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La salute del bambino e dell'adolescente
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Adolescenti e droghe

Per i genitori è forse l'incubo peggiore, anche perché la droga entra nella vita di molti ragazzi quasi senza clamore, come fosse un'esperienza tra tante. Qualcosa da provare, insomma. Per noia, per trasgressione, per curiosità, per emulare gli altri e non sentirsi escluso, magari per avere la sensazione onnipotente di compiere da soli le proprie scelte.
E in effetti, guardando la stessa medaglia dall'altro lato, quello che angoscia i genitori è proprio la consapevolezza di non essere più in grado di monitorare fino in fondo le sperimentazioni dei figli.
Tanto più che, quando si tratta di prevenire comportamenti a rischio come l'abuso di sostanze psicotrope (droghe, alcol, tabacco) la strategia non può essere quella di salire in cattedra ed enunciare nel dettaglio una serie informazioni scientifiche, per esempio sui danni dell'Ecstasy, o di precetti morali. Anche perché, se l'adolescente attraversa un momento di disagio particolare, di tensione accentuata, il rischio è quello di provocare un atteggiamento di contestazione esplicita, che può essere agita proprio avvicinandosi a quel comportamento che i genitori tentavano di scongiurare.
È importante invece, mano a mano che i figli crescono e anche se può diventare ogni giorno più difficile, nutrire il dialogo con loro in modo aperto e onesto, proponendosi come guida a distanza, senza risultare opprimenti. Allo stesso modo, correranno meno rischi quei giovani in cui sono stati nutriti in anticipo il senso critico e la consapevolezza di sé (dei propri limiti come dei propri punti di forza): strumenti che in situazioni nuove e piene di seduzioni, possono rendere il ragazzo maggiormente in grado di analizzare la realtà e valutare le esperienze che gli vengono proposte.

Le variabili naturalmente sono tante, e non esiste nessuna cultura pedagogica che possa garantire una barriera sicura nei confronti di certi rischi, di certi sentimenti, della ricerca di certe ingannevoli vie di fuga. Quello che è possibile, però, è lavorare sul principio di realtà dei bambini, insegnando loro ad accettare esperienze formative fondamentali come la frustrazione e la gestione dello stress, perché non si ritrovino all'improvviso - proprio in una fase delicata come l'adolescenza – a scoprire che, fuori dalle dorate mura domestiche, il mondo non coincide con la loro lista dei desideri. Anche perché la diffusione delle droghe, sintetiche e non, è ormai capillare.

Intervistati per uno studio dell'Espad (European School Project on Alcohol and other Drugs) i ragazzi tra i 15 e i 16 anni appartenenti a 35 paesi europei hanno dichiarato nel 10% dei casi di aver fatto uso almeno una volta di psicofarmaci senza la prescrizione del medico. Medicinali usati dai ragazzini come una droga, dunque, per procurarsi uno sballo magari accedendo come niente fosse all'armadietto del bagno. E tornando al rapporto di Telefono Azzurro e Eurispes, tra i 12 e i 19 anni il 20,8% degli adolescenti ha ammesso di aver fumato delle canne, anche se la fascia del campione in cui si concentra il fenomeno delle droghe leggere è quella 16-19 (28,7%).I giovani intervistati hanno dimostrato comunque di conoscere abbastanza bene le conseguenze che l'uso abituale di cannabis può provocare, a cominciare dai possibili danni neurologici per arrivare all'abbassamento del livello di attenzione mentre si guida e agli effetti sulla memoria e la capacità di concentrazione. D'altra parte, come si accennava, l'uso di sostanze stupefacenti viene vissuto dall'adolescente come un modo di alleviare lo stress e di rilassarsi, di socializzare, di rafforzare l'appartenenza al gruppo e aumentare il proprio senso di sicurezza.

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A cura di: Laura Taccani

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