Vacanze terapeutiche?
Consigli di viaggio per ristabilire l’equilibrio e ritrovare se stessi
Chi di voi in un momento di stress o di sconforto estremo non ha pensato “Basta! Io mollo tutto
e parto!”? Di fronte a situazioni divenute insopportabili, a figli indomabili, a un capo
prepotente, a una storia d'amore franata la voglia di scappare non è solo umana, ma addirittura
terapeutica. Per fortuna ogni anno arriva il momento in cui possiamo finalmente abbandonare la
routine alla ricerca di novità e di riposo: è il momento delle tanto agognate vacanze, è il momento
di scoprire in che modo un viaggio possa essere realmente terapeutico….
Il viaggio è una realtà che affonda le sue radici nelle più profonde esigenze dell’uomo. La
storia è ricca di viaggi e di viaggiatori celebri: dai pellegrini della Terra Santa a Marco Polo,
dal Grand Tour degli intellettuali romantici fino ai recenti flussi turistici. La vita stessa è
spesso interpretata con la metafora del viaggio. Ma cosa spinge il turista moderno a viaggiare e
cosa cerchiamo in un viaggio?
Le motivazioni del viaggio
Secondo la psicologia del turismo esistono diverse "forze" motivazionali che spingono a
viaggiare e di conseguenza, diverse tipologie di viaggio. Ci sono motivazioni fisiologiche, che
riguardano il corpo, la salute, lo sport; quelle di fuga, che portano l'individuo a evadere dalla
routine della stressante vita d'ogni giorno; quelle interpersonali, che considerano le relazioni
sociali; quelle psicologiche, che rispondono a vari bisogni interni della persona (relax,
tranquillità, svago, ecc..); quelle culturali, che scaturiscono dal desiderio di visitare luoghi
d'interesse storico o artistico. Se volessimo sintetizzare al massimo potremmo dire che la
motivazione che ci spinge a viaggiare, magari anche verso mete lontane e culturalmente distanti, è
uno stato di bisogno psicologico, una carenza che ci spinge alla ricerca…di cosa?
A cura di: Francesca Memini
In viaggio per ritrovare se stessi
Nella vita quotidiana gli impegni e i doveri di tutti i giorni rischiano di farci perdere il
contatto con noi stessi: troppo presi dal nostro essere madri, lavoratrici, mogli, figlie e
quant'altro il rischio è quello di rimanere schiacciate dai ruoli e dimenticarsi di ciò che
vogliamo essere, della nostra personale realizzazione. Ecco che la vacanza può diventare un momento
di presa di coscienza e di crescita interiore.
Il viaggio è un momento per ritrovare sé stessi, per riprendere contatto con il proprio io
profondo, con i propri desideri e le proprie esigenze. La libertà dai vincoli della vita quotidiana
ci permette di sperimentare situazioni nuove e di mettere alla prova la nostra personalità
scoprendo doti che non pensavamo di avere. È un passaggio graduale che comincia già prima di
partire con il sogno a occhi aperti, la fantasticheria, la pianificazione e la scelta della meta,
l'avvio dei preparativi. Il viaggio inizia da questa dimensione emotiva e progettuale che culmina
nella fatidica “notte prima della partenza” carica di aspettative e di desideri. Nell’aria c’è
profumo di cambiamento.
Le vacanze mi stressano!
E allora perché sempre più persone tornano stanche, stressate e talvolta persino annoiate dalle
vacanze? Ammettiamolo: la libertà può fare molta paura. Allora la tendenza è quella di far
rientrare anche l’esperienza della vacanza entro canoni rigorosi: il divertimento a tutti costi, le
mete più gettonate (ed affollate), la pianificazione di ogni singolo dettaglio…ed ecco che ci
ritroviamo all’interno del medesimo stress metropolitano traslato al mare o in montagna. Abbiamo un
nuovo ruolo da interpretare: quello del turista, appunto. Nessuno può stabilire a priori in che
modo ci si diverte e neppure che in vacanza bisogna necessariamente divertirsi.
Ancora una volta, cosa c'è di meglio di riprendere contatto con il proprio corpo per imparare a
capire di cosa ha veramente bisogno per rilassarsi e rinascere dopo un anno di fatiche e di stress?
Affinché il viaggio e la vacanza siano realmente un'esperienza di arricchimento personale è
necessario affrontarle con il giusto spirito. Perché se è vero che la novità offre inedite
possibilità è vero anche che può spaventare e coglierci impreparati.
A cura di: Francesca Memini
Alcuni consigli per vivere le vacanze al meglio
- Partire con il giusto atteggiamento, predisposti a vivere e ad accettare la novità non già come
fattore di disturbo ma come ricchezza. Insomma dobbiamo essere aperti alla conoscenza di realtà
diverse, persone nuove e anche agli imprevisti. Se ci troviamo improvvisamente bloccati in un
enorme ingorgo autostradale non è il caso di pensare che la vacanza sia già rovinata fin
dall'inizio, ma possiamo provare ad imboccare la prima uscita e perderci per le strade di campagna:
potrebbe essere l’occasione per scoprire un'incantevole abbazia o un paesaggio inaspettato.
- Lasciare a casa il lavoro, le abitudini, gli abiti mentali: finalmente possiamo sbarazzarcene e
pensare ad altro, in modo nuovo!
- Imparare a conoscere i propri ritmi e le proprie esigenze: attenzione alle abbuffate di cibo,
alle notti brave ai ritmi incalzanti e a tutti gli eccessi, se non vogliamo tornare in ufficio più
stanchi di quando siamo partiti.
Il rientro
Una volta tornati alla nostra vita quotidiana le cose non saranno più le stesse. Questo il
giusto proposito affinché la vacanza sia realmente “terapeutica”. Nella piena convinzione che non
si è trattato di una semplice parentesi, le esperienze vissute in vacanza costituiscono un tassello
importante della nostra personalità. Se durante le vacanze avete scoperto di essere degli abili
danzatori di tango, non dovrete necessariamente abbandonare la carriera e l'ufficio per dedicarvi
alla danza.
Tuttavia avrete la consapevolezza di essere persone con una ricchezza aggiunta: non più solo
manager, segretarie o maestre ma anche danzatrici di tango. Un consiglio: portate a casa un
ricordo, una foto della vacanza da tenere sempre a portata di mano per non dimenticarvi nella vita
quotidiana delle vostre capacità e dei vostri sogni.
A cura di: Francesca Memini
