Neomamme: il prontuario di sopravvivenza
“Riuscirò a occuparmi del piccolo?”, “capirò le sue esigenze?”: questi e mille altri dubbi
assillano la mente di 9 neomamme su 10. La decima non lo ammette, ma è piena di paure anche lei.
Perché la nascita di un bambino - insieme a una gioia e a un amore impossibili da descrivere -
porta con sé tante responsabilità e un notevole carico di lavoro. Ecco perché è importante prima di
tutto prendersi cura di sé stesse, per essere in grado, poi, di dedicare al bebè tutta l’energia
necessaria. Senza dimenticare che farsi aiutare dal partner e da tutti coloro che possono dare un
contributo significativo, non solo si può: si deve!
Baby Blues: quell’irresistibile voglia di piangere
Non va assolutamente contrastata. Il
baby blues
, così lo chiamano gli inglesi, può essere intenso e scomparire in fretta, oppure lieve e a
intermittenza, ma è assolutamente naturale, perché dipende dai cambiamenti fisici e ormonali che il
parto ha comportato, ai quali si aggiungono, naturalmente, la stanchezza e il fatto di doversi
adattare a un nuovo evento carico, di aspettative e significati. Gli esperti assicurano: le mamme
che piangono spesso e dicono “non so fare niente” sono quelle che superano meglio i primi mesi del
bambino. Forse perché imparando a essere tolleranti e pazienti con loro stesse, riescono poi a
esserlo anche con il loro piccolo.
Prima regola: datevi tempo
Qualsiasi donna può diventare una buona mamma, anche se non si sente assolutamente portata. Però
non bisogna avere fretta, non farsi condizionare dai consigli degli altri (ogni maternità è unica e
irripetibile), né leggere troppi manuali, visto che psicologia e puericultura non sono scienze
esatte. Meglio, invece ascoltare il proprio
istinto e per riuscire a farlo davvero, è importante imparare a concedersi del
tempo. Bastano pochi minuti al giorno per sfogliare una rivista, fare una telefonata o mettersi la
crema idratante: il tempo che vi dedicate è il miglior antidoto contro l’abbruttimento e la
confusione mentale. E poi, allenate la fiducia in voi stesse, coltivando ogni giorno
pensieri positivi e cancellando quelli negativi, credendo nelle vostre capacità e
nel diritto di avere delle esigenze.
A cura di: Elena Magni
Seconda regola: mens sana in corpore sano
Un'alimentazione corretta è la principale alleata di una neomamma, perché aiuta ad avere tutta
l'energia fisica, ma anche mentale, per far fronte alle numerose e multiformi esigenze del piccolo.
È importante mangiare 5 volte al giorno: colazione, pranzo, cena e due spuntini, uno a metà mattina
e uno a metà pomeriggio. Meglio scegliere il piatto unico a pasto poiché è il modo migliore per
controllare l'equilibrio tra i vari elementi nutritivi e per semplificarsi la vita.
Fate il pieno di
carboidrati
e proteine e riducete al minimo i grassi; via
libera, poi, agli spuntini ricchi di vitamine, quindi tenete sempre in casa frutta e verdure
fresche, yogurt magro, mandorle, nocciole, noci, muesli, barrette di farro e di altri cereali
integrali. Vanno invece evitati tutti i cibi di difficile digestione e gli alcolici, per via del
senso di sonnolenza che possono generare.
L'acqua, al contrario, lubrifica la mente: è dimostrato che serve a ragionare meglio e aiuta
chi soffre di abbassamenti di pressione. Se allattate, valgono le stesse regole, ricordatevi però,
di bere molto: acqua, tisane, spremute di frutta. Limitate i caffè a una o due tazzine al giorno e
assumete alimenti ricchi di calcio, ma se non potete mangiare latticini, meglio chiedere
un'integrazione al vostro medico. Anche l'
esercizio fisico aiuta a sentirsi meglio, però è fondamentale non strafare. Per
esempio, date tregua alla schiena e agli addominali più che potete, cominciate, piuttosto, con
qualche esercizio di stretching e passate poi ad attività che permettono di sfogare la tensione,
oltre che rimettere in sesto il corpo, come una bella camminata all'aria aperta. Non pensate di
dover raggiungere subito dei risultati e non fatevi inutilmente del male provando i vestiti che
indossavate prima della gravidanza; i tempi fisiologici per tornare in forma sono 8-10 mesi,
almeno, concedeteveli tutti e state tranquille perché il corpo ha una prodigiosa tendenza a tornare
quello che era.
Terza regola: fatevi aiutare
Prima di tutto dal vostro compagno. Il bambino è anche suo ed è importante che cominci a
prendersene cura da subito, non solo per dare una mano a voi, ma per non sentirsi escluso da quel
rapporto simbiotico che si crea tra la mamma e il suo piccolo e, soprattutto, per
cominciare a costruire un prezioso e irrinunciabile rapporto con il proprio figlio. Allora,
affidategli dei compiti. Alternatevi nelle alzate notturne, fate in modo che sia lui a occuparsi
del bagnetto o dei cambi, perché non è vero che gli uomini non sono geneticamente predisposti a
gestire i pannolini. Ma se il padre cerca di scansare il “lavoro sporco”, fategli almeno fare la
spesa. E poi ci sono
i nonni che senz’altro non vedranno l’ora di passare del tempo con il bambino.
Stabilite da subito con loro le poche e semplici regole che volete siano assolutamente rispettate e
poi lasciateglielo. Farete così non solo il vostro bene, ma anche quello del vostro piccolo che
scoprirà con loro un rapporto speciale e davvero unico. Infine, non sentitevi in colpa se avete
deciso di
cercare una tata, soprattutto se dovete tornare a lavorare. Affidandovi ad agenzie
serie, ma anche a un buon passa parola, potete trovare magnifici “angeli” che non solo si
occuperanno del vostro bambino con amore, ma che daranno anche a voi quel sostegno di cui avete
bisogno per continuare a essere la mamma amorevole e serena che senz’altro già siete
A cura di: Elena Magni
