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Quando il figlio non arriva

Succede quando invece della dolce attesa ci si ritrova alle prese con un’attesa snervante. Quando invece del test di gravidanza che dice positivo, ogni mese arriva puntualissimo il ciclo a spazzare via un’altra speranza. Quando un figlio fortemente desiderato non arriva, ci si ritrova a mettere in discussione il proprio disegno di vita, le aspettative individuali e quelle che si nutrono come metà di una coppia. Non che il sogno di diventare genitori svanisca di colpo, ma il fatto che non appaia più a portata di mano ha, in particolare sulla donna, inevitabili ripercussioni psicologiche. Per l’essere umano infatti la riproduzione non è, come accade nel mondo animale, la mera soddisfazione di un istinto finalizzato alla sopravvivenza della specie. Il desiderio di un figlio si carica di investimenti affettivi complessi, legati alla struttura psicologica e a un intreccio di valori sia personali che sociali. Non riuscire a soddisfarlo, dunque, innesca sentimenti di frustrazione che possono portare a una crisi identitaria profonda.


Un problema in crescita

Prima si è pensato a “sistemare tutto”, a gettare le basi della vita futura. Ciclo di studi, master, eventuale praticantato non retribuito, poi la ricerca della casa e il desiderio di prendere fiato e godersi un po’ di libertà. Magari regalandosi quel trekking in Nepal che si rimanda da anni, e che poi chissà per quanto tempo sarà scalzato da vacanze a portata di secchiello e paletta. Fatto sta che l’Italia ha il primato di paese occidentale con il maggior numero di neomadri over 40. Ma se si considera che le donne possiedono già alla nascita il loro intero patrimonio ovocitario (e che con l’avanzare dell’età si ha dunque una diminuzione degli ovociti e un loro scadimento qualitativo), si può iniziare a comprendere perché, anche in assenza di problemi specifici, dopo i 35 anni le possibilità di una gravidanza naturale diminuiscano sensibilmente.
L’OMS parla di sterilità primaria quando non si verifica concepimento dopo due anni di rapporti regolari (ma molti medici considerano sufficiente un solo anno di rapporti infruttuosi) e secondaria quando la coppia ha già concepito in passato, ma dopo due anni di tentativi non riesce a ottenere un’altra gravidanza. Il termine infertilità si riferisce invece alla donna che inizia una gravidanza ma non riesce a portarla a termine.

 

A cura di: Laura Taccani

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