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26 Gennaio 2012

Sexy toys: il sesso è un gioco (da ragazze)

Perché il desiderio può spegnersi

E comunque, voi non credeteci. Non date retta a quelli (o peggio, a quelle) sempre pronti ad alzare il ditino e dirvi che no, proprio non si fa. Che non sta bene, che insomma, quantomeno è di cattivo gusto.
E soprattutto state alla larga da chi giura che è roba da pervertiti. La vera perversione è la mancanza di comunicazione nella coppia, quella che alla lunga (nemmeno poi tanto lunga) porta alla routine, alla noia, alla fine. Dell’amore e della coppia. In un rapporto di coppia, il sesso non è, non può essere mai una specie di compito, di obbligo da espletare, più o meno regolarmente. Qualcosa da fare così, tanto per fare. Il sesso è piacere, il sesso è gioco, il sesso è fantasia, il sesso è immaginazione. E l’immaginazione va alimentata.
Ecco allora l’utilità dei sexy toys. Giocattoli, appunto, che ravvivano il sesso e che, ahinoi, ancora sono visti da molti come un tabù. O al contrario, e forse è pure peggio, come qualcosa di sciocco e inutile, buoni da regalare a un addio al celibato per farsi su una bella risata, sapendo già che finiranno dimenticati in qualche cassetto nella casa della futura sposa.

sexy toys

Un po’ di storia

Intanto, bisogna sapere che i sex toys non sono il frutto della società moderna. Li usavano anche in tempi non sospetti. Nella Grecia classica, per esempio. Il Museo Nazionale di Copenhagen ha delle raffigurazioni di un vaso greco che mostrano una donna alle prese con un dildo, per dire. E anche i romani non scherzavano: basta fare un giro a Pompei e dare un occhio alle stanze dove sono raffigurate le scene di sesso. Il salto di qualità avviene con la Rivoluzione industriale e l’a vvento di nuove tecnologie e materiali. C’è un film recente, Hysteria, della regista americana Tanya Wexler, presentato all’ultimo Festival del cinema di Roma, che racconta una storia vera ambientata proprio in quegli anni. La storia dell’invenzione del primo vibratore elettrico. Nell’Inghilterra Vittoriana di fine Ottocento l’isteria è una malattia molto diffusa, attraverso la quale viene diagnosticata di fatto l’insoddisfacente vita sessuale delle donne. Il medico protagonista del film scopre che può fare molti soldi aiutando le donne a raggiungere l’ orgasmo , ovvero proprio quello che la vita matrimoniale nega loro.
Da allora è passato ben più di un secolo e i sex toys si sono evoluti eccome. E così pure il loro utilizzo. Secondo una recente ricerca commissionata dalla Durex, oggi li usa il 28% delle italiane, tre volte più che nel 2004. E l’ultima frontiera è stata superata con il tupper sex, la vendita a domicilio di questi giochi erotici. Una moda scoppiata come al solito prima in America, da poco è sbarcata anche in Italia, il cui nome (e anche la modalità) ricorda ironicamente le riunioni a cui partecipavano le casalinghe di qualche decennio per comprare i famosi contenitori in plastica.

 

A cura di: Margherita Abbate Daga

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