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Il sesso in gravidanza

Ma il sesso in gravidanza fa male? E se sì, a chi nuoce di più: al bambino o alla futura mamma?
In realtà, non farlo (se non ci sono concrete controindicazioni suggerite dal ginecologo) nuoce esclusivamente alla coppia.
Questa è la premessa indispensabile da cui non si può prescindere se si vuole affrontare in maniera seria l'argomento.
Invece, fino a pochi decenni fa, più che a torto, veniva dato quasi per scontato che una donna incinta non dovesse fare sesso (anche per motivi riconducibili al fatto che l'attività sessuale era incentivata solo a fini di riproduzione).
Di conseguenza, il marito, sia a pure a malincuore, si adeguava.


Approfondiamo l'argomento con un noto esperto, il professor Marco Rossi, psichiatra e sessuologo.

 


Professor Rossi, ormai dovrebbe essere noto che il sesso in gravidanza non nuoce.

Non solo non fa male, ma è anche consigliato per cementare l'unione di una coppia. Per la donna - mentre il suo corpo cambia, il che può provocare più di un'insicurezza - aumenta la necessità di sentirsi desiderata e rassicurata dal partner. Per l'uomo fare sesso con la sua compagna significa non sentirsi escluso dalla simbiosi che si crea immediatamente fra la donna gravida e il bimbo in arrivo, e quindi consolidare la complicità della coppia. Purtroppo, le maggiori paure si riscontrano soprattutto nel futuro padre, che non di rado, in questo periodo, lo portano ad avere un approccio negativo nei confronti della sessualità.

 

Secondo la sua esperienza professionale perchè ci sono futuri genitori che si negano l'intimità sessuale?

Per via di vere e proprie paure. Tra le più rilevanti, a mio parere, il timore che il rapporto sessuale praticato nei primi mesi di gravidanza può essere pericoloso, addirittura abortivo. Inoltre, la paura che:

  • un’attività sessuale troppo frequente possa danneggiare il bambino;
  • lo sperma arrivi fino al bimbo, che lo utilizzi come nutrimento;
  • la sessualità faccia male, genericamente, sia alla donna sia al bimbo.

Rispetto a quest'ultimo timore - perchè di reali paure si tratta, e non di falsi pregiudizi - c'è da sottolineare che il feto è ben protetto all'interno del sacco amniotico e che è accuratamente isolato da una sorta di tappo mucoso. E in nessun caso si può verificare che l'organo maschile entri in contatto diretto con il feto durante il rapporto sessuale.

Viceversa, alcuni ricercatori sostengono addirittura che la penetrazione, soprattutto nell'ultima fase della gravidanza, possa avere un effetto positivo sul collo dell'utero, anch'esso molto robusto e provvisto di un tappo mucoso impermeabile agli spermatozoi.

 

A cura di: Minnie Luongo

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