Alopecia? Su la testa!

Se ne è parlato anche a Londra 2012. Quando la britannica Joanna Rowsell, classe 1988, si è tolta il casco ed è salita sul podio a ritirare il suo oro olimpico per il ciclismo da corsa. Sfoggiando col sorriso un capo completamente calvo. Fin dai 13 anni la giovane atleta soffre di una grave forma di alopecia , patologia diffusa sia tra gli uomini che le donne, che provoca, in modo temporaneo o definitivo la caduta dei capelli e dei peli di varie parti del corpo. Inizialmente, ha raccontato la campionessa al Daily Mail, la calvizie le ha provocato una forte sofferenza psicologica. Col tempo, ha imparato invece ad accettare la propria condizione con la maggior leggerezza possibile. Adesso, ogni mattina sceglie tra le sue 10 parrucche quella più adatta all’umore della giornata, ma alle Olimpiadi ha preferito mostrarsi così com’è, senza timori, per mandare un messaggio di coraggio a chi è nelle sue condizioni. E perché, come ha spiegato semplicemente, “Io sono questa”. Tempo qualche ora, e il suo sito Internet è stato sommerso dai messaggi di ragazzi (o genitori di ragazzi) colpiti da alopecia, che le attribuivano una medaglia al coraggio quasi più importante di quella su due ruote. Perché proprio le ricadute psicologiche e lo stress provocato dalla perdita dei capelli sono la conseguenza più grave dell’alopecia. E una presa di posizione come la sua vale più di qualsiasi proclama.

Cause dell’alopecia.
All’origine della patologia – la cui etimologia rimanda al nome greco della volpe, alopecs, per la muta del pelo a chiazze, che caratterizza l’animale in primavera – vi possono essere svariate cause. Può esserci prima di tutto un’origine genetica. Ovvero una predisposizione scritta nel dna, a cui si sommano fattori scatenanti: per esempio una reazione anomala del sistema immunitario, che per attaccare un virus o un agente sensibilizzante si attiva anche contro le proprie strutture. Vi sono poi cause di tipo ormonale, legate a una produzione anomala di testosterone, a disfunzioni tiroidee, alterazioni dell’ipofisi e delle ghiandole surrenali. Legata ai cambiamenti ormonali è anche la perdita dei capelli nel periodo post-parto. Durante la gravidanza l’aumento degli estrogeni stimola i bulbi piliferi  e la chioma appare bella e forte. Dopo il parto invece la produzione di prolattina accorcia il “tempo di vita” dei capelli, che passano rapidamente dalla fase di crescita a quella di caduta. Ancora, l’alopecia può essere di natura farmacologica – secondaria a trattamenti di chemioterapia o all’utilizzo di altri farmaci, tra cui gli antidepressivi – oppure nutrizionale: dovuta ad anemia o a carenza di importanti elementi quali proteine, minerali e vitamine. Infine, anche se un legame diretto tra livelli di stress e perdita dei capelli non è stata provata in modo univoco, sono sempre più frequenti i casi di alopecia psicologica, o psicogena. La reazione dell’organismo agli agenti stressanti coinvolge ipotalamo e ipofisi, con un rilascio di ormoni che influiscono sulle cellule legate alla nascita e alla salute dei capelli.

Tipi di alopecia e trattamento.

La principale distinzione si basa sulla temporaneità, o meno, della caduta dei capelli. In base a questo criterio, si classifica l’alopecia in cicatriziale o appunto temporanea. Nel  caso dell’alopecia cicatriziale si ha una caduta definitiva del capello, accompagnata da una atrofizzazione del follicolo che impedisce per sempre la ricrescita. L’unica soluzione per recuperare una chioma folta diventa, allora, l’autotrapianto. Nel caso di alopecia temporanea il diradamento è invece reversibile, perché il follicolo non è danneggiato in modo definitivo e può essere stimolato. Lo specialista potrà in questo caso personalizzare i trattamenti opportuni per contrastare la caduta dei capelli e favorirne il rinfoltimento.

Alopecie cicatriziali:

  • Defluvium Anagen: il capello cade prima di aver completato il ciclo di crescita, non ha tempo di svilupparsi e quindi appare sottile e spento.
  • A. Seborroica: una produzione eccessiva di sebo si accumula nei dotti dei follicoli e ne impedisce l’ossigenazione.
  • A. Pityrianca (da forfora): anche in questo caso all’origine c’è un problema di ossigenazione follicolare, causata dalle squame di forfora, che porta all’atrofia del bulbo.
  • A. da lupus eritematoso: si manifesta quando il lupus ha disgregato le cellule cutanee, e le cicatrizzazioni impediscono la ricrescita dei capelli.
  • A. da tricotillomania: secondaria all’abitudine ossessiva di giocare con i capelli, strapparli o grattarsi la testa. Dapprima si riscontrano aree di cuoio capelluto diradato, nei casi più gravi si arriva a pregiudicare per sempre la ricrescita.
  • A. da radiazioni: conseguente all’esposizione prolungata a raggi ultravioletti o a raggi x, e può essere irreversibile.
  • A. senile: la senescenza dell’organismo porta a un’atrofia del follicolo e alla calvizie.

 

 

Alopecie temporanee:

  • Effluvium Telogen: segue di circa 3 mesi eventi che hanno affaticato l’organismo a livello fisico o mentale: terapie farmacologiche, febbri acute, parto, stati depressivi.
  • Alopecia da stress: gli ormoni tipici degli stati ansiosi hanno un’azione vasocostrittrice che causa atrofia dei vasi capillari, e scarsa nutrizione del follicolo.
  • Alopecia. areata: caratterizzata da aree glabre sul cuoio capelluto ma anche su barba, pube, arti. Attorno a queste chiazze, si nota una fitta peluria. Se l’evoluzione della patologia coinvolge capelli, ciglia, sopracciglia e barba si ha l’alopecia totale. Se si estende a tutta la superficie corporea si ha quella universale.
  • A. da scompensi vitaminici: le vitamine – in particolare del gruppo B – influiscono fortemente sullo stato di salute dei capelli. Una loro carenza ma anche un loro eccesso (è il caso della vitamina A) può causare alopecia.
  • A. da disfunzioni circolatorie: se accumuli di scorie e lipidi comprimono i capillari, il flusso sanguigno è compromesso. Una cute non ben irrorata, quindi non ossigenata, porta a capelli spenti e tendenti alla caduta.
  • A. da disfunzioni endocrine: gli squilibri ormonali e le disfunzioni di tiroide, ipofisi e ghiandole surrenali possono portare alla caduta dei capelli. Correggendo la disfunzione, il problema si risolve.
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