna.
QUALI CAMBIAMENTI PORTA NELLA VITA DI UNA RAGAZZINA?
Questi input su base neuro-endocrina innescano anche un cambiamento comportamentale.
Ecco allora che le ragazzine cominciano a confrontarsi con modelli più adulti, cambiano
atteggiamento verso il mondo, i genitori e, naturalmente, loro stesse. Perché, inevitabilmente, si
vedono diverse. In quest’ottica è normale che una bambina cominci a pensare alle espressioni della
propria femminilità e indirettamente della sessualità ed è giusto che ne parli con un ginecologo,
il quale, vedendola fisiologicamente già come una donna, l’autorizza implicitamente a esporre le
problematiche legate alla sua femminilità. Molto più difficili da raccontare al medico che l’ha
curata quando era una bambina.
Ovviamente in questa fase è più che mai importante scegliere la persona giusta. Quella che,
per esempio, sappia collocare le mestruazioni all’interno di un percorso di femminilità e non le
consideri semplicemente un segno di salute o malattia.
Perché un’accettazione difficile della propria immagine comporta squilibri che si
ripercuotono su diversi aspetti della salute psicofisica della ragazzina.
Un’asimmetria della mammella o un’eccessiva distribuzione di peli corporei, per esempio, può
portare a disturbi dell’alimentazione e, conseguentemente, a forti alterazioni del ciclo mestruale.
È importante allora il supporto del ginecologo per avere una chiave di lettura della propria
crescita e intervenire, ove possibile, per renderla sana ed equilibrata.
A cura di: Elena Magni
COSA SUCCEDE SE LA PUBERTÀ È ANTICIPATA?
Stiamo parlando di un fenomeno che può verificarsi attorno ai 6, 8 anni. In questo caso è meglio
consultare il pediatra perché ci troviamo davanti a quella che è ancora, e deve continuare a poter
essere, una bambina. Le cause, generalmente, sono di ordine genetico o legate a patologie organiche
che vanno indagate, perché se il corpo matura troppo in fretta, le ossa si chiudono e la crescita
in altezza si blocca.
Attualmente abbiamo tutti gli strumenti per inibire una pubertà precoce ed evitare l’i
nsorgere di problemi non solo fisici, ma soprattutto psicologici.
E SE, INVECE, È RITARDATA?
Succede quando ragazze di 14, 15 anni sono ancora ferme allo stadio prepuberale.
In realtà si tratta di casi piuttosto rari, perché, generalmente, se a 12, 13 anni non sono
ancora comparsi i peli o non si è sviluppato il seno, se ne indagano le cause e si cerca subito di
porvi rimedio. Più spesso, invece, ci si trova davanti a forme incomplete di pubertà, ovvero a
ragazze che presentano i caratteri sessuali secondari, ma che non hanno ancora le mestruazioni. Le
ragioni possono essere rintracciate nelle cause organiche che bloccano nel sistema nervoso centrale
i meccanismi della pubertà.
Ma, più semplicemente, nel 95% dei casi ci troviamo davanti a ritardi puberali funzionali.
Uno degli elementi che permette al meccanismo della pubertà di scattare nella sua completezza è la
presenza nell’organismo del giusto quantitativo di massa grassa. Quindi, disturbi dell’a
limentazione, sport praticati a livello agonistico o, semplicemente, una vita troppo stressante
perché già densa di mille impegni, ritardano la pubertà. In questi casi è fondamentale consultare
il ginecologo per indagare le cause e porvi rimedio, ma soprattutto per fornire l’adeguato sostegno
psicologico. Perché avere 15 anni e non avere ancora le mestruazioni è una grande ferita per la
ragazzina, che identifica nel menarca il momento di passaggio tra l’essere bambina e il diventare
donna. Il rischio è che si chiuda nei confronti della propria femminilità e, inevitabilmente, anche
verso la figura maschile.
A cura di: Elena Magni
COSA FARE SE LA RAGAZZINA NON VUOLE ANDARE DAL GINECOLOGO?
Quando una giovane non ha ancora avuto rapporti sessuali potrebbe temere la visita, perché la
vive come un’intrusione nel suo corpo. Allora, il messaggio che bisogna trasmettere è che il
ginecologo è un alleato prezioso, per capire e vivere meglio la propria femminilità. Se si riesce a
instaurare un rapporto di fiducia e dialogo in questo delicatissimo momento di passaggio, si
contribuisce a trasformare queste ragazze in donne consapevoli. Che un giorno faranno regolarmente
i loro controlli medici e vivranno con maggiore responsabilità anche la loro sessualità,
proteggendosi dalle malattie a trasmissione sessuale e dando il giusto valore alla
contraccezione.
|
Quando il ginecologo deve diventare una sana abitudine
Prima di avere rapporti sessuali, se si sente di non avere abbastanza informazioni su come
gestire la contraccezione oppure se si ha un eccessivo timore della fatidica prima volta, è meglio
consultare
un ginecologo. Altrimenti, se queste tematiche sono vissute positivamente, magari perché già
oggetto di dialogo sereno e costruttivo con i genitori o le amiche, si può vedere il ginecologo 6
mesi, un anno dopo il primo rapporto sessuale. Poi, però, deve diventare una sana abitudine, con
controlli regolari una volta l’anno.
|
A cura di: Elena Magni
