Pidocchi: come sbarazzarsi degli ospiti indesiderati
Il primo sintomo è un fastidioso e intenso prurito.
Dopo il primo sospetto...inizia l'ispezione...
È necessario porsi in luogo illuminato e dedicarsi all'osservazione minuziosa del capo con
l'aiuto di un pettine, prestando particolare attenzione alle zone vicine alle orecchie e alla nuca
dove è più facile rilevare la presenza delle uova. È più semplice individuare le lendini piuttosto
che il parassita adulto: la loro vista costituisce prova sicura della presenza di pidocchi.
Pediculis humanus capitis. Il latino riesce a rendere poetico persino il nome di questo
parassita, comunemente chiamato pidocchio, che ogni anno torna nelle scuole a scatenare il panico
tra insegnanti e genitori. Eppure il problema è risolvibile. Basta avere il coraggio di
dichiararlo, prima che generi una vera e propria epidemia. E fare le mosse giuste per la cura, come
per la prevenzione. C'è chi pensa che la pediculosi proliferi solo tra l'indigenza e la sporcizia.
E invece sono proprio i paesi più ricchi a presentare indici di crescita maggiori. Basti pensare
che nei civilissimi Stati Uniti ogni anno circa 12 milioni di persone sono colpite da questa
patologia. E in Italia sono circa un milione e mezzo, di cui il 70% bambini tra i 3 e gli 11 anni.
Ma facciamo un passo indietro, alle origini del problema, con la dottoressa Bianca Maria Piraccini.
Con la consulenza della
dottoressa Bianca Maria Piraccini, Dermatologo, Ricercatore universitario presso
la Clinica Dermatologica dell'Università di Bologna.
Cosa sono i pidocchi e come si comportano?
I pidocchi del capo sono la tipologia più frequente, ma, in realtà, ne esistono altri due tipi.
Quelli del pube, che si trasmettono durante i rapporti sessuali, e quelli del corpo, che
proliferano solo in condizioni igieniche fortemente critiche. I pidocchi del capo sono insetti
molto piccoli (2-3mm), specie specifici, perché vivono esclusivamente sulla testa dell'uomo. Grazie
alle zampe uncinate si attaccano ai capelli e con il rostro pungente, che hanno al posto della
bocca, bucano il cuoio capelluto e si nutrono di sangue. La femmina predilige la zona della nuca e
dietro le orecchie per deporre le uova (lendini), piccole gocce giallastre, che attacca al fusto
del capello, molto vicino al cuoio capelluto, perché hanno bisogno di una temperatura di circa 37°
per portare avanti il processo di maturazione, che si completa dopo una decina di giorni. Una
femmina può deporre fino a 10 uova al giorno, per un periodo di vita di 15-20 giorni.
A cura di: Elena Magni
Come si manifesta la pediculosi?
Con un intenso prurito. Quando il pidocchio punge il cuoio capelluto per nutrirsi, inietta nel
sangue degli enzimi emolitici che con il passare dei giorni creano nell'individuo una sorta di
reazione allergica, responsabile proprio di questa sensazione. Come secondo sintomo, si possono
notare lesioni da grattamento, soprattutto nella zona della nuca e dietro le orecchie. Infine, gli
escrementi del pidocchio sono a volte visibili sotto forma di polvere nera lasciata sul cuscino.
Quando si registrano questi sintomi, l'infestazione è in atto ormai da una decina di giorni.
Come avviene il contagio?
Soprattutto con il contatto diretto. I pidocchi non hanno ali, non volano e non saltano da una
testa all'altra. Inevitabilmente, però, nelle comunità dove si vive in stretto contatto, come le
scuole o in famiglia, questi insetti creano vere e proprie epidemie, muovendosi da una testa
all'altra. Ma il contagio può essere anche indiretto, scambiando oggetti di uso personale, come
spazzole, pettini, cappelli.
Ci sono soggetti a rischio?
L'incidenza della pediculosi è più bassa tra le persone di colore con i capelli crespi. La
tipica forma a "cavaturacciolo", infatti, rende faticoso l'attaccamento, operazione resa difficile
anche dagli oli usati per lisciare i capelli. Le persone di razza bianca sono tutte facilmente
aggredibili, sembrano però più predisposti gli individui con i capelli lunghi, lisci e chiari.
A cura di: Elena Magni
Come ci si libera dei pidocchi?
Si procede innanzitutto all’esplorazione, munendosi di una buona sorgente di luce e mettendosi
dietro alla persona seduta a testa china. Si separano i capelli ciocca per ciocca, osservando bene
la zona della nuca e dietro le orecchie. In questo modo si possono vedere sia i pidocchi, che però
rifuggono la luce e tendono a mimetizzarsi con i capelli, sia le lendini, distinguibili dalla
forfora, per il colore giallastro (quelle bianche sono per lo più vuote o uccise dai trattamenti) e
per la consistenza. Mentre la forfora scorre facilmente sul capello, le uova del pidocchio sono
molto dense e ancorate al fusto.
Infatti il vero problema non è eliminare il pidocchio, quanto uccidere e staccare le uova, il
cui involucro svolge un'ottima funzione protettiva. Si passa poi al trattamento con gli
antiparassitari, che agiscono bloccando il sistema respiratorio del pidocchio e uccidendo parte
delle uova, che sono, appunto, più resistenti. I princìpi attivi attualmente in commercio sono la
permetrina, le piretrine e il malathion.
