28 Novembre 2011
Cibo & Eros: seduzione a tavola
Le fragole di
9 settimane e ½, l'aragosta di
Flashdance, i cioccolatini di
Chocolat, il sandwich di
Harry ti presento Sally, per non parlare della colossale, definitiva, fatale,
Grande Abbuffata di Tognazzi, Mastroianni, Noiret & C. E si potrebbe continuare a
lungo. Il cinema è pieno zeppo di riferimenti al rapporto indissolubile, inequivocabile, diretto
tra cibo e sesso . E così pure la letteratura. Da sempre.
Il perché è facile da comprendere. E da condividere. Mangiare e fare sesso sono due, se non
i due, fondamentali piaceri della nostra esistenza. Cos’altro dovrebbero celebrare le arti?
Ma se l’
appetito alimentare e l’
appetito sessuale sono inscindibilmente legati e se, come si dice, l’appetito vien
mangiando allora, per far meglio uno bisogna imparare a far bene l’altro. Insomma,
mangiar bene fa bene all’umore. E
il buon umore predispone e migliora il sesso.
Ma cosa significa mangiar bene? Per cominciare, mangiar bene vuol dire farlo in un
contesto piacevole, in un ristorante dalle atmosfere romantiche o, meglio ancora, a casa. E
soprattutto in buona compagnia, mica con il primo che capita. E poi, mangiar bene vuol dire mettere
nel piatto cibi gustosi, quelli che inducono il cervello a produrre
endorfine, sono sostanze chimiche di natura proteica con un alto potere analgesico
ed eccitante.
Per esempio, una cenetta che preveda crudités come antipasto, un secondo a base di pesce o
di preziosi formaggi o ancora una leggera tartare di carne, accompagnata da un rinfrescante
contorno di verdure e da un paio, non di più, di bicchieri di ottimo vino, soddisfa il palato senza
appesantire. Perché non ci si può appesantire, vero?, se poi l’idea è quella di finire sotto le
lenzuola, e non per una pennichella…
Secondo una ricercatrice americana, per aumentare al massimo il
piacere sessuale femminile bisogna stabilire un equilibrio fra due
neurotrasmettitori presenti nel nostro organismo, la
serotonina
(nota anche come ormone del buonumore) e la
dopamina
(ormone del piacere). E per farlo bisogna assumere quotidianamente
Omega 3
(nei pesci come la trota, il merluzzo, il salmone, le aringhe, ma anche nella frutta secca,
nell’olio di mais e di soia, nelle verdure a foglia verde, nei legumi, nelle uova e nelle carni di
animali, purché bio) e dedicare almeno venti minuti alla
ginnastica pelvica, che serve a
rafforzare i muscoli vaginali.
A cura di: Margherita Abbate Daga
Per fare l’amore, però, bisogna essere in due. E allora bisogna anche pensare ad aumentare la
resistenza e la passione nell’uomo. Frutta e la verdura aiutano a mantenere le arterie libere e a
prevenire la disfunzione erettile. I pomodori contengono
licopene, un membro della famiglia della Vitamina A, che serve a mantenere la
salute della prostata. Gli aminoacidi, fondamentali per la sintesi di ossido nitrico, un composto
che favorisce l’erezione, sono presenti nelle noci. Peperoncino, zafferano, melissa, prezzemolo,
basilico, menta, sedano e rafano hanno tutti un’azione tonica e migliorano la circolazione
sanguigna (la salvia, invece, è utile solo alle donne, soprattutto a quelle ipersensibili). La
vaniglia combatte l’astenia sessuale agendo sul sistema nervoso centrale e, grazie al suo profumo
dolce e delicato, è un ottimo stimolante. Le ostriche e i crostacei, che non a caso godono della
fama di
cibi afrodisiaci per eccellenza, sono ricchi di zinco. E lo zinco migliora la
produzione di liquido seminale e la funzionalità del
testosterone
.
A proposito di
cibi afrodisiaci, così chiamati per via di Afrodite, la dea greca dell’amore e
della bellezza, va detto che nell’immaginario collettivo vengono considerati dei toccasana per l'
ars amatoria più per la loro forma e natura che per le loro reali proprietà. È il
caso del sedano, per esempio, ortaggio dalle forme evocative che un tempo veniva messo sulla
testiera del talamo nuziale per aumentare la fertilità. Oppure dell’ostrica, appunto, che pur ricca
di preziosi minerali, soprattutto ricorda l’organo femminile. Greci e Romani consideravano l’aglio
afrodisiaco perché una volta metabolizzato dall’organismo lasciava un leggero sentore simile a
quello emanato dal corpo dopo l’attività sessuale. E vogliamo parlare dei testicoli del toro?
Eppure funzionano tutti, chi più chi meno. Il motivo lo spiegano gli psicologi, parlando di
effetto placebo: se riteniamo che questi cibi siano afrodisiaci, automaticamente
lo diventano. Insomma, basta crederci.
Se per gli afrodisiaci il confine tra mito e realtà è molto sottile, ci sono invece alimenti
le cui proprietà sono certificate. E vanno assolutamente evitati. Il
cioccolato
contiene polifenoli, sostanze antinvecchiamento con un’elevata capacità di migliorare il
flusso sanguigno, teobromina e feniletamina, ormoni che il corpo produce durante la fase dell’i
nnamoramento. Insomma, sembrerebbe perfetto, ma proprio per le sue proprietà rischia di diventare
un
sostitutivo della sessualità. Meglio lasciar perdere. In piccole dosi l’alcol
provoca una leggera alterazione dello stato di coscienza e dei freni inibitori, ma se viene assunto
in dosi maggiori l’effetto si rovescia e le prestazioni maschili precipitano. Vengono considerati
inibitori anche alcuni vegetali come i cetrioli, la lattuga, il melone e la zucca. Attenzione
infine a non esagerare con bevande eccitanti come tè o caffè: non è quello il tipo di eccitazione
che vogliamo!
A cura di: Margherita Abbate Daga
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