23 Aprile 2012
L’orto sul balcone
Oggi resto a casa, devo scrivere un articolo per Esseredonnaonline. Poco fa ho messo su l’acqua
per il tè. E ora la mia tazza preferita fuma accanto al Mac accesso già da qualche minuto. Zaz, una
bella ragazza francese di cui qualcuno mi ha regalato il cd qualche tempo fa, canta in sottofondo.
Ma la pagina è ancora bianca. Immacolata. E resterà così ancora per un po’. C’è che oggi
sono distratta. Oggi non so concentrami. Sarà colpa della primavera? Quest’anno è arrivata
puntualissima ma, come sempre, è arrivata inattesa e sorprendente, con tutte le sue luci, i suoi
colori, i suoi suoni. Le sue promesse. E io, invece di scrivere l’articolo, guardo fuori dalla
finestra...
Guardo fuori dalla finestra e noto uno dei miei vicini indaffarato sul balcone. Sta sistemando i
suoi vasi e le piante, o quel che ne è rimasto alla fine dell’inverno. E mi arriva l’i
lluminazione. Ecco cosa farò: regalerò nuova vita al mio balcone. Mi sembra di ottimo auspicio. Ma
quest’anno voglio provare qualcosa di nuovo. Sul balcone, ho deciso, pianterò un orto. Un vero
orto sul balcone. E già mi sento una contadina. Un sciccosissima contadina
metropolitana!
Ma non sarà un po’ bruttino un balcone con l’insalata al posto dei fiori? Beh, a parte la
soddisfazione esagerata che, ne sono sicura, proverò nel mettere in tavola una gustosissima Caprese
fatta con i miei (miei!) pomodori e il mio (mio!) profumatissimo basilico, ci sono moltissime
verdure con belle foglie e bellissimi fiori: le zucchine, per esempio, ma anche le fragole hanno
dei simpatici fiorellini bianchi. E, comunque, potrò sempre alternare gerani e insalata, petunie e
pomodori, rose e rosmarino.
Non solo:
coltivare l’orto allunga la vita. Uno studio dell'Università di Uppsala in Svezia,
durato 35 anni e pubblicato sul
BritishMedical Journal, rivela che chi fa giardinaggio o un attività sportiva di moderata
intensità guadagna circa un anno di vita rispetto a chi rimane inattivo. Per non parlare di quel
che si risparmia in denaro. Ho fatto un paio di conti e con quello che le dimensioni del mio
terrazzo (tutt’altro che esagerate) mi permettono di coltivare, in un anno avrò un paio di Manolo
Blahnik praticamente gratis. E poi sarà tutta
verdura bio. Certificata da me.
A cura di: Margherita Abbate Daga
Allora, è deciso. Inizierò dai vasi. Quelli di terracotta garantiscono una traspirazione
ottimale, ma sono pesanti e difficili da spostare. Dovrò prevederne anche di plastica, magari
coloratissimi, che sono più leggeri. Perché dovrò sfruttare al massimo la luce solare. E proteggere
le piante in caso di temporali. I vasi di piccolo diametro possono servire per coltivare piante
singole, ma portano a un utilizzo dello spazio non ottimale: meglio scegliere contenitori di forma
rettangolare da mettere in fila. E poi cosa vieta di piantare in un unico vaso timo, menta e
dragoncello, o ancora meglio metterli alla base di pomodori e zucchine, cosa che favorirà anche l’u
midità del terreno? I vasi singoli li lascerò al rosmarino e alla salvia, che con un po’ di cura
resisteranno diversi anni senza bisogno di venire ripiantati.
La lunghezza e la larghezza dei vasi possono essere a scelta, la profondità no: servono almeno
40 centimetri di terra, altrimenti le piante a elevato sviluppo crescono rachitiche o muoiono.
Quindi mi serviranno vaso da almeno 50 cm di profondità. Ma per l’insalata e gli ortaggi a radice
corta potrò utilizzare, per esempio, le cassettedi legno. Basterà foderarle con un sacchetto di
plastica, fare dei piccoli buchi sul fondo, riempirle di terra, seminarle e in men che non si dica
avrò una cassetta di insalata fresca. Meglio che al mercato.
Nei vasi poi dovrò metterci la terra. Il terriccio universale da giardinaggio, che si trova
ovunque, è perfetto. Ma sul fondo sarà meglio aggiungere anche un po’ di sabbia, perché l’acqua non
deve restare intrappolata, ma drenare facilmente. La sabbia, meglio se a grana grossa, deve essere
circa il 10% del totale.
A proposito di acqua, dovrò innaffiare abbastanza di frequente, ma mai troppo. E mai a
pioggia: meglio versare sui bordi, l’acqua arriverà da sola alle piante senza creare uno choc
termico. Meglio, infine, innaffiare di sera, perché se lo farò al mattino, buona parte dell’acqua
evaporerà con il sole.
Non mi resta che scegliere le piante (meglio quelle già cresciute invece dei semi che sul
balcone hanno poche possibilità) e iniziare. Il periodo ottimale è questo, fino alla fine di
aprile. Basterà procurarmi un po’ di concime, per esempio il terriccio di lombrico, e armarmi di
buona volontà. Al resto ci penserà la primavera.
Quando poi i miei sforzi avranno dato i loro frutti (pardon, verdure) dovrò ricordarmi che
il mio meraviglioso orto sarà cresciuto in città. Tra gas di scarico e polveri sottili. Le verdure
andranno lavate benissimo, con bicarbonato di sodio. Anche se le avrò coperte (e statene certi, lo
farò) con il TNT, il tessuto non tessuto in poliestere che serve, appunto, a tenere lontane le
polveri sottili facendo passare invece acqua e sole.
A cura di: Margherita Abbate Daga
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