Quest'ultimo ha il vantaggio di essere il più efficace nel minor tempo, grazie ai suoi rapidi
effetti sia pediculocidi che ovicidi. Ha un'ottima tollerabilità, poiché non presenta alcun effetto
collaterale e ha la caratteristica di rimanere legato ai capelli anche dopo il risciacquo, quindi
ha un effetto più duraturo. Il prodotto, che può essere in gel, crema o schiuma, deve essere
applicato su tutta la testa e lasciato agire per il tempo indicato sulla confezione; poi
risciacquato.
A questo punto si asportano le uova, applicando prima un balsamo per favorire la
pettinabilità e passando poi ciocca per ciocca con una pettinella a denti molto fitti. Infine è
consigliabile asciugare i capelli con un phon caldo, perché l'alta temperatura contribuisce a
uccidere le uova eventualmente rimaste.
Meglio ripetere il trattamento dopo 10 giorni e su tutti i membri della famiglia. Nel frattempo
bisogna continuare il processo di osservazione e rimozione delle lendini rimaste. La guarigione si
ha quando dopo 15 giorni dal primo trattamento, non si vedono più pidocchi, né uova.
A cura di: Elena Magni
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Almeno rendiamogli la vita difficile!
Sono decenni che si combatte contro i pidocchi. Civiltà e pulizia non fermano questi odiosi
parassiti in grado di scatenare vere e proprie epidemie, di minare la fragile autostima dei bambini
e di mettere a dura prova la resistenza delle mamme, costrette a estenuanti sedute di esplorazione
e trattamento di tutta la famiglia. Ma se debellare la pediculosi sembra un'impresa impossibile,
prevenirla invece è fattibile. Esistono, infatti, prodotti a base di estratti vegetali che
proteggono i capelli, li mantengono in buono stato e contribuiscono a creare un ambiente
sfavorevole all’insediamento dei pidocchi. Si trovano in commercio in formulazioni shampoo e spray.
Gli shampoo migliorano la pettinabilità e facilitano la rimozione di eventuali uova. Gli
spray creano attorno al fusto del capello una guaina che riduce l’adesività delle lendini. Basta
nebulizzarli ogni mattina, soprattutto nella zona della nuca e dietro le orecchie. Generalmente
asciugano subito, lasciano i capelli morbidi e sono in grado di rendere la testa del bambino un
luogo ostile per questi parassiti, così perseveranti.
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Esiste un problema di resistenze?
Non ci sono casi di resistenza in vitro a nessuno dei tre princìpi attivi. Capita però che il
prodotto specifico per la cura non sia usato correttamente, oppure che venga applicato non appena
si sente che a scuola ci sono casi di pidocchi, anche se il bambino non presenta ancora tracce del
problema. In questo modo s'immette nell'ambiente il principio attivo prima che sia necessario, il
pidocchio gradualmente impara a conoscerlo e ne diventa resistente. Naturalmente, stiamo parlando
dei prodotti utilizzati per la cura della pediculosi e non di quelli per la prevenzione, il cui
impiego è invece consigliabile.
A cura di: Elena Magni
Quali sono le conseguenze di una diagnosi tardiva?
I pidocchi non sono pericolosi per la salute, non trasmettono malattie e il sangue che prelevano
è troppo poco per causare anemia. Naturalmente, più tardi ci si accorge del problema, più difficile
diventa risolverlo.
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In caso di pidocchi, non perdere la calma
- Innanzitutto, evitare i “rimedi della nonna”, perché non sono efficaci. Il kerosene, la
maionese e tutti gli altri ritrovati “fai da te” non risolvono il problema, meglio invece ricorrere
subito a prodotti antiparassitari, specifici per la pediculosi.
- Tagliare i capelli non serve. Al contrario, un taglio “militare” contribuisce soltanto a fare
sentire il bambino ancora più diverso dagli altri.
- Non è necessario disinfestare tutta la casa, anche perché il pidocchio, quando cadedalla testa,
non vive più di un giorno. È sufficiente trattare pettini e spazzole e lavare ad alte temperature
lenzuola, coperte, vestiti, sciarpe, cappellini e peluche. Per finire, basta passare l’a
spirapolvere elettrico e buttar via il sacchetto.
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A cura di: Elena Magni
Quali sono, invece, le conseguenze del diffondersi della pediculosi?
Innanzitutto psicologiche, perché c'è ancora chi pensa che i pidocchi vengano alle persone poco
pulite, quindi il bambino che n'è colpito, prova un senso di vergogna e sperimenta l'emarginazione.
È per questa ragione che spesso le mamme non ne parlano, lasciando, inevitabilmente, che si
scatenino vere e proprie epidemie. È dunque importante diffondere una cultura corretta che smitizzi
il problema e faccia capire che il pidocchio "non guarda in faccia nessuno", ma se preso in tempo è
possibile limitarne i danni. Quantificabili anche nei numerosi giorni di scuola persi e in termini
economici, poiché lasciando il bambino a casa, il genitore deve trovare qualcuno che se ne occupi,
oppure assentarsi dal lavoro.
Cosa si può fare per prevenire questa fastidiosa patologia?
Istruire gli insegnanti a compiere esplorazioni preventive, in modo da arginare il problema non
appena si presenta. E i genitori a controllare i propri figli, tutte le sere, se a scuola è in
corso un'epidemia, oppure quando si asciugano i capelli. È anche utile creare sulla testa del
bambino un ambiente sfavorevole ai pidocchi, attraverso prodotti che abbiano una funzione
repellente. Perché proprio come succede per le zanzare, questi parassiti non si riescono a
debellare.
A cura di: Elena Magni
