20 Dicembre 2010
Couperose
Con la consulenza del dottor
Pasquale Marinaro, Dermatologo a Monza e Responsabile Regionale ISPLAD
Lombardia
Che cos'è la couperose e come si manifesta?
La
couperose
è una condizione di arrossamento cronico e intenso che colpisce prevalentemente la parte
centrale della guance, il naso e la fronte, dovuto alla presenza di capillari dilatati, le
cosiddette
teleangectasie. Dunque, è un problema di
natura vascolare, caratteristico di chi ha la pelle del viso sensibile e facilmente irritabile.
Sebbene sia ritenuto per lo più un inestetismo, è bene non sottovalutarlo. La couperose, infatti,
non è che il primo stadio di una malattia vera e propria: l’
acne rosacea o rosacea. Se viene trascurata, la dilatazione dei capillari può
spianare la strada alla comparsa di lesioni simili a quelle tipiche dell’acne, le papule e le
pustole, che però in questo caso non hanno un origine infettiva.
A che cosa è dovuto questo disturbo?
Le cause precise della couperose sono complesse e non del tutto conosciute. Si pensa che alla
base di tutto vi sia una predisposizione genetica alla fragilità capillare e all’alterazione del
microcircolo cutaneo, su cui influiscono stimoli interni o esterni di vario tipo. La tendenza ad
arrossire facilmente in presenza di stati emotivi come eccitazione, ansia, paura, o di stimoli
fisici come l’esposizione al sole, al freddo o al caldo eccessivi e agli sbalzi di temperatura,
oppure di alcuni stimoli fisiologici, come la digestione o il consumo di cibi piccanti e bevande
alcoliche, porta a una vasodilatazione delle zone interessate, che, se ripetuta, tende a diventare
cronica. A lungo andare i capillari non reggono più a queste continue sollecitazioni e si
sfiancano, portando alla formazione delle teleangectasie. Il fatto che il fenomeno sia più comune
nelle donne, in genere più sensibili ed emotive degli uomini, porta ad avvalorare questa
ipotesi.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Dunque, è soprattutto un problema “al femminile”. Ma al di là del sesso, è possibile tracciare un identikit del soggetto a rischio?
La persone più colpite sono soprattutto quelle sopra i 30 anni, con la pelle chiara, secca e a
grana fine. Particolarmente a rischio sono coloro che, per ragioni professionali, passano molto
tempo all’aria aperta e sono quindi esposti alle aggressioni degli agenti atmosferici: sole, sbalzi
termici, vento, umidità, ecc. Sembra poi esserci una relazione tra couperose ed Helicobacter
pylori, lo stesso batterio che provoca l’ulcera gastrica, tant’è che di fronte a un problema di
acne rosacea il dermatologo dovrebbe sempre invitare il paziente a fare anche un controllo
gastroenterologico. L’
Helicobacter pylori può fungere da fattore scatenante perché può determinare la produzione
di specifici anticorpi che a loro volta possono indurre la reazione vascolare alla base della
couperose. Nei soggetti particolarmente predisposti, anche un acaro che vive normalmente nel
follicolo pilifero, il Demodex follicolorum, può agire da stimolo irritativo che innesca la fase
similacneica della malattia.
La couperose si può prevenire?
Non del tutto, perché il problema ha una base genetica, e su questo c’è poco da fare. Si può
fare molto, però, per contenerlo ed evitare che peggiori. La prevenzione si fonda essenzialmente su
due cardini. Uno è l'utilizzo di cosmetici solo di alta qualità. Chi soffre di couperose non può
permettersi i comuni prodotti da supermercato, ma deve usare trattamenti dermatologicamente testati
e studiati apposta per pelli sensibili. E dunque assolutamente privi sostanze potenzialmente
irritanti come coloranti, conservanti, profumi, alcol, lanolina o metalli pesanti. L’altro
caposaldo è la
fotoprotezione
, perché i raggi UV favoriscono la comparsa di questo inestetismo e possono peggiorare il
quadro clinico. Anche d’inverno, perciò, è bene usare creme da giorno idratanti ed emollienti che
contengano filtri solari ad alto fattore di protezione; meglio ancora se arricchite da sostanze
come gli
isoflavoni di soia, dotate di un’azione
antinfiammatoria e vasoprotettrice.
Ci si può sbarazzare del problema una volta per sempre?
Purtroppo no. Il disturbo, come ho già detto, è di natura genetica e una volta instauratosi
diventa cronico. Non si può sperare di eliminarlo del tutto, ma si può tenerlo sotto controllo e
impedirne il peggioramento con trattamenti dermocosmetici adeguati, quelli, appunto, specifici per
pelli couperosiche. Nel beauty di chi ne soffre non dovrebbero mai mancare:
- un detergente neutro, non profumato, non alcolico e privo di conservanti e sostanze schiumogene
potenzialmente irritanti;
- una crema idratante da giorno che contenga un filtro anti-UV ad alta protezione;
- una crema da notte a base di sostanze vasoattive come i riboflavonoidi, in grado di rinforzare
le pareti dei capillari.
È vero che i correttori utilizzati per coprire il rossore possono essere irritanti?
Non necessariamente, a patto che rispettino quelle caratteristiche di qualità e composizione che
abbiamo elencato. Invece, un correttore che contenga per esempio un derivato del nichel può senz’a
ltro essere dannoso. Come per gli altri prodotti cosmetici, bisogna essere molti attenti nella
scelta. Il make-up non è proibito, purché sia fatto con materie prime altamente selezionate.
A cura di: Alessandra Terzaghi
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