Le vaccinazioni dei bambini: come, quando, perché
Come funzionano le vaccinazioni
La vaccinazione è un modo per indurre un’immunizzazione "attiva", cioè una difesa immunitaria
prodotta dall’organismo vaccinato nei confronti di una malattia infettiva. La difesa individuale,
protettiva e duratura viene stimolata mediante somministrazione di un elemento patogeno attenuato,
non dannoso, in grado d’innescare una risposta immunologica specifica, quindi di difesa, ma non di
provocare malattia. La tempistica delle vaccinazioni viene stabilita dal
calendario vaccinale in base al tipo di infezione e al grado di maturità
del sistema immunitario del bambino, affinché possa rispondere adeguatamente e sviluppare un’i
mmunità duratura. Le prime vaccinazioni vengono effettuate a partire dal terzo mese di vita.
Età
|
Vaccini
|
Esecuzione |
| Nel mese successivo al compimento del 2° mese |
Poliomelite
Tetano
Difterite
Epatite B
Pertosse
Haemophilus B
|
Unica somministrazione con vaccino esavalente
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| Nel mese successivo al compimento del 4° mese |
Poliomelite
Tetano
Difterite
Epatite B
Pertosse
Haemophilus B
|
Unica somministrazione con vaccino esavalente
|
| Nel mese successivo al compimento del 10° mese |
Poliomelite
Tetano
Difterite
Epatite B
Pertosse
Haemophilus B
|
Unica somministrazione con vaccino esavalente
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Nel mese successivo al compimento del 12° mese
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Morbillo
Parotite
Rosolia |
Unica somministrazione con vaccino trivalente
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Entro sei mesi dal compimento del 5° anno
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Poliomelite Tetano
Difterite Pertosse Morbillo Parotite Rosolia
|
Due somministrazioni contemporanee in sedi diverse: vaccino tetravalente e trivalente oppure
Tre somministrazioni contemporanee in sedi diverse: vaccino bivalente (dif+tet) vaccino
antipolio e vaccino trivalente
|
Dopo il compimento del 15° anno
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Tetano
Difterite
Pertosse |
Unica somministrazione |
Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate.
Le vaccinazioni obbligatorie sono quelle contro l
a difterite, il tetano, la poliomelite e l’epatite virale B. Vengono somministrate
in un’unica iniezione dopo i primi 60 giorni di vita del bambino; con richiami successivi al 5° e
12° mese e poi ancora verso i 5-6 e gli 11-15 anni. E’ possibile nella stessa iniezione inserire
anche altri due vaccini, quello contro la
pertosse e la
Haemophilus influenzae tipo b, che non sono obbligatori, ma consigliati, e
trasformano il vaccino in quello che viene comunemente definito “esavalente”, perché vaccina
contemporaneamente contro 6 malattie. Le altre vaccinazioni raccomandate sono quelle contro
morbillo, parotite e rosolia, che vengono praticate in un’unica dose a
11-15 mesi, con richiamo a 5-6 anni.
A cura di: Elena Magni
Vaccinazioni: sì o no?
Senz’altro, sì. Perché il fatto di prendersi cura dei propri figli e di nutrirli in modo
adeguato non è sufficiente a garantire una reale protezione contro alcuni agenti patogeni. I
vaccini rappresentano, invece, la più efficace misura protettiva contro una buona parte delle
malattie infettive più pericolose, perché stimolano l'organismo a produrre attivamente una risposta
immunitaria e lo rendono capace di resistere alle infezioni.
I principali detrattori delle vaccinazioni mettono sempre l’accento sugli effetti
collaterali che si sono registrati in un numero davvero esiguo di casi analizzati, senza mai
considerare che le conseguenze della malattia, contro la quale sconsigliano la vaccinazione, sono
percentualmente molto più elevate e a volte anche più gravi. Il morbillo, per esempio, può dare
serie complicanze a carico dell’apparato respiratorio e neurologico, come del resto la pertosse.
Mentre la parotite, meglio nota come “orecchioni”, innocua per le femmine, può essere responsabile
di infiammazione ai testicoli nei maschi e causare sterilità. E la rosolia, se contratta in
gravidanza, può determinare danni permanenti al feto. Inoltre, i vaccini che si hanno a
disposizione oggi hanno un elevatissimo grado di sicurezza; gli effetti indesiderati gravi sono
molto rari e costituiscono una percentuale bassissima.
Al di là della protezione offerta al singolo bambino, nella prospettiva più ampia della
salute pubblica, rappresentano lo strumento più efficace per assicurare un’immunizzazione a tappeto
contro le malattie, con il minor rischio possibile di reazioni indesiderate. Ma, come sempre, per
poter effettuare scelte consapevoli, è opportuno raccogliere tutte le informazioni necessarie e
consultare il proprio pediatra di fiducia.
E il vaccino anti-influenzale?
Il vaccino utilizzato viene preparato sulla base dei ceppi di più recente isolamento, quindi, di
più probabile circolazione, e risulta efficace nei soggetti con più di 6 mesi di vita, in quanto,
prima di tale età, la risposta anticorpale è bassa. Si può effettuare in autunno avanzato
(dall'inizio di ottobre fino alla fine di novembre) e fino ai 9 anni si somministrano 2 dosi nei
soggetti vaccinati per la prima volta. E’ consigliato ai soggetti con cardiopatie congenite
emodinamicamente significative, con patologia respiratoria cronica (incluso l'asma), con patologia
metabolica incluso il diabete, con insufficienza renale ed epatica, con immunodeficienze congenite
o acquisite. Ma anche ai prematuri e ai nati di peso inferiore ai 2,5 chili. Per tutti gli altri
bambini, molto dipende dal tipo di vita che fanno e se frequentano una comunità infantile, dove i
virus sono assai diffusi.
Qualche informazione pratica sulle vaccinazioni
Tutte le vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, possono essere effettuate
gratuitamente nella ASL o nel consultorio pediatrico della propria zona. Prima della vaccinazione
non è necessario osservare alcun periodo di digiuno o dieta speciale, né è necessario un "via
libera" del pediatra di base, se il bambino appare in buona salute. Il piccolo viene comunque
visitato presso il centro vaccinale prima dell’esecuzione della vaccinazione. Nel corso delle ore
successive, potrebbe accusare un po’ malessere generale e un innalzamento della temperatura.
Effetti sì indesiderati, ma che non devono assolutamente preoccupare le mamme.
A cura di: Elena Magni
