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La consapevolezza della maturazione sessuale è uno dei passaggi decisivi che il teenager deve
affrontare.
I cambiamenti che egli vede verificarsi nel proprio corpo possono generare orgoglio e nello
stesso tempo imbarazzo, e ancora una volta il “terreno di crescita” sarà già stato concimato dall’a
tteggiamento che i familiari hanno avuto negli anni precedenti riguardo alla sessualità. Se cioè i
genitori hanno sempre affrontato le questioni relative al sesso con naturalezza, e fornito (in
termini per lui comprensibili) le spiegazioni che il bambino via via chiedeva, allora è probabile
che anche in questa fase il giovane affronti la sua nuova dimensione sessuale senza complessi e
senza tabù. Se viceversa la sfera sessuale è stata oggetto di atteggiamenti imbarazzati, o peggio
ancora colpevolizzanti e repressivi, può svilupparsi anche nell’adolescente un sentimento di
insicurezza e di imbarazzo per quello che gli sta succedendo.
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Anche perché se la maturazione sessuale è sufficientemente raggiunta dal punto di vista fisico,
non è assolutamente così dal punto di vista emotivo, nel senso che i riflessi della cosiddetta “
sessualità alloerotica” (quella, cioè, che sente di aver bisogno di un partner) trovano spesso una
situazione psicologica ancora impreparata, in cui le pulsioni fisiche fanno fatica ad armonizzarsi
con il bisogno di dare e ricevere affetto.
Ma se è normale - e bello, e giusto - che le prime esperienze siano tutte da costruire, il
fatto che esse siano (come confermano le indagini sociologiche)
sempre più anticipate nel tempo accentua senza dubbio le incognite e i rischi del
percorso di maturazione.
Anche in questo caso, diverso poi è il modo in cui
maschi e femmine vivono la nuova sessualità. Mentre i primi hanno pulsioni più
intense a livello genitale, che però tendenzialmente coinvolgono meno tutta la persona, per le
femmine accade il contrario: la loro sessualità è meno accentuata nell’aspetto genitale ma molto
più coinvolgente a livello emotivo, e questo fa sì che trovi più facilmente il modo di essere
sublimata.
Molti sono peraltro
i rischi in agguato, a cominciare dalle
gravidanze indesiderate e dalla
malattie sessualmente trasmissibili
. Per entrare nel dettaglio dei rapporti anticipati a cui si faceva riferimento più sopra, i
dati più recenti sono francamente allarmanti. Secondo un rapporto pubblicato dai
Centers for Disease Control and Prevention, il 14% degli adolescenti americani ha rapporti
sessuali prima dei 15 anni, e solo negli Usa, che detengono il primato di
school pregnancy, ogni anno si verificano quasi 750mila gravidanze sotto i 20 anni.
Da noi, un’indagine recentemente condotta dalla
SIGO (Società Italiana Ginecologia e Ostetricia)
su un campione di adolescenti con caratteristiche eterogenee, non solo conferma l’aumento delle
gravidanze non volute nelle under 20, ma aggiunge un dato ancor più grave: il 40% di queste
gravidanze riguarda ragazzine con meno di 16 anni. Solo il 58% degli intervistati, poi, si è
dimostrato a conoscenza di altre malattie a trasmissione sessuale oltre all’Aids, e l’80% delle
under 17 ha confessato di non aver ancora effettuato la prima visita ginecologica e di trovare
online le sue informazioni.
Senza contare che il profilattico, che resta il contraccettivo più diffuso, viene utilizzato
solo dal 17,6% degli adolescenti, e che la maggior parte di loro non saprebbe spiegare la
differenza tra un contraccettivo ormonale e uno di barriera. La strada dell’informazione e della
prevenzione, insomma, è più lunga di quanto a volte si possa pensare.
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A cura di: Laura Taccani