10 Marzo 2011
Per un’igiene intima a prova di errori
L’
ecosistema vaginale
è un mondo tanto affascinante quanto complesso, popolato com’è da numerose tribù di
microrganismi diversi, che normalmente convivono in perfetta armonia. È proprio questo equilibrio a
garantire la naturale protezione delle
mucose vaginali sia dalle potenziali aggressioni che possono arrivare da agenti
esterni (virus, batteri, funghi,
protozoi, allergeni, sostanze aggressive), sia dai
disturbi che arrivano dall’interno, per esempio a causa di problemi ormonali o intestinali. La
mucosa stessa, poi, è stata studiata da madre natura proprio per opporre una barriera difensiva
contro gli attacchi interni ed esterni, vegliando sulla salute di tutta la zona. Una scorretta
igiene intima rischia non solo di alterare la flora batterica locale, spezzando l’equilibrio che
regna nell’e cosistema vaginale e privandolo della sua capacità di difendere l’area, ma anche di
rendere la mucosa più vulnerabile: una barriera che non è più in grado di opporsi agli attacchi
esterni e interni. Ecco come evitare che questo succeda.
A cura di: Alma Galeazzi
Cosa evitare per diventare “hygienically correct"
Lavarsi troppo o lavarsi poco
Sfatiamo subito un luogo comune tanto diffuso quanto errato: più ci si lava meglio è. Non è
vero: lavaggi eccessivi alterano sia l’equilibrio dell’ecosistema vaginale sia il
pH vaginale
, così come indeboliscono gli altri meccanismi di difesa della zona (il pH e il muco) e
la mucosa vaginale. Certo non bisogna nemmeno eccedere sul versante opposto, lavandosi poco per
pigrizia o per paura di danneggiare l’area.
Come al solito, la giusta misura sta nel mezzo: lavarsi circa tre volte al giorno è l’i
deale, con l’eccezione del periodo mestruale, che richiede un fare un bidet a ogni cambio di
assorbente per eliminare i ristagni di sangue, o di intensa attività sportiva, durante la quale si
suda molto.
Sbagliare la “direzione” del lavaggio
È un errore molto diffuso, soprattutto tra le bambine, alle prese con le prime operazioni di
igiene intima: lavare prima l’
ano e poi la
vagina. In questo modo, però, i germi che pullulano
nella zona anale vengono trasportati con le mani nella zona vaginale, con il rischio non remoto di
scatenare delle infezioni.
È bene, invece, che le mamme insegnino alle loro figlie fin da piccole a rispettare la “
direzione giusta” del lavaggio, sempre dalla vagina in direzione dell’ano e mai viceversa.
Usare un asciugamano per tutta la famiglia
Ogni membro della famiglia deve avere il suo asciugamano personale per il bidet, così come è
vietato utilizzare asciugamani di altre persone (l’amica, la compagnia del corso di danza eccetera…)
. Questo per una ragione facilmente intuibile: evitare la trasmissione di germi nocivi. Non va
dimenticato, infatti, che alcune infezioni genitali sono “silenziose” (cioè asintomatiche) e che,
di conseguenza, una donna può essere “infetta” anche se non sa di esserlo.
Asciugarsi in modo frettoloso
C’è chi dedica tempo e cure alla detersione per poi “sorvolare” sull’operazione di
asciugatura. Anche questo è un errore che può costare caro in termini di benessere intimo.
Asciugarsi accuratamente dopo essersi lavati, infatti, evita di creare nella zona vaginale quell’a
mbiente caldo-umido, che è l’ideale per la proliferazione di batteri e di funghi.
A cura di: Alma Galeazzi
Utilizzare un detergente qualunque
Un
detergente intimo non vale l’altro, così non tutti i detergenti intimi vanno bene
per tutte le donne. Nella scelta del prodotto più adatto alla propria zona intima, infatti, bisogna
tenere conto dell’età (il
pH vaginale, cioè il livello di acidità locale cambia
nelle varie epoche della vita), dello stile di vita (sportivo? Sedentario? Si frequentano palestre
o piscine? Si sta tutto il giorno fuori casa?), delle esigenze soggettive e dello stato di salute
intima (si soffre spesso di
infezioni vaginali
?).
A livello generale, è sempre consigliabile preferire i detergenti delicati, ben tollerati e
capaci di rispettare sia la mucosa intima sia il pH vaginale, cioè il livello di acidità locale. Il
motivo? È semplice: un livello corretto di acidità (intorno a 4-5) ostacola l’insediamento di germi
patogeni. Va anche detto che il pH cambia a seconda dell’età della donna: i detergenti intimi con
pH tendenzialmente acido sono indicati per le donne in età fertile, mentre per le donne in
menopausa, post menopausa e per le bambine è consigliabile un pH più basico (o alcalino).
Ben vengano, infine, i prodotti che contengono principi attivi naturali con
azione antibatterica e anti-fungina, come la
salvia e la
calendula, o
antinfiammatoria, come l’
aloe e la
camomilla, o riequilibrante dell’ecosistema locale, come l’
acido lattico.
Affidarsi a prodotti aggressivi
Utilizzare un sapone comune invece del detergente intimo, nella convinzione che i prodotti
per l’igiene personale siano in fondo tutti uguali? Bocciato. Il bagnoschiuma o il sapone saranno
anche perfetti per il resto del corpo, ma sono decisamente controindicati per la zona intima,
perché potrebbero risultare troppo aggressivi. Per la stessa ragione, no agli spray o ai deodoranti
intimi, veri e propri nemici della delicata mucosa vaginale.
Abusare dei salvaslip
Danno un senso di sicurezza a molte donne, perché assorbono anche le piccole perdite
vaginali, più o meno abbondanti tra un ciclo mestruale e l’altro. Tuttavia, sarebbe meglio
limitarne l’utilizzo allo stretto necessario, per esempio alla fine delle mestruazioni (quando le
perdite di sangue sono scarse), perché bloccano la traspirazione della zona e contribuiscono a
creare un ambiente caldo-umido favorevole alla proliferazione eccessiva di funghi e batteri.
Per lo stesso motivo, sarebbe meglio preferire la
biancheria in cotone, che consente
la massima aerazione della zona e non è a rischio allergie.
Occhio all’igiene intima maschile
Anche la donna più scrupolosa del mondo sul fronte igienico è destinata a incappare in problemi
intimi se il suo partner non è altrettanto attento. L’universo maschile è tradizionalmente meno
diligente in materia di igiene intima: per esempio, l’uomo spesso utilizza il detergente intimo
della sua compagna ignorando che il mercato ormai offre prodotti ad hoc, oppure non utilizza nulla.
Il problema è che un partner “poco pulito” non è solo sgradevole, ma anche pericoloso, perché può
passare alla sua compagnia le
infezioni a trasmissione
sessuale
. Non è, dunque, inutile assicurarsi che il proprio partner curi efficacemente la propria
igiene intima, consigliandogli come porre rimedio quando dovesse risultare carente.
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A cura di: Alma Galeazzi
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