A ognuno il suo tipo di pelle

La pelle nelle diverse fasi della vita: con la consulenza del Prof. Giuseppe Monfrecola, Professore ordinario di Dermatologia, direttore della Scuola di specializzazione in Dermatologia e venereologia della Facoltà d­­­­i Medicina e Chirurgia, Università “Federico II” di Napoli.

 

La pelle del bambino, dell’anziano e la pelle in gravidanza: A ogni età la sua pelle: quali caratteristiche assume nell’età infantile, da adulti e nella terza età?

La pelle del bambino è compatta: vista al microscopio, si osserva una grana fitta, come fosse un tessuto dalla quadrettatura densa e compatta. Con il tempo questa quadrettatura perde compattezza: è come se un mosaico composto da tanti mattoncini diventasse come un pavimento di piastrelle e poi di grosse lastre! Con l’età, da un lato l’epidermide si assottiglia, dall’altro il derma non fornisce più la consistenza dal basso, perché le fibre di collagene diminuiscono e perdono compattezza. Così anche la matrice diventa meno densa. Il colore della pelle via via cambia: spesso, negli anni, compaiono delle macchie scure nelle zone fotoesposte, la pelle si riempie di teleangectasie, cioè di capillari che si vedono in superficie. Anche gli annessi cutanei diventando più sottili e fragili. La cute, poi, diventa meno capace di sopportare gli insulti, per esempio quelli dei raggi solari.

 

Nell’universo femminile, la cute cambia in periodi particolari come la gravidanza, il puerperio, la menopausa. Quali sono le modificazioni principali?

Partiamo dalla pelle in gravidanza: che cosa osserviamo in natura, cioè che cosa fa un animale in gravidanza? Deve prima di tutto proteggere la specie e per raggiungere questo obiettivo ha bisogno di essere più resistente all’ambiente e più forte per respingere eventuali aggressioni, ha bisogno di poter riflettere meglio su ciò che succede intorno… tutto questo ha un’origine ed è ormonale. Similmente, le modificazioni ormonali caratteristiche della gravidanza “regalano” più estrogeni, che aumentano lo spessore della pelle: molte donne, durante i nove mesi, si lamentano di aver cambiato connotati, di avere tratti del volto più grossolani. Ciò denuncia che tutte le funzioni della cute sono come “esaltate”! In alcuni punti, la pelle diventa più bruna, perché la produzione di melanina è un ottimo rimedio contro i radicali liberi. Il sistema immunitario diventa più attento, sorveglia meglio… Durante la gravidanza, i capelli sono immancabilmente folti, brillanti, belli, perché il sistema che prevede la fase di nascita, crescita e caduta si blocca: la chioma si ferma alla fase di crescita. Con il puerperio, gli ormoni tornano quelli di prima, e i capelli si “ricordano” che dovevano cadere… e cadono tutti insieme!

 

Cosa accade, invece, alla pelle in menopausa?

L’effetto della menopausa sulla pelle è intuibile: cala e poi termina la produzioni di ormoni estrogeni, con una lunga serie di conseguenze a livello fisiologico. A partire da 40 anni, poi, si riduce l’assorbimento di minerali e di vitamine, le ghiandole sebacee producono di meno, la pelle si secca e si assottiglia, i capillari diventano più marcati, si formano dei piccoli angiomi (angiomi rubino) e le lentiggini senili… A risentirne sono anche gli annessi cutanei: quante donne, dopo la menopausa, si lamentano di avere capelli meno folti e più opachi?

 

A prescindere dal sesso, dall’età e dalla razza, la pelle cambia da persona a persona, ma per semplificare possiamo dire che può essere secca, grassa, mista. Quali sono le caratteristiche di ogni tipologia?

Il tipo di pelle è una caratteristica genetica propria di ogni soggetto. Ma nello stesso soggetto possono essere presenti distretti cutanei che, a seconda della densità delle ghiandole sebacee, presentano una pelle più o meno grassa, più o meno secca. Molto, poi, dipende dall’età. Il bambino ha ghiandole sebacee che funzionano poco, quindi la sua pelle è sempre bella pulita, priva di punti neri. Durante la pubertà, la stimolazione ormonale fa sì che le ghiandole sebacee lavorino maggiormente: a questa età, infatti spesso la pelle è seborroica. Nel maschio, la pelle può mantenersi grassa fino oltre i 70 anni, mentre nella donna torna a livelli normali dopo i 45-50 anni.

 

E quale la detersione più adatta per ciascun tipo di pelle?

Dovrebbe essere sempre molto equilibrata, cioè bisognerebbe evitare ogni eccesso. Se la pelle è molto grassa, si può anche usare un detergente specifico, che vada leggermente a sgrassarla, tuttavia se si spinge troppo in questa direzione, si rischia un effetto boomerang. Non va dimenticato, infatti, che se la pelle secerne delle sostanze – come il sebo – è perché servono a qualcosa! La detersione non deve eliminare queste sostanze, ma soltanto lo sporco. Quante volte lavarsi i capelli alla settimana? Quando sono sporchi! Quante volte lavarsi le mani al giorno? Quando sono sporche! In generale, comunque, la detersione deve essere effettuata con sostanze che non portino via tutti i lipidi che si trovano sulla superficie dell’epidermide. Questo metterebbe in pericolo lo strato corneo, che ha bisogno di essere protetto dal film idrolipidico superficiale: se viene asportato di continuo da un eccesso di lavaggi o da prodotti aggressivi, la pelle ne risente. Sul fronte dei prodotti per la detersione, oggi, possiamo stare tranquilli, perché la normativa europea indica – per ogni prodotto dermocosmetico – che cosa si può aggiungere, che cosa è vietato, in quali quantità e in quali concentrazioni. Questo offre una garanzia di serietà, di equilibrio e di non tossicità dei prodotti. Ricordando di evitare ogni eccesso…

 

Idratarla, tonificarla, nutrirla, proteggerla dai raggi solari 365 giorni all’anno… e poi? Come ci si prende cura davvero della propria pelle?

Andiamo ancora una volta a vedere quello che accade in natura. La nostra pelle sa perfettamente che cosa deve fare, perché è stata strutturata per cavarsela da sola. Questo a livello generale. Il dermocosmetico – idratante, detergente, protettivo dai raggi solari ecc. – è importantissimo quando qualcosa ha spezzato l’equilibrio cutaneo. Questo si verifica perché le condizioni ambientali sono normali ma la pelle è deficitaria (per esempio il sole non è particolarmente forte, ma la pelle è bianco-rossiccia; il vento non è intenso, ma la pelle è già secca di per sé), oppure perché la pelle è normale, ma gli stimoli esterni la aggrediscono (la pelle è bruna, ma il sole è tropicale; la pelle è idratata, ma esposta a un vento secco di alta montagna). In questi casi, entra in gioco il dermocosmetico. In sintesi, i protagonisti di questa storia sono due: la persona, che deve conoscere il proprio tipo di pelle e il dermatologo, che deve conoscere i prodotti che va a prescrivere, perché deve personalizzare la prescrizione in base al soggetto e alle condizioni ambientali alle quali viene esposto.

 

IL CONSIGLIO SALVA-PELLE
Esiste un possibile vademecum salva-pelle? Secondo il professor Monfrecola, il “vademecum” è il riassumibile così: conosci la tua pelle, conosci la tua età, razionalizza il tutto, poni il problema al tuo dermatologo, comunicandogli le tue aspettative ed esigenze.

 

Il Prof. Giuseppe Monfrecola, Professore Ordinario di Dermatologia, è Primario dell’Area funzionale di Terapia fisica dermatologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia – Università di Napoli “Federico II”. Ha partecipato e organizzato innumerevoli meeting e congressi scientifici ed è impegnato in diversi Board scientifici (riviste, società nazionali e internazionali), e in progetti di ricerca in qualità di Coordinatore.

 

 

A cura di: Alma Galeazzi (2014)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 1 maggio 2018

 

 

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