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Cosa non dire mai a una donna incinta

No ai commenti sul peso

Quali? Per esempio, i chili di troppo. Dunque, evitiamo di fare commenti a vario titolo sul peso, anche se ci sembra che la futura mamma abbia messo su un po’ di ciccia in eccesso o sia addirittura lievitata. “Meglio lasciar perdere battute di ogni tipo sull’argomento perché ogni donna ha con il proprio peso un rapporto un po’ particolare, a volte conflittuale” commenta Giovanna Testa, ginecologa a Milano. Diversa è la situazione di un controllo periodico dal medico durante la gravidanza. “Di fronte a una paziente che si sta lasciando un po’ andare non si può far finta di niente. La strategia giusta è quella di informare, senza stressare o fare ramanzine. La donna deve sapere che aumentare troppo di peso e arrivare a fine gravidanza con 20 kg in più può creare complicazioni durante il parto. Se va un po’ fuori binario, occorre informarla sui rischi che corre e intervenire dando i consigli alimentari del caso”. Ma questo, appunto, è un compito che spetta al ginecologo e non a mamme, suocere, amiche, sorelle, colleghe o - peggio ancora - al compagno/marito!.

cosa non dire a una donna incinta

Al bando il terrorismo sul parto

E, a proposito di parto, vietati i racconti del terrore su questo momento tanto atteso, ma nello stesso tempo anche temuto. ‘Partorirai con dolore’ si legge nella Bibbia. Si sa. È inutile ribadirlo. L’unico risultato è quello di creare un’inutile ansia e amplificare la paura, invece che preparare l’aspirante mamma ad affrontare le doglie del parto e quel che segue. “Il travaglio, lo dice il nome stesso, non è una passeggiata. È un momento impegnativo che la donna deve affrontare, ma non bisogna indulgere nel raccontarne gli aspetti dolorosi” afferma Testa. “Mai terrorizzare, ma nemmeno minimizzare. Come ginecologa, preferisco spiegare quali sono i segnali a cui stare attente per capire quando andare in sala parto, quali sono più o meno i ‘tempi tecnici’ in gioco, ma non mi soffermo sui particolari dell’evento, né spaventando, ma nemmeno cercando di tranquillizzare a tutti i costi”. In generale, è vietato esagerare, ma non si può nemmeno dire che non si sentirà niente, perché sappiamo tutte che non è vero. “Semmai, di fronte a una donna incinta che ci esprime i suoi timori al riguardo, si può spostare l’attenzione su come può essere bello e positivo il dopo, sul fatto che già a poche ore dalla nascita non si pensa più ai dolori del parto, e li si dimentica in fretta, tant’è vero che, dopo il primo figlio, molte donne ne hanno altri” sottolinea Giulia Marchiori, psicoterapeuta a Monza (Mi). Se il travaglio del parto fosse così insopportabile, al mondo ci sarebbero solo figli unici. Ma così non è.

 

A cura di: Alessandra Terzaghi

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