20 Gennaio 2011
Freddo. nemico per la pelle
Freddo = vasocostrizione
Con la consulenza del dottor
Pasquale Marinaro, Dermatologo a Monza e Responsabile Regionale ISPLAD
Lombardia
“Partiamo con una premessa” spiega il dottor Marinaro “la nostra pelle non è ben
attrezzata per sopportare i rigori dell’inverno come quella di altri animali, fornita di peli,
piume e altre strutture per fronteggiare le basse temperature”. Il nostro sistema principe per
difenderci dal freddo e mantenere la temperatura corporea stabile è solo la vasocostrizione: quando
la colonnina di mercurio scende, infatti, nella cute si ha una contrazione delle arteriole
periferiche e quindi una deviazione del flusso sanguigno verso l’interno. In questo modo, si limita
la dispersione di calore all’esterno e si preservano gli organi “nobili” interni (cervello, cuore,
intestino) ma a scapito della cute stessa, che viene in qualche modo depauperata dal normale
apporto circolatorio.
Geloni & co.
Tuttavia, quando il freddo è particolarmente intenso, in alcuni soggetti predisposti, questo
meccanismo di difesa rende la circolazione periferica e cutanea ancora più precaria. Ecco allora
che le temperature rigide possono favorire la comparsa di reazioni cutanee anomale, ben noti
disturbi della pelle come i
geloni o la
couperose, legati a un deficit del microcircolo
periferico. “I geloni” spiega il dermatologo “colpiscono soprattutto le donne giovani, per lo più
sulle dita delle mani e dei piedi. Si manifestano come noduli o tumefazioni arrossate, piuttosto
dolorose e a volte pruriginose, che nei casi più gravi si trasformano in bolle epidermiche. Nel
caso della couperose, sono soprattutto gli sbalzi di temperatura a fare da fattore scatenante: la
continua alternanza tra vasocostrizione e vasodilatazione, quando si passa dal freddo al caldo e
viceversa, obbliga i capillari epidermici a una continua ‘ginnastica’ che alla lunga li sfianca, e
porta alla formazione della caratteristiche e antiestetiche
teleangectasie”.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Pelle secca, nemico numero uno
Ma al di là di questi disturbi, in tutti i casi il problema numero uno che la pelle deve
affrontare nei mesi invernali è il drammatico aumento della secchezza cutanea. Un inconveniente che
in qualche modo è legato, seppur in modo indiretto, alla vasocostrizione conseguenza delle basse
temperature. “L’idratazione della pelle” spiega Marinaro “dipende dal mantenimento della barriera
idrolipidica cutanea, una struttura formata dalle cellule morte dello strato corneo, dal sebo e da
altri lipidi che impregnano e impermeabilizzano il tutto. Il freddo ne compromette l’integrità
riducendo l’irrorazione sanguigna e il nutrimento della pelle. Ciò da un lato rende meno attive le
ghiandole sebacee, dall’altro riduce la produzione di lipidi, tra cui le ceramidi, da parte delle
cellule epidermiche”. Il risultato? Un assottigliamento del film idrolipidico protettivo e un
aumento della perdita d’acqua dall’epidermide. E, dunque, cute inaridita, disidratata, che si
screpola facilmente. Un effetto tanto più grave sulla pelle del viso, particolarmente sottile e
delicata, oltre che più esposta all’aggressione degli agenti atmosferici.
I trucchi per difendersi
E allora, come proteggersi? “Nel caso dei
geloni
” risponde Marinaro “dato che il problema ha una base vascolare, al di là dei farmaci
specifici (peraltro non molto efficaci) è importante prevenire. Primo, evitare tutto ciò che può
danneggiare in vario modo i vasi e la circolazione. Per esempio il fumo, che ha un effetto
vasocostrittore. E poi, coprirsi adeguatamente”. Dunque, largo a cappelli, guanti e calze di lana
per proteggere dal freddo le estremità, che sono le zone più colpite.
Anche un’alimentazione adeguata può servire. “Cibi ricchi di sostanze ad azione
vasoprotettrice, come le vitamine C, E e P, possono dare un valido aiuto” conferma il dermatologo.
Bene anche praticare una moderata attività fisica, che favorisce la vasodilatazione e quindi
contrasta la formazione dei
geloni.
A cura di: Alessandra Terzaghi
Dermocosmetici anti-gelo
Questi consigli anti-freddo, in realtà, valgono per chiunque, così come quello di prevenire la
secchezza della pelle, specie del viso, con dermocosmetici adeguati alla stagione. A cominciare dai
detergenti. “Non è corretto usare gli stessi prodotti tutto l’anno” sottolinea Marinaro. D’inverno,
quindi, bando ai saponi troppo aggressivi, che impoveriscono ulteriormente la pelle di lipidi;
spazio, invece, a prodotti poco schiumogeni e oleosi. Un discorso simile vale per le creme
idratanti e nutrienti. “In estate” precisa il dermatologo “si possono usare di norma creme più
leggere ed ‘evanescenti’, a base acquosa. Nella stagione fredda, invece, occorre prevenire la
disidratazione aumentando l’uso di creme nutrienti e più ricche, come quelle da notte, con una base
più oleosa e ad alto contenuto di sostanze grasse”. Quali? “Ottime le cere e, appunto, le ceramidi,
per restituire alla pelle i lipidi di cui in questo periodo scarseggia”.
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Un altro consiglio doc per difendere la pelle a tutto campo dalle aggressioni atmosferiche
durante l’inverno è quello di non trascurare
la protezione solare
. “Ormai è risaputo” spiega Marinaro “che anche nelle brutte giornate, la radiazione
ultravioletta solare passa attraverso la coltre nuvolosa e penetra nell’
epidermide danneggiandola, giorno dopo giorno”.
Nella stagione invernale, poi, il freddo, il vento e i continui sbalzi termici favoriscono
irritazioni, screpolature e un inaridimento cutaneo generalizzato, che a loro volta aumentano la
vulnerabilità ai raggi solari, accelerando il
fotoinvecchiamento
. “Anche per questo “ sottolinea il dermatologo “tutte le creme da giorno di buona qualità
oggi in commercio contengono filtri solari. E se fino a poco tempo fa la maggior parte conteneva un
filtro con fattore di protezione 15, oggi la tendenza è quella di aumentare ulteriormente l’SPF,
arrivando fino a 20 o addirittura a 25”.
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A cura di: Alessandra Terzaghi
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