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31 Marzo 2011

La corretta postura alla scrivania

Essere in forma alla scrivania

«La postura - spiega la dottoressa Nava, fisioterapista e posturologa - è il risultato di complessi equilibri muscolari che il nostro corpo adotta per garantire alla persona di svolgere le attività quotidiane nelle migliori condizioni.»
Quando le posizioni che assumiamo nel corso della giornata sono per la maggior parte scorrette ecco che l’equilibrio si spezza e compare il dolore: una posizione seduta scorretta può causare disturbi sia a livello muscolo-scheletrico (dolori cervicali, dorsali, alle braccia, polso, mani; dolori lombari, affaticamento alle gambe) sia a livello di organi (stomaco con il reflusso esofageo, la respirazione per via di una cattiva abitudine nell’uso del respiro: contratto, trattenuto) che risultano intralciati nel loro lavoro e non possono garantire un’adeguata ossigenazione e attività digestiva.

La postura corretta al computer

Spiega la dottoressa Nava : «Il lavoro al computer comporta continui adattamenti funzionali del proprio stato posturale per ottimizzare l’attenzione al lavoro e lo svolgimento di alcuni compiti. Il rischio è che si perda di vista il modo corretto di posizionarsi, con il risultato, al termine della giornata lavorativa, di veder aumentare dolorabilità diffuse e specifiche». Quando si è costretti a lavorare alla scrivania e per molte ore al computer le indicazioni da seguire sono le seguenti:

  • Lo schermo del computer deve essere posizionato frontalmente, e non lateralmente, in modo che lo sguardo sia orizzontale allo schermo
  • L’ avambraccio che comanda il mouse deve appoggiare sulla scrivania, e solo il polso e le dita devono muoverlo
  • Le mani posizionate sulla tastiera devono avvalersi di un appoggio totale dell’avambraccio sulla scrivania con un angolo di 90° a livello del gomito, in modo da lasciare la mano libera di muoversi. La spalla deve essere rilassata nell’a ppoggio dell’avambraccio e non bloccata o trattenuta.
  • I piedi, le ginocchia e l’anca devono rispettare nella seduta al tavolo un angolo di 90°
  • La schiena a livello lombare deve appoggiare allo schienale (il piano gluteo deve aderire allo schienale della sedia). Stare sul bordo della sedia, o al contrario scivolati sulla poltrona, impone alla colonna degli adattamenti che sfociano spesso in dolori cervicali.
  • Dietro al piano scapolare (scapole) è opportuno porre uno spessore (piccolo cuscino, della misura di dieci centimetri di altezza, con uno spessore di uno o due centimetri, la lunghezza è data dallo schienale d’appoggio). Questo accorgimento permette al dorso di estendersi e posizionare di conseguenza la testa in modo corretto.

Naturalmente – continua l’esperta - se si presentano dolori persistenti o acuti, è opportuno rivolgersi a un medico per una  diagnosi e successivamente a un fisioterapista per un’analisi posturale specifica, personalizzata, indirizzata alla singola persona.

 

A cura di: Francesca Memini

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