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La salute del bambino e dell'adolescente
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Partorire senza paura si può

Lo si aspetta per 9 mesi, gli si parla, lo si vede crescere nell’ecografia e poi, quando si avvicina, finalmente, il momento di metterlo al mondo, ci si fa prendere dalla paura del dolore. Colpa dell’immagine mediatica che vuole il parto accompagnato da urla strazianti e scene di disperazione, colpa anche dei racconti delle amiche che ci sono già passate e che non risparmiano i particolari più cruenti, colpa soprattutto dell’eccessiva medicalizzazione che ha dato alle donne la convinzione di non essere capaci di partorire “da sole”. E invece non solo ognuno ha la sua personale percezione del dolore e ogni parto è diverso dall’altro, ma le donne hanno per natura in sé tutti gli strumenti per gestire il momento della nascita in prima persona e viverlo serenamente. Del resto, lo fanno da milioni di anni.

 

gravidanza e parto

Cambiare prospettiva sul dolore

Il dolore fisico legato al parto e al travaglio non è un mostro da temere, bensì un segnale da cogliere, l’annuncio che qualcosa di straordinario sta per accadere. Ecco perché il dolore va soprattutto accettato, compreso e, di conseguenza, superato, con la sensazione che l’essere andate oltre quelli che pensavamo fossero i nostri limiti, ci ha dato una nuova forza, insieme alla consapevolezza di avere un potenziale che non conoscevamo. D’altronde, essere madre spesso vuol dire proprio questo. Cominciamo, allora, a considerare le contrazioni come stimoli utili al fine di dare la vita e a sentire quei segnali fondamentali per attivare tutti i meccanismi ormonali e fisiologici preposti al parto.

 

A cura di: Elena Magni

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