21 Maggio 2012
Le regole del buonumore
Introduzione: cosa è la gioia
Paul Ekman, psicologo statunitense e autore di numerose ricerche scientifiche sulle emozioni,
definisce la
gioia come una delle 5
emozioni primarie, assieme a dolore, rabbia, paura e disgusto. Ma che cosa è
davvero? La gioia, lo abbiamo probabilmente provato tutti almeno una volta nella vita, è un’e
mozione intensa e improvvisa, spesso caratterizzata non solo dall’esperienza del piacere, ma anche
da una certa dose di sorpresa e attivazione. La gioia è effimera, immediata, senza vincoli e senza
tempo. A differenza della felicità, che vive tra passato e futuro, la gioia si sprigiona
nell'immediato presente, che non si può né trattenere né tantomeno perdere. In quei momenti il
tempo scorre velocissimo e diventa inarrestabile; il futuro diviene roseo e visto come un orizzonte
di possibilità infinite, senza pericoli.
Ma quali sono i momenti in cui si prova gioia? E come possiamo riconoscerli?
Ricerche su queste emozioni hanno identificato alcuni frangenti comuni in cui si prova gioia: la
scoperta di un qualcosa che si pensava persa, l’incontro con una persona che non vedevamo da tempo,
un successo inaspettato, un giudizio positivo da parte di altri.
Ognuno di essi è accomunato dalla sorpresa, dalla scoperta e con un effetto spontaneo e
innato: il sorriso :-). Inoltre, tra gli eventi della vita capaci di far provare una gioia intensa
troviamo:
- Innamorarsi
- Ottenere una promozione professionale o superare un esame
- Guarire da una grave malattia
- Sposarsi
- Avere un figlio
- Andare in vacanza
Immersi in queste situazioni, tutto appare sotto una luce diversa. La dimensione del qui e ora
è vissuta con maggiore intensità; si percepisce una sensazione di “pienezza”, sia spirituale che
fisica; il livello dell’
autostima e
fiducia in se stessi aumenta sensibilmente e ci si sente più in sintonia nelle
relazioni con gli altri.
A cura di: Simona Forti
La felicità
La felicità, d'altro canto, è un'emozione secondaria. Secondo Argyle, il maggior studioso di
questa emozione, essa è rappresentata da un senso generale di appagamento complessivo di tutte le
necessità primarie, secondarie e sovrastrutturali cui ogni essere umano è soggetto: la buona
salute, la sicurezza lavorativa e affettiva, il tempo libero, la realizzazione di sé.
La felicità è determinata anche dal numero e dall'intensità delle emozioni piacevoli che
l'individuo sperimenta durante l'arco della sua esistenza.
Le persone felici provano una grande sensazione di benessere sia in termini psicologici,
sentendosi più libere, serene ed ottimiste verso se stessi e le persone vicine; sia in termini
fisiologici, percependo con meno intensità l'attività fisica. Soprattutto, chi è felice, sorride
spesso. Un viso raggiante, allegro, luminoso è senza ombra di dubbio la manifestazione più
rappresentativa e universalmente riconosciuta di "felicità".
Sempre secondo Argyle, le persone estroverse tendono ad essere più felici perché hanno una
maggiore attività sociale, fanno amicizia più facilmente e partecipano più frequentemente ad
attività pubbliche e collettive dove possono trovare maggiori motivi di divertimento e interesse.
Le persone felici sono coloro che sono riuscite ad
accettare se stessi, con tutti i loro pregi e difetti, che hanno raggiunto una
vera e completa consapevolezza di se stessi e che hanno fiducia nelle proprie capacità. Siedono
sull'ultimo gradino della piramide di Maslow.
Benefici e consigli per il raggiungimento del buonumore
La gioia, la felicità e gli stati d'animo positivi in genere possono influire in maniera
considerevole sia sui comportamenti che sui processi cerebrali dell'individuo. Quando le persone
sono di buonumore pensano con prospettive ottimiste, e si sentono in grado di poter affrontare
qualsiasi evento, o quasi.
Si sentono più forti, audaci, coraggiose, piene di energie; i propri difetti appaiono meno
gravi e tendono ad essere più generosi e disponibili con gli altri. Sono investite da un forte
ottimismo che pone tutto sotto una luce diversa: il mondo circostante appare più
colorato e desiderabile e anche le persone sembrano migliori.
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Ed infine ecco alcuni consigli per
raggiungere il buonumore:
- Trascorrere tempo in compagnia di persone felici, lasciandosi coinvolgere dalla loro felicità
- Evitare di attribuire interamente a noi stessi la responsabilità di eventi spiacevoli che ci
accadono
- Praticare attività fisica
- Curare il corpo, la mente e la presenza fisica
- Ampliare i propri orizzonti e le proprie conoscenze
- Non confrontare la propria condizione (sociale ed emotiva) con quella di altri individui
- Identificare ciò che ci appaga e ci fa star bene e praticarlo: musica, cinema, svago
- Valorizzare ciò che ci piace del nostro lavoro
- Non trarre conclusioni generali dagli insuccessi
- Aiutare spontaneamente chi desidera essere aiutato
- Individuare il legame tra cattivo umore e cattivo stato di salute: spesso è il malessere fisico
a provocare una sensazione di malumore.
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A cura di: Simona Forti
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