22 Settembre 2011
Come scegliere gli assorbenti igienici
Professoressa Nappi, ogni donna sa quanto importante sia la scelta di un buon assorbente.
Sì, e alla base c’è essenzialmente una ragione: gran parte delle donne accusa
prurito intimo e fastidio durante la mestruazione, e ciò potrebbe essere causato
proprio dagli assorbenti igienici. Gli assorbenti così come noi oggi li conosciamo hanno davvero
rappresentato, a mio giudizio, una svolta epocale sulla strada dell’autonomia femminile. Pensiamo,
infatti, che cosa doveva essere mettersi in viaggio su una carrozza con una schiera di pannetti di
lino al seguito intrisi di sangue mestruale! Per questo motivo è importante, direi fondamentale,
scegliere un assorbente che garantisca protezione e sicurezza
Se volessimo descrivere l’”anatomia” ottimale di un assorbente?
La donna di oggi ha un controllo assoluto sulla protezione igienica durante il flusso mestruale,
non soltanto sul versante della sicurezza che le permette di muoversi in piena libertà anche
durante “quei giorni”, ma soprattutto sul versante della qualità dei materiali usati per garantire
una efficace assorbenza, una traspirazione adeguata e, dunque, un comfort assoluto dei tessuti
genitali. Più praticamente, forse non è superfluo ricordare che gli assorbenti igienici sono
normalmente composti da tre strati: uno superficiale, uno assorbente e uno sottostante. La scelta
dell’assorbente dovrebbe essere basata su considerazioni relative ai materiali e all’azione di
questi tre strati
A cura di: Minnie Luongo
Per quanto riguarda invece le caratteristiche che davvero contano nello scegliere un assorbente piuttosto di un altro?
Il ristagno della perdita di sangue a contatto con le delicate mucose può causare un’alterazione
del microambiente genitale che può favorire sintomi fastidiosi quali prurito e bruciore, oltre che
irritazioni e arrossamenti. L’evoluzione in termini di protezione igienica è tale che oggi sono
disponibili assorbenti capaci di adattarsi perfettamente all’anatomia femminile e costituiti da
materiali che uniscono all’elevato potere assorbente anche una forte attività traspirante, evitando
quell’”effetto serra” così dannoso soprattutto per il vestibolo vaginale, la delicata struttura
cutaneo-mucosa posta all’ingresso della vagina, che appare essere la più sensibile all’azione
irritante del sangue mestruale. La cosiddetta
vestibolite
, infatti, cioè l’i nfiammazione del
vestibolo vaginale, può perdurare anche alcuni giorni
dopo la mestruazione ed interferire con l'attività sessuale a causa del dolore che deriva dal
contatto con il tessuto genitale irritato, creando un circolo vizioso di fastidio, talvolta di
difficile risoluzione”.
Professoressa, qualche consiglio?
Cambiare spesso l’assorbente e mantenere un’accurata igiene con detergenti specifici a pH acido
durante la mestruazione rappresentano i due presidii più adeguati per proteggersi da eventuali
irritazioni ed infezioni. Invece, utilizzare prodotti a base di profumi non è una buona idea a
causa degli eventuali effetti allergizzanti di queste sostanze, che vengono spesso addizionate ad
alcuni detergenti, assorbenti e salvaslip. Oggi è disponibile finalmente un’importante novità che
consente al tessuto assorbente e traspirante di veicolare principi attivi capaci di provenire
eventuali disturbi da contatto. Si tratta assorbenti che contengono estratti “funzionali” quali la
malva e la calendula con un’azione lenitiva ed antiirritante. A questi appare utilissima l’aggiunta
del timo: un composto capace di contrastare in modo naturale l’insorgenza di infezioni. Direi, per
concludere, che gestire al meglio la propria mestruazione rappresenta un elemento fondamentale nel
benessere psicofisico e sessuale di tutte le donne, oltre che costituire una misura preventiva sul
versante del rischio di sviluppare irritazioni ed infezioni. Le quali necessitano di terapie
ripetute e, in alcuni casi, perfino aggressive per l’
ecosistema genitale
”
Un passo indietro
Ma quando sono nati gli assorbenti?
Prima di questa rivoluzionaria invenzione, le donne si dovevano arrangiare con pezze di ogni
tipo, fissate con spille da balia: una soluzione a dir poco scomoda, pericolosa e antiigienica. Uno
dei primi assorbenti usa e getta (ideato dopo il 1940, quando la popolazione femminile cominciò a
lavorare e poter acquistare questi prodotti considerati “superflui”) era costituito da un nucleo
centrale trattenuto da una sorta di rete, mentre l’assorbente vero e proprio, legato ad entrambe le
estremità, era sostenuto intorno all’anca tramite una cintura. Faticosissimo, poi, il lavaggio di
queste pezze: nelle campagne emiliane si usava metterle tutte a bagno in un catino di acqua fredda;
quindi si insaponavano, si mettevano l’una sull’altra in un mastello di legno e si coprivano con
una tela ricoperta a sua volta di cenere, il detersivo di allora. Il tutto era infine annaffiato
con acqua bollente, lasciato a bagno una notte e steso al sole.
Nel 1950 avviene un importante sviluppo tecnico: la macchina annodatrice automatica
introdotta a Falkenberg, in Svezia, rivoluziona il prodotto, che finalmente non dovrà più essere
annodato a mano.
Nel 1960 l'assorbente diventa finalmente adesivo, permettendo di abolire l'esigenza di una
cintura speciale, e la superficie viene considerevolmente migliorata e resa superasciutta.
Finché, nel 1970, vengono messi in commercio gli assorbenti cosiddetti “anatomici”, in
quanto seguono perfettamente le forme dell’anatomia femminile.
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CONOSCI I NOSTRI ESPERTI
Rossella Nappi
Ricercatore universitario della Sezione di Clinica Ostetrica & Ginecologica,
Dipartimento di Scienze Morfologiche, Eidologiche e Cliniche dell'Università degli Studi di
Pavia.
www.rossellanappi.com »
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A cura di: Minnie Luongo
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