Come scegliere il nido
L'asilo nido è la prima comunità che il bambino frequenta al di fuori della famiglia. E lo fa in
un momento delicato della sua crescita, quello che va dai tre mesi ai tre anni, quando i
condizionamenti emotivi, affettivi e sociali influenzano in modo profondo il suo sviluppo
psico-fisico. Ma questo è un momento cruciale anche per la mamma, che dopo mesi di vita in simbiosi
con il suo piccolo si trova a doversene separare.
È importante allora che la scelta del nido sia fatta con consapevolezza e serenità affinché
il bambino sia felice e la mamma tranquilla.
Un posto a misura di bambino...
Pubblico o privato che sia, prima di scegliere un nido è importante visitarne alcuni, per capire
come sono strutturati e organizzati gli spazi. Innanzitutto è bene che l'ambiente abbia un’aria
familiare e tranquillizzante, perché il piccolo lì passerà parecchie ore della sua giornata e voi
dovrete sentirvi serene al pensiero di avercelo lasciato. È fondamentale che i locali siano ben
puliti, poco rumorosi, luminosi e adatti nelle dimensioni alle diverse fasce d'età dei bambini. Se
è presente uno spazio esterno, è bene che sia ampio e ben sfruttabile. Meglio se c'è anche una
mensa, con una cuoca che prepara i pasti e che può fare distinzioni e variazioni all'ultimo
momento.
... e a prova di bambino
Inutile dirlo, la sicurezza è un requisito imprescindibile. Gli oggetti presenti nei locali
devono essere realizzati con materiali atossici e con gli angoli arrotondati. Non importa se non
sono nuovissimi, basta che siano puliti e in buono stato, senza pezzetti che si staccano e che
possono finire in bocca. Le prese di corrente devono essere dotate delle apposite protezioni. E i
mobili proporzionati alle dimensioni dei piccoli ospiti. Ma sicurezza vuol anche dire attenzione ai
prodotti usati per l'igiene personale dei bambini. È importante che siano testati, di marche note e
affidabili. Perché la loro pelle è estremamente delicata e facilmente soggetta a sviluppare
reazioni allergiche.
A cura di: Elena Magni
Personale qualificato e motivato
Per fare l'educatrice in un asilo nido è necessario una qualifica idonea come da normativa
vigente. Molti posti organizzano anche riunioni periodiche con esperti di problemi della prima
infanzia, per aiutare il proprio personale a mantenersi costantemente aggiornato. È poi opportuno
che ci sia almeno un’educatrice ogni 5/6 bimbi e che possibilmente sia sempre la stessa, perché i
trasferimenti troppo frequenti del personale non sono un segnale di affidabilità. Per legge non è
più necessario che ci sia un pediatra che viene a visitare i bambini regolarmente. Ma molti asili
hanno mantenuto quest'abitudine, considerata utile dalle mamme per avere confronti e un secondo
parere rispetto a quello del pediatra abituale.
Giocare per crescere
Fatevi illustrare il programma giornaliero e assicuratevi che le attività vengano programmate
con attenzione e professionalità affinché siano ricche di stimoli e aiutino i piccoli a sviluppare
la loro creatività e il loro senso di autonomia. È importante anche che ai bambini sia data la
possibilità di giocare tra loro, perché così imparano a stare insieme e a interagire. Ogni asilo
nido, poi, ha la sua filosofia. Ci sono quelli che prevedono l'insegnamento dell'inglese, quelli
che hanno un'impostazione eco-biologica e quelli basati sull'utilizzo delle discipline olistiche,
che includono attività come lo Yoga. Resta a voi scegliere quella più affine al vostro modo di
essere.
A cura di: Elena Magni
Il momento più delicato: l'inserimento
Ma la vera difficoltà non è tanto trovare l'asilo giusto, quanto far in modo che il bambino ci
si abitui serenamente. È importante allora che il nido metta in atto adeguate strategie per
consentire un ambientamento graduale e attivo. Non solo per il piccolo, ma anche per la mamma, che
spesso vive questo momento con un grande senso di colpa.
E se il bambino lo percepisce, inevitabilmente, lo interpreta come una conferma del suo
sentirsi abbandonato. Alcuni asili affrontano questo momento, permettendo alle mamme di stare in
una zona nascosta del nido a osservare i bambini e a confrontarsi sui loro sentimenti e le loro
difficoltà emotive, con una coordinatrice che le segue e le consiglia.
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Il nido comunale
- Ogni comune ha le sue regole, ma generalmente questi sono gli step per accedere a un asilo
comunale:
Subito dopo la nascita del bambino, a volte anche prima del parto, ci si può informare presso
il proprio comune, che segnalerà gli asili del proprio bacino di utenza
- Possono frequentare l’asilo nido tutti i bambini, generalmente a partire dai tre mesi, che
hanno almeno un genitore residente nello stesso comune
- Una volta scelta la struttura, si passa dall’asilo e si ritira il modulo d'iscrizione che va
compilato e consegnato alla segreteria dell’istituto, insieme all'autocertificazione di residenza e
a una copia della dichiarazione dei redditi di entrambi i genitori, poiché la retta annuale viene
stabilita sulla base dell’economia familiare
- L'accettazione della propria domanda dipende dall’inserimento in una graduatoria che tiene
conto dello stato di famiglia (vengono avvantaggiate le famiglie con più di un figlio), il reddito
familiare, l'appartenenza al bacino d'utenza, il lavoro dei genitori (se lavorano entrambi e che
orari fanno), l'eventuale presenza di un disabile in casa.
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A cura di: Elena Magni
