Pericoli in agguato
Se la scoperta della sessualità è di per sé un fenomeno positivo, e i rischi a cui abbiamo
accennato costituiscono la deviazione da quello che dovrebbe essere un momento di crescita e
arricchimento importantissimo, altri sono i pericoli statisticamente più rilevanti per l’a
dolescente. Il
10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza,
realizzato da Eurispes e Telefono Azzurro, è un’indagine ad ampio raggio che descrive efficacemente
la condizione delle giovani generazioni italiane sotto svariati punti di vista.
Per la parte che riguarda l’adolescenza, l’identikit dei teenager del nostro paese è stato
delineato sottoponendo un totale di 1.373 questionari a ragazzi di età compresa tra i 12 e i 19
anni. Affrontando il tema dei rischi dell’adolescenza, i ragazzi hanno dichiarato che a loro
giudizio i principali sono costituiti dall’
alcolismo e dal consumo di
droga, ritenuti “fenomeni molto diffusi” rispettivamente dal 50,1% e dal 44,3%
degli intervistati, e “abbastanza diffusi”, sempre nell’ordine, dal 38,9% e dal 42,3%. Questo
significa insomma che gli stessi giovani sono consapevoli dell’aumento di diffusione, che si è
registrato negli ultimi anni, di sostanze stupefacenti e, con molta probabilità, di un contatto
precoce dei ragazzi con una sempre più vasta varietà di sostanze. Del resto, tra i pericoli in
agguato per le nuove generazioni ci sono per esempio il
fumo (che ogni anno causa nel mondo 5,4 milioni di vittime, e solo in Italia circa
85mila per malattie a esso collegate), il
gioco d’azzardo e fenomeni come quello, che analizzeremo più avanti, del
bullismo.
A cura di: Laura Taccani
L'alcool
Stando all’Organizzazione Mondiale della Sanità è la prima causa di morte tra i giovani uomini
europei, e in particolare determina un decesso su 4 tra i ragazzi dai 15 ai 29 anni e circa 55mila
morti all’anno tra incidenti alcol-correlati, avvelenamenti, suicidi indotti dalla dipendenza e
omicidi causati dal suo consumo. A leggere i dati, pare un’ecatombe. Certo, anche senza arrivare a
questi eccessi, l’alcol è un’abitudine sempre più diffusa tra i giovani, e l’Italia detiene
peraltro il primato dell’età più bassa per il primo contatto con le bevande a gradazione (12 anni e
mezzo contro i 14,6 della media europea). L’alcol come a
bitudine, come
occasione di socializzazione, come
moda, come mezzo per alleviare lo stress e cercare, erroneamente, di diluire
alcune emozioni percepite come troppo coinvolgenti. Ma l’alcol, sempre più spesso tra gli
adolescenti, è anche
un eccesso ritualizzato.
Perché mai come oggi la bevuta assume forme diverse: non ci sono soltanto il cocktail in
discoteca, la birra in pizzeria, il vino a tavola (per quanto riguarda il vino, infatti, il consumo
avviene prevalentemente in famiglia), ma ci sono anche le sbornie di gruppo come stile di vita, le
occasioni in cui si beve quello che capita, con l’unico obiettivo di sballarsi. E con tutti i
rischi che questo comporta.
Recentemente, per esempio, i quotidiani si sono occupati degli “aperitivi giganti”,
colossali bevute ai tempi di Facebook. Si tratta in questo caso di maxi raduni che vengono
organizzati dandosi appuntamento grazie al tam tam sui social network, ma che sono spesso a rischio
degenerazione.
La moda è partita dalla Francia (Marsiglia in particolare) e si è poi via via aggiustata in
base ai paesi in cui si è diffusa, Inghilterra, Spagna – dove è stata rinominata “botellon” – e
naturalmente Italia. A Milano la giunta comunale ha dichiarato guerra allo sballo di massa, ma per
avere un’idea del successo che questa moda riscuote tra i giovani basti sapere che per la bevuta di
fine anno del 2012 sono già più di 1000 gli iscritti online. In generale, nell’ultimo decennio è
significativamente aumentato il consumo di alcolici fuori pasto, che riguarda allo stesso modo
ragazzi e ragazze.
La bevanda preferita in generale è la birra, ma da questo punto di vista gli adolescenti non
si fanno mancare niente. Un altro esempio? Gli alcolpops, bevande alcoliche progettate
appositamente per piacere ai più giovani: essendo premiscelate con bibite a base di zuccheri,
mimetizzano il sapore dell’alcol sotto quello della frutta o degli aromi, con il risultato che i
giovanissimi tendono a non fermarsi dopo il primo. Eurispes poi rileva che il
binge drinking
, o bere compulsivo, è più diffuso tra i 18 e i 24 anni, e che se il consumo di alcolici
giornaliero è abbastanza moderato, gli eccessi riguardano viceversa occasioni particolarmente
ritualizzate - a cominciare da feste e week end - e sono molto più diffusi, soprattutto tra il
pubblico delle discoteche
A cura di: Laura Taccani
