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Prepararsi alla gravidanza

Siamo pronte. Abbiamo un partner “giusto”, la nostra situazione economica è abbastanza buona, possiamo concederci un periodo di stand-by dal lavoro. E, soprattutto, il nostro orologio biologico si fa sentire. Insomma, è ora di programmare una gravidanza. Ma vogliamo farlo al meglio, senza tralasciare alcun aspetto, grande o piccolo che sia.


Ne parliamo con la professoressa Rossella Nappi, Ricercatore universitario, Ambulatorio Endocrinologia Ginecologica ircss Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia.

Professoressa Nappi, una donna che ha deciso di avere un figlio cosa deve chiedere al ginecologo? In primo luogo, con quali informazioni è bene presentarsi per la prima consultazione dallo specialista?

Prepararsi alla gravidanza è d’obbligo soprattutto oggi che si progetta di avere un figlio a un’e tà più adulta rispetto al passato e la maternità è vissuta come una scelta consapevole, e non più come un destino biologico. Fare un check-up ginecologico in vista del grande passo è utile soprattutto per verificare che il ciclo non abbia irregolarità, che non ci siano alterazioni nel paptest o infezioni utero-vaginali, che l’apparato genitale sia “in regola” e non siano presenti fibromi uterini, cisti ovariche ecc. Tutte condizioni che possono sfavorire la gravidanza o renderla più difficoltosa. La storia medica individuale e familiare, invece, serve a identificare tutti quei fattori di rischio che possono compromettere il buon andamento della gravidanza e interferire con la salute, quali ad esempio: l’ipertensione, il diabete, il rischio di trombosi.

Nel caso si prenda la pillola anticoncezionale, quanto tempo prima occorre smetterne l’a ssunzione?

Prendere la pillola fino a quando si programma di avere un figlio è una scelta ottimale, e non serve smetterla troppo in anticipo. La stessa cosa vale per altri metodi anticoncezionali. Ciò che è importante è assumere per almeno tre mesi prima del concepimento dell’acido folico, una sostanza fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso del nascituro.

Passiamo allora al check-up pre-gravidanza: quali sono gli esami assolutamente necessari da fare?

Alcuni esami cosiddetti “preconcezionali” sono utilissimi in preparazione della gravidanza. Non soltanto quelli circa il proprio gruppo sanguigno, le epatiti e il virus dell’HIV, ma anche riguardo al rischio di anemia mediterranea e, soprattutto, a infezioni quali la rosolia (nel caso di negatività è possibile effettuare la vaccinazione) e la toxoplasmosi che, se negativa, richiede una serie di norme igieniche e dietetiche per evitare l’infezione che potrebbe arrecare danni al nascituro.

Non tutte, purtroppo, godono di una salute perfetta. Spesso alcune donne che soffrono di particolari patologie esitano davanti alla grande decisione di diventare mamme. Lei che cosa consiglia in questi casi?

Donne che soffrono di alcune patologie devono verificare con il proprio ginecologo il rischio derivante dall’uso di alcuni farmaci e la possibilità di interromperli in epoca preconcezionale. Uno screening della funzione tiroidea è consigliabile prima della gravidanza per evitare il rischio aumentato di aborto e di patologie della gravidanza e del nascituro connesse al malfunzionamento tiroideo, una situazione molto comune nelle donne in età fertile, e tuttavia spesso misconosciuta.

 

A cura di: Minnie luongo

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