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1 Dicembre 2011

La casa del benessere

Casa dolce casa. È il nostro rifugio e il luogo per eccellenza del nostro benessere. Almeno in teoria. Infatti per diventare realmente quel nido accogliente in cui possiamo sentirci “al nostro posto”, dando spazio agli affetti e alle emozioni positive, la casa dovrebbe avere alcune caratteristiche precise. Niente a che vedere con la moda o le ultime novità del design. Semmai si tratta di mettere insieme, in un modo il più possibile lineare, una serie di principi di “ igiene ambientale” in parte intuitivi, in parte ispirati alla medicina naturale, al Feng-Shui, alla bio-architettura. In generale, a quelle correnti di pensiero che fanno riferimento all’armonia tra l’uomo e l’ambiente. È indubbio infatti che quello che ci circonda influenza in modo diretto il nostro modo di essere, ed è quindi importante creare nella propria abitazione un’a tmosfera salubre in senso lato. Facendo per esempio attenzione alla scelta dei materiali e alle abitudini che possono migliorare realmente la qualità dell’insieme.

La casa del benessere

Per cominciare

Per quanto è possibile, quando si sceglie una casa bisogna valutarne con cura la luminosità e l’e sposizione. Finestre che si affacciano su strade a grande scorrimento, insomma, hanno conseguenze dirette sia sull’inquinamento atmosferico ed acustico all’interno dell’abitazione, che sul comfort e l’intimità.
In generale, la parola chiave per una casa all’insegna del benessere è armonia: degli oggetti tra loro, e soprattutto dell’ambiente con noi. Per questo bisognerebbe evitare per esempio l’a ccumulo di mobili e suppellettili che finiscono per trasformare gli appartamenti in magazzini (togliendo valore, anche affettivo, ai pochi che magari lo meriterebbero sul serio). Si tratta insomma di applicare alla casa quell’approccio di semplificazione che si sta diffondendo in modo deciso in tutti gli ambiti della nostra vita. Il mantra deve essere quindi “ liberarsi dal superfluo” e da ciò che spesso ci tiene troppo ancorati al passato, impedendoci di guardare avanti.
Spesso viviamo poi in case aerate in modo insufficiente (le finestre andrebbero spalancate almeno per un’ora nell’arco della giornata) e a rischio di umidità, soprattutto oggi che doppi vetri e serramenti sigillanti impediscono la circolazione d’aria delle case di una volta. Vanno quindi valutate bene le abitudini che possono determinare il proliferare di micro-organismi potenzialmente nocivi (per esempio l’uso di umidificatori, soprattutto in presenza di tappezzeria o moquette che favoriscono lo sviluppo delle muffe).
E un capitolo a parte meriterebbe il ruolo dei campi elettro-magnetici in appartamenti zeppi di televisori, computer, impianti wi-fi, radiosveglie e così via: ci limitiamo qui a sottolineare che queste apparecchiature vanno evitate almeno in camera da letto, perché le onde non ci bersaglino direttamente durante le ore di sonno.

 

A cura di: Laura Taccani

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