Allattamento al seno:il modo più naturale di nutrire il proprio piccolo
Raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’allattamento al seno garantisce al
bambino tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno. E’ inoltre un momento di magica intimità ed
è scientificamente provato che il contatto fisico ha effetti benefici sullo sviluppo mentale ed
emotivo del piccolo. Ma chi non vuole o non può allattare al seno non si disperi: il bambino
crescerà sano e felice anche con il latte artificiale! Per chi invece ha deciso di seguire la
strada dell’allattamento naturale, ecco una guida pratica per prepararsi al meglio.
Chi ben comincia
Il bambino può essere attaccato al seno anche subito dopo la nascita, quando il pianto iniziale
si è placato e il piccolo si trova in uno stato di calma vigile che lo rende molto incline a
succhiare. La prima sostanza secreta dal seno è il colostro, l’alimento più adatto nei primi giorni
di vita perché molto nutriente: ricco di proteine, sali minerali e anticorpi. Il latte vero e
proprio comincia a comparire tra il secondo e il quinto giorno dopo il parto. L’arrivo di quella
che in gergo tecnico si chiama montata lattea dipende da diversi fattori, per esempio che si tratti
o meno del primo figlio, da quanto il parto è stato faticoso, da come il bambino riesce ad
attaccarsi al seno e a succhiare nel modo giusto.
A cura di: Elena Magni
Il come e il quando dell’allattamento
Allattamento a orari o a richiesta? Questo è il dilemma.
C’è chi sostiene che il bambino debba essere attaccato al seno tutte le volte che lo desidera e
chi ritiene, invece, che vada nutrito a orari prestabiliti. Come sempre in tutte le scelte che
riguardano vostro figlio è importante capire cosa sia meglio per lui: ci sono bambini che prendono
poco latte a poppata e quindi vanno attaccati molte più volte nell’arco della giornata, quando il
loro “orologio interno” ne manifesta l’esigenza, e altri che ben si adattano a scansioni temporali
predefinite. E poi è importante affidarsi a un
pediatra di fiducia che vi sappia consigliare al meglio, come è importante seguire
la strada che è più affine al vostro modo di essere.
E’ sempre inutile e controproducente sforzarsi di adottare un metodo in cui non si
crede.
Per allattare al meglio,
create il vostro spazio in un luogo tranquillo della casa, con una sedia comoda,
cuscini e acqua o succhi a portata di mano. Se c’è un bimbo più grande, potete scegliere proprio la
sua cameretta e predisporre per lui qualcosa di speciale, come degli spuntini o dei giochi
particolari, così non si sentirà escluso e capirà di essere parte di un momento davvero magico.
Quando siete pronte, spremete manualmente qualche goccia di latte per inumidire il capezzolo,
mettete la mano a coppa sotto il seno, sostenendolo con le dita di sotto e il pollice di sopra, in
modo tale che rimangano lontane dall’areola e ci sia spazio per la bocca del piccolo, e poi
stimolate delicatamente le labbra del vostro bambino con il capezzolo umido di latte. Per capire se
si è attaccato correttamente, assicuratevi che gran parte dell’areola sia nella sua bocca, il naso
e il mento tocchino il seno e la mascella si muova nella suzione fino all’orecchio.
Attaccatelo al primo seno, per 10-15 minuti, finché comincia a perdere interesse, quindi
staccatelo, fategli fare una pausa e poi attaccatelo al secondo seno per tutto il tempo che
desidera. Alla poppata successiva, iniziate dal seno con cui è finita la precedente. Per capire se
il piccolo si sta nutrendo correttamente, è meglio controllare il suo aumento di peso settimanale,
piuttosto che effettuare la doppia pesata (prima e dopo la poppata).
Il latte materno: un alimento vitale per il bimbo
Il latte materno contiene nella giusta quantità i sei nutrienti di cui il bambino ha bisogno:
grassi, proteine, carboidrati, minerali, ferro e vitamine; ma soprattutto
si adegua al lattante,
modificando la sua composizione a seconda delle stagioni, dei periodi di lattazione, del
momento della giornata e addirittura cambia nell’arco della stessa poppata. All’inizio è
più acquoso e ricco di lattosio, verso la fine diventa più denso e ricco di grassi e calorie. In
questo modo copre perfettamente il fabbisogno di acqua e di energia del piccolo; man mano che il
bimbo cresce, il contenuto di grassi diminuisce in perfetta armonia con la progressiva riduzione
del bisogno calorico per ogni chilo di peso corporeo. E poi
è ricco di anticorpi, protegge il piccolo da infezioni e allergie, lo fa riposare
meglio, garantisce una crescita corporea più regolare e riduce il rischio di obesità, è
perfettamente digeribile, provoca minori problemi intestinali e previene l’anemia e la carie.
A cura di: Elena Magni
I benefici per la mamma
Oltre a ridurre l’incidenza dei tumori mammari, l’allattamento al seno
stimola la produzione di ossitocina che aiuta l’utero a ritornare più rapidamente
alla dimensione precedente e questo, unito al maggior consumo di calorie che l’allattamento
comporta,
dà modo di riacquistare più velocemente il proprio peso forma. La suzione
stimola anche la produzione di prolattina che permette alla madre di riposare
meglio.
Infine il latte materno
è sempre pronto alla temperatura giusta e
non costa nulla. Chi allatta deve tener presente che ha bisogno di assumere molti
liquidi e di circa 500-600 calorie in più al giorno. E’ importante mangiare cibi freschi e ricchi
di nutrienti ed eliminare quelli poveri come lo zucchero. Privilegiate i carboidrati complessi,
come i cereali, le proteine, la frutta e la verdura. Evitate, invece quelli che possono dare un
cattivo sapore al latte, come aglio, cipolla, asparagi, crauti e spezie varie, e quelli che possono
facilitare la comparsa di allergie come uovo crudo, frutti di mare, crostacei e fragole.
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E per la mamma che lavora?
Non è vero che l’allattamento al seno non è compatibile con l’attività lavorativa, basta
organizzarsi con un tiralatte. Il latte materno può essere infatti conservato:
- a temperatura ambiente per 6 ore (4 nella stagione estiva)
- nel frigo per 24 ore
- nel freezer per 3 mesi
- nel congelatore a -20 gradi anche per più di un anno. Per scongelarlo si può porre il
contenitore sotto il rubinetto dell’acqua calda, fino a farlo diventare tiepido, o riscaldarlo a
bagnomaria.
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A cura di: Elena Magni
