Ormoni & umore
Mutamenti biochimici
Non si tratta di trovare una scusa sempre valida, da tirar fuori come alibi quando si vuole
giustificare un malumore improvviso. Il fatto è che il livello degli ormoni sessuali (e il loro
repentino mutamento) è in grado di condizionare pesantemente l’
attività emotiva, cognitiva e neurovegetativa della donna.
E tentare di sdrammatizzare con battute indelicate sortisce quasi sempre l’effetto contrario.
Un’indagine semi-seria che circolava sul web qualche tempo fa ha appurato che una delle cose più
irritanti in assoluto per una donna è sentirsi chiedere (per di più da un uomo!): «Per caso ti
stanno arrivando le mestruazioni?». E una delle scene più celebri di I
o e Annie è quella in cui Woody Allen, trasformato in cartoon, interloquisce con la regina
cattiva di Biancaneve, di cui da bambino era segretamente innamorato. «Sei nervosa, devi avere le
tue cose». E lei gelida: «Io non ho mai le mie cose. Sono un fumetto». Ecco: per tutte le altre,
per tutte le donne che fumetto non sono, fare i conti con i propri ormoni non è invece una cosa
facile.
I mutamenti biochimici determinano infatti nel nostro organismo conseguenze fisiche e
psicologiche precise, che vanno dal mal di testa al senso di gonfiore, dall’
ansia al
nervosismo, fino alla
depressione vera e propria. In una situazione di circolarità in cui ogni aspetto
finisce per amplificare gli altri.
Ne abbiamo parlato con la
dottoressa Adele Teodoro, ginecologa e responsabile del Reparto di Diagnosi
prenatale dell’Ospedale di Bollate.
Per capire perché gli ormoni sessuali siano così importanti per il
funzionamento delle cellule nervose, e come influiscano sui
neurotrasmettitori. Il punto di partenza è che gli ormoni hanno, tra gli altri,
tre ruoli fondamentali.
- Svolgono una funzione nutritiva per le cellule nervose: determinano la costituzione dei
cosiddetti “ponti cellulari” attraverso cui le cellule comunicano.
- Hanno una capacità riparativa dei danni cellulari neuronali, dovuti sia all’età che a fattori
tossici ambientali, come il fumo o l’inquinamento.
- Regolano i livelli dei neurotrasmettitori, cioè le sostanze che consentono alle varie parti del
corpo di comunicare fra loro.
A cura di: Laura Taccani
Effetto saliscendi
« La depressione – sintetizza la ginecologa - si presenta più frequentemente nelle fasi e nelle
età in cui si verificano dei cambiamenti ormonali:
pubertà, parto, menopausa, ciclo mestruale».
Quanto all’attività dei neurotrasmettitori, un brusco calo degli
estrogeni (per esempio in puerperio e menopausa)
comporta una riduzione dei livelli di
serotonina, l’ormone che regola il tono dell’umore, gli organi gastrointestinali e
le funzioni neurovegetative.
«E infatti nella
sindrome pre-mestruale
compaiono non solo irritabilità, aggressività e depressione ma anche gonfiore, ritenzione
idrica, peggioramento della sindrome del colon irritabile e aumento ponderale».
Poi ci sono le
endorfine, “molecole della gioia”: in assenza di estrogeni, prosegue la
dottoressa, si riduce anche il loro livello, e questo abbassamento associato a quello della
serotonina porta al peggioramento dell’umore ed eventualmente a forme di depressione clinicamente
rilevanti.
«Infine c’è la
dopamina, che quando è bassa, sempre in seguito all’assenza di estrogeni, implica
abbassamento del desiderio sessuale e aumento di astenia e stanchezza. Per tutti questi motivi le
categorie di donne più a rischio di depressione sono quelle con amenorrea persistente (bisogna
ricordare che l’8° giorno dall’inizio del flusso inizia a crescere la produzione di estrogeni), le
donne nel puerperio e quelle in menopausa». Un altro aspetto da tener presente è che il brusco calo
di
progesterone, nella seconda parte del ciclo,
modifica in peggio per tutte le donne la risposta allo stress. In più, si è scoperto che nel 5-8%
di donne con
disturbo disforico premestruale
(con variazione dell’umore in senso fortemente depressivo) e nel 20% con sindrome premestruale
grave, è diverso anche il metabolismo del progesterone: si produce meno allopregnanolone, che ha
effetto anti-ansia.
Buonumore a tavola
Quanto ai sintomi pre-mestruali (che compaiono tra una e due settimane prima del flusso e
spariscono nel corso del primo giorno), possono essere alleviati con
un occhio maggiore alla dieta:
bere il più possibile e mangiare alimenti ricchi di fibre aiuta a combattere gonfiore addominale e
ritenzione idrica. Inoltre un’alimentazione ricca di magnesio (abbondante in cacao, noci, cereali
integrali, fagioli) o una sua eventuale integrazione aiutano a ridurre l’ansia e a tenere sotto
controllo irritabilità e stress
A cura di: Laura Taccani
