Guerra aperta alla Candida
Circa il 75% delle donne ha avuto o avrà nel corso della propria vita almeno un episodio di
Candida. In realtà, si tratta di vaginite o vulvovaginite da Candida. Nel 90% dei casi è causata da
un fungo – Candida Albicans – e provoca un fastidio che non dà pace.
Ne parliamo con la professoressa Rossella Nappi, ricercatore universitario, Ambulatorio
Endocrinologia Ginecologica IRCSS Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia
Perché si soffre così spesso di Candida?
Intanto, bisogna dire che, anche se in piccole concentrazioni, essa è normalmente presente nella
vagina assieme ad altri batteri più numerosi. Sono state identificate alcune condizioni
predisponenti che, attraverso l’alterazione del cosiddetto “ecosistema vaginale”, consentono lo
sviluppo dell'infezione.
Inoltre l'intestino costituisce un importante serbatoio della Candida ed in presenza di
alterazioni della normale flora batterica si creano squilibri che possono portare all'infezione
vera e propria. Un'acidità vaginale adeguata (pH 4-4.5) è fondamentale e alcune condizioni la
destabilizzano, per esempio la gravidanza. Molte donne proprio durante la gestazione (il pH
aumenta) hanno un primo episodio o una recidiva di vulvovaginite da Candida.
Altre condizioni sono tutte quelle dove c’è una compromissione delle difese immunitarie, oltre
che l'uso di alcuni farmaci come cortisone o antibiotici (che alterano direttamente la flora
batterica vaginale).
Quali i sintomi?
Perdite e secrezioni vaginali biancastre, generalmente grumose, che si accompagnano a sensazione
di bruciore e/o prurito a volte particolarmente intensi sia a livello vulvare (esterno) che
vaginale.
Talora è presente anche bruciore durante la minzione e gonfiore dei genitali esterni, come
conseguenza dell'irritazione vulvare e di una eventuale contaminazione uretrale.
C'è poi un vero e proprio stato di impotenza transitoria della donna e i rapporti possono
essere molto dolorosi con deficit della lubrificazione.
A cura di: Minnie Luongo
Quanto incide la trasmissione sessuale?
Può incidere, ma non in misura così rilevante; spesso i disturbi si ripresentano periodicamente
dopo il rapporto che favorisce un'alterazione dell'ambiente vaginale, ma in realtà gli episodi di
Candida ricorrente si verificano in concomitanza della fase premestruale e/o ovulatoria proprio in
relazione agli sbalzi del pH ormono-dipendenti.
Parliamo di terapia
Dopo una corretta diagnosi che si fa essenzialmente con la visita ginecologica ed,
eventualmente, il tampone vaginale per l'analisi delle secrezioni, la terapia si basa sull'uso di
molecole specifiche (derivati imidazolici), disponibili in numerosissime preparazioni commerciali
sotto forma di capsule orali, di creme vaginali ed ovuli vaginali.
Il medico potrà di volta in volta consigliare, anche a seconda della gravità dei sintomi e
della tendenza alla recidiva, oppure della presenza di gravidanza, una terapia orale con capsule,
oppure indirizzare verso una terapia esclusivamente locale con creme e/o ovuli, oppure verso
l'associazione di entrambe le vie di somministrazione. Indicazioni pratiche.
Innanzitutto mantenere una buona igiene con prodotti specifici per favorire la stabilizzazione
del pH acido vaginale, senza esagerare nella frequenza dei lavaggi (1-2 al giorno sono più che
sufficienti). Indossare indumenti traspiranti e non troppo attillati; se al mare, cambiare il
costume bagnato ed evitare le condizioni di umidità prolungata.
Per di più è molto importante favorire una corretta funzionalità intestinale, assumendo
fermenti lattici specifici ed evitando l'assunzione di cibi troppo ricchi di zuccheri semplici.
Per evitare le recidive
Non bisogna drammatizzare specie perché’ lo stress è un importante fattore di cronicizzazione
delle vulvovaginiti da Candida.
È invece opportuno attuare piccoli accorgimenti per evitare ricadute. A partire dall'igiene
intima, da effettuarsi con detergenti specifici a base di sostanze naturali che abbiano un potere
antibatterico e antimicotico.
Tra queste, l’estratto di Timo è riconosciuto e scientificamente documentato come il più
efficace.
Ricordiamo poi di trattare sempre anche il partner con prodotti specifici al maschile per
evitare il cosiddetto “effetto ping-pong”, cioè lo scambio reciproco dell'infezione.
A cura di: Minnie Luongo
