Un cucciolo in famiglia
Mi compri un cucciolo? Lo psicologo dice sì
Prima o poi la richiesta arriva. Che sia un cucciolo di cane, di gatto o un pesce rosso
tra bambini e animali è amore a prima vista. A favore della convivenza tra “
cuccioli” si schiera anche la psicologia: sono molti i benefici per lo sviluppo e la crescita del
bambino. Numerosi studi sono stati effettuati già a partire dagli anni 80 (Poresky R.H., C. Hendrix
and Woroby, 1988) e confermati più di recente (Lookabaugh – Triebenbacher 1994): i bambini che
crescono con un animale al loro fianco mostrano un più precoce sviluppo emozionale e un grado di
empatia più elevato . Il padre della Psicologia Umanistica
Carl Rogers definisce così l’
empatia: «il percepire lo schema di riferimento interno di un altro con
accuratezza e con le componenti emozionali e di significato ad esso pertinenti, come se una sola
fosse la persona ma senza mai perdere di vista questa condizione di "come se". Significa perciò
sentire la ferita o il piacere di un altro come lui lo sente, e di percepire le cause come lui le
percepisce, ma senza mai dimenticarsi che è come se io fossi ferito o provassi piacere, e così
via.»
Ed è proprio questa dimensione del “come se” che la relazione con un animale stimola: in un
primo momento il bambino proietta sul cane o sul gatto le proprie emozioni, identificandosi con il
cucciolo. Attraverso le manifestazioni del cucciolo di cane o di gatto il bambino impara a
riconoscere le proprie emozioni, come in uno specchio.
Col passare del tempo il bambino scopre l’animale come soggetto autonomo capace di sentimenti
propri. Impara che il cucciolo esprime i suoi sentimenti, manifesta o chiede l’affetto con un suo
linguaggio peculiare. Impara poi che il cucciolo ha esigenze e ritmi propri che vanno rispettati.
Allo stesso tempo, sotto lo sguardo vigile dei genitori, sviluppa un senso di responsabilità verso
il cucciolo di cui deve prendersi cura. Il bambino si incammina, accompagnato dal suo cucciolo, in
un percorso di continue scoperte quotidiane che lo portano alla scoperta più grande: quella dell’A
ltro.
A cura di: francesca Memini
Un cucciolo: un’occasione educativa
Un animale in famiglia, inoltre, rappresenta un’occasione educativa unica e irripetibile: la
vita del cucciolo può infatti servire da spunto per affrontare insieme argomenti difficili come la
sessualità e la riproduzione, la malattia e, purtroppo, anche la morte. La vita del cucciolo
diventa di nuovo uno specchio attraverso la quale il bambino può imparare a conoscere la vita in
senso lato, grazie soprattutto a un costante dialogo con i genitori, con i quali è importante che
il bambino condivida l’esperienza. Inoltre un cucciolo può servire per responsabilizzare il bambino
attraverso piccoli compiti, come dargli da mangiare o portarlo a spasso. In tutto ciò naturalmente
il ruolo dei genitori è di primo piano: saranno loro infatti ad accompagnare i due “cuccioli” in
questa avventura, insegnando al bambino come prendersi cura dell’animale e aiutandolo nei processi
di comprensione e di crescita.
Una scelta responsabile
È bene ricordare che per una serena convivenza fra tutta la famiglia e il nuovo venuto bisogna
essere ben coscienti dei ruoli e delle responsabilità che avere un cucciolo in casa comporta. Il
ruolo dei genitori e il loro impegno deve essere ben soppesato affinché non sia preso alla leggera.
Essere consapevoli di dover ritagliare spazi e tempi dalla nostra routine cittadina piena di
impegni è una scelta di vita importante e dalla quale, una volta presa, non è giusto tornare
indietro. La passeggiata mattutina e serale, la preparazione del suo cibo e le visite dal
veterinario sono solo alcuni degli impegni che il nostro nuovo amico ci richiederà. Anche se vostro
figlio promette di prendersene completa cura è bene ricordare che il bambino, oltre a non dover
essere gravato di responsabilità superiori alla sua età, non avrà sempre il tempo a disposizione
per il suo cucciolo amico. Pertanto non si può scegliere di adottare un animale prima di aver
esaminato anche tutti i possibili motivi a sfavore. E quando avremo deciso per l’adozione dovremo
attentamente vagliare che animale vogliamo: un cane, più impegnativo, ma capace di relazionarsi in
maniera ideale con il bambino, o un gatto, meno impegnativo perché più indipendente, ma che
necessita di una rapporto un po’ più complesso a, forse non adatto a tutte le età e a tutti i
caratteri. Verifichiamo inoltre che non esistano in famiglia allergie, altrimenti rimane sempre la
possibilità dei pesci o delle tartarughine. Infine un consiglio: un cucciolo non si compra e non si
regale, ma ci si sceglie a vicenda. Se volete regalare un cucciolo a vostro figlio, accompagnatelo
in visita a un canile/gattile e lasciate che scocchi la scintilla e nasca una nuova amicizia.
A cura di: francesca Memini
