Capelli grassi, forfora e seborrea: come prendersene cura

La seborrea e i capelli grassi sono condizioni poco piacevoli e non sempre facili da risolvere.
La cute seborroica appare grassa e untuosa per un eccesso di sebo e/o per una sua modificazione. In caso di seborrea i capelli appaiono pesanti, difficili da pettinare e perdono consistenza e lucidità dopo poche ore o il giorno dopo lo shampoo: una vera desolazione non scevra di imbarazzo per la propria vita privata e sociale. Il disturbo oