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Bagnetto: è l’ora del relax

Non è soltanto una questione di igiene. Per i neonati e i bambini piccoli il rito del bagnetto è anche un appuntamento fondamentale di intimità con la mamma - di solito è lei a occuparsi di questa mansione, ma quando non è possibile lo stesso discorso vale per il papà - che segna una conclusione serena della giornata, contribuisce al loro sviluppo affettivo, li aiuta perfino a prendere padronanza delle diverse parti di quel corpo che per loro è ancora sconosciuto. Inoltre, immersi in un ambiente che ricorda il liquido amniotico in cui hanno vissuto nei mesi di gestazione, quasi tutti i bebè si sentono subito a proprio agio e questo contribuisce a trasformare una pratica necessaria in un momento di piacere. Non è un caso che a volte, per calmare un frugoletto che non smette di strillare, sia sufficiente cullarlo accanto a un rubinetto aperto, lasciando che la musica dell'acqua che scorre lo plachi come nessun carillon saprebbe fare.

Naturalezza deve essere la parola chiave per questo rituale che inizia più o meno dalla seconda o terza settimana di vita, da quando cioè il moncone ombelicale è caduto e la ferita si è cicatrizzata (prima è meglio limitarsi alle spugnature). Da qui in avanti, perché il bagnetto diventi quel momento di comunicazione, gioco e relax di cui si diceva, bisogna fare il possibile per creare un ambiente confortevole e assecondare i ritmi del bambino.
È importantissimo quindi scegliere un momento di tranquillità - magari staccando il telefono, in modo da non essere disturbati nelle fasi più delicate - in cui ci si possa dedicare interamente al piccolo e godersi questo spazio di gratificazione reciproca: all’inizio solo 5 o 6 minuti, poi fino a 10-15 ma sempre controllando che l'acqua non si raffreddi. Altra avvertenza fondamentale è quella di controllare in anticipo che ogni cosa sia a portata di mano, in modo da poter sorreggere delicatamente con la mano sinistra la nuca del bebè e avere la destra libera (per le mancine vale il discorso opposto) per usare la spugna, dosare un detergente formulato per i più piccoli e infine prendere l’asciugamano senza dover fare movimenti bruschi che risulterebbero pericolosi o comunque disturberebbero l'armonia di questi attimi.


Quando il tempo è poco

Quando bisogna cercare di ridurre un po’ i tempi, quando si è fuori casa (magari in piscina per il corso di nuoto dei più grandicelli o per la lezione di acquaticità del piccolo di pochi mesi), o ancora quando si parte per una vacanza e la valigia è già straripante di flaconi di varia natura. Sono diversi i casi in cui è necessario semplificare le operazioni e limitare il numero degli accessori. Ad esempio portando con sé un asciugamano di lino o cotone invece che di spugna (occupa meno spazio, è leggero e più delicato sulla pelle) e scegliendo un detergente unico per i capelli e il corpo del piccolo: i prodotti 2 in 1 specifici sono studiati per il pH della cute e del cuoio capelluto e quindi consentono una gestualità più veloce senza, per esempio, incidentali bruciori quando una manina coperta di schiuma per il corpo si avvicina agli occhi. Anche in questo caso, però, è meglio bagnare la testina solo quando il corpo è già stato insaponato e lavato. Si eviteranno così possibili raffreddamenti.

 

A cura di: Natalia Mongardi

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