16 Aprile 2012
SOS seno: in forma dopo l’allattamento
Con la consulenza del
dottoressa Silvia Pinelli, responsabile del reparto di dermocosmesi dell’Istituto
Dermatologico Europeo, di Milano.
“Nei nove mesi della gestazione, il seno subisce una trasformazione profonda” spiega la
dermatologa: “grazie al boom di ormoni, soprattutto degli
estrogeni, aumentano le riserve lipidiche e le
ghiandole che producono il latte. Di conseguenza, il seno aumenta di volume e diventa più turgido e
sodo”.
Dopo il parto, con la
montata lattea, le mammelle si riempiono di latte e
diventano ancora più grosse e pesanti in tempi molto rapidi: “nel giro di 4-5 giorni si possono
guadagnare anche due taglie in più di reggiseno e questo aumento provoca un brusco stiramento del
tessuto connettivo di sostegno e soprattutto della
pelle del seno, già stressati durante la gravidanza” spiega la dottoressa. Al
termine dell’allattamento è inevitabile che il seno cambi di nuovo forma e aspetto, perché ha perso
una parte del grasso e del tessuto ghiandolare, che si è via via ridotto. “Il risultato è che si
ritrova svuotato e con un surplus di pelle rispetto al volume della ghiandola che deve contenere”.
Rassodare il seno con massaggi e creme
Niente paura, però. In molti casi, finito il periodo delle poppate, il decolleté riesce a
ritrovare il tono e la compattezza originari, almeno in parte, e più o meno velocemente a seconda
dell’elasticità della cute, dell’età della mamma e di altri fattori. “Più la donna è giovane e più
rapido è il recupero” afferma Pinelli. In media ci vogliono 12-18 mesi, ma per accelerare i tempi,
oltre che per contenere il danno, è importante giocare d’anticipo e prendersi cura del seno già in
gravidanza e durante l’allattamento, seguendo alcuni accorgimenti.
Innanzitutto, è bene usare ogni giorno fin da subito, dopo il bagno o la doccia,
creme idratanti e nutrienti a base di principi attivi elasticizzanti come
acido boswelico,
collagene, elastina vitamina C, vitamina A, vitamina E, ma anche estratti vegetali
come quelli di soia, edera o centella. Obiettivo: mantenere la pelle del seno più elastica
possibile e cercare di prevenire la formazione delle
smagliature. “Dopo il parto e l’a
llattamento” spiega la dermatologa “si possono usare anche prodotti un po’ più ‘forti’, contenenti,
in più, sostanze come acido glicolico, acido lattico, acido salicilico e retinolo, che, oltre a
fare un peeling di superficie e levigare la pelle, consentono anche una maggiore penetrazione degli
altri componenti attivi”.
Non bisogna aspettarsi miracoli, ma per ottenere il massimo effetto applicate la crema con
massaggi delicati, eseguiti con movimenti dolci e circolari, dal basso verso l’a
lto, evitando i capezzoli. Il massaggio, infatti, facilita l’assorbimento dei prodotti, stimola la
circolazione e aiuta a rassodare il seno.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Stimolare il microcircolo
Effetto rassodante assicurato anche facendo
docce o impacchi alternati con acqua calda e fredda. “In questo modo” dice la
dermatologa “si ha prima una vasodilatazione seguita poi da una vascostrizione ed è come se si
facesse ‘fare ginnastica’ ai capillari del microcircolo, stimolando l’irrorazione e quindi il
nutrimento dei tessuti e migliorandone, in ultima analisi, il tono”.
E poi, non snobbate il
reggiseno, anche se non avete un décolleté da maggiorata. Va indossato ogni
giorno, sia durante sia dopo l’allattamento, meglio se anche di notte. “È importante perché fa un
po’ da seconda pelle, fornendo un sostegno extra al seno e alleggerendo quella naturale di parte
del suo compito” spiega Pinelli. Occhio a scegliere quello giusto, che deve contenere le mammelle
seguendone le forme, senza schiacciarle e senza comprimere la cassa toracica.
Inoltre, non dimenticate l’
attività fisica. Dopo l’allattamento, se possibile anche durante, fate esercizi
mirati per allenare e tonificare i muscoli pettorali che sostengono il seno. Vanno bene le
classiche flessioni, magari nella versione ‘facilitata’, più soft, che si esegue stando a gattoni,
con le braccia tese, e piegando i gomiti fino a toccare il pavimento con la fronte. Ottimi anche
esercizi leggeri con i pesi, meglio se fatti in palestra sotto la guida di un istruttore, “
innanzitutto per farli in modo corretto e poi far lavorare i gruppi muscolari in modo equilibrato”
dice la dermatologa.
Anche
curare la postura serve: camminare a testa alta e stare sempre dritte, anche
quando si è sedute alla scrivania, aiuta senz’altro a mantenere il seno tonico.
Attenzione, infine,
al peso e alla dieta: per non sfiancare ulteriormente la pelle del décolleté,
vietati lo yo-yo dell’ago della bilancia e i dimagrimenti troppi bruschi, nel tentativo di perdere
velocemente i chili di troppo presi in gravidanza.
In casi estremi c’è il bisturi
E, se nonostante tutte queste misure, il seno continua ad apparire floscio e svuotato? “Nei casi
più gravi” risponde la dermatologa “si può ricorrere alla
chirurgia estetica e le possibilità sono due. La prima è la
mastoplastica additiva
, che consiste nell’inserimento di una protesi, sotto il muscolo pettorale oppure sotto la
ghiandola mammaria, a discrezione del chirurgo, in base alla forma delle mammelle e ad altri
fattori. In questo caso lo scopo è semplicemente ridare il volume perso alla fine della gravidanza
e dell’allattamento. Quando il seno, oltre che ‘sgonfio’ appare anche cadente, allora si può fare
la cosiddetta
mastopessi, una sorta ‘push-up chirurgico’ in cui le mammelle vengono
letteralmente risollevate e riposizionate verso l’alto. Qualche volta si abbinano le due procedure,
anche con ottimi risultati. Bisogna però ricordare che la mentre la mastoplastica è un intervento
non molto impegnativo per il chirurgo e che lascia una cicatrice poco visibile, la mastopessi è più
difficile da eseguire e lascia segni più evidenti, lungo il perimetro del capezzolo, da questo alla
base del seno e sotto il seno stesso orizzontalmente”. Essenziale, dunque, soppesare bene pro e
contro e decidere se davvero il gioco vale la candela..
A cura di: Alessandra Terzaghi
Tutto su... Cura di sé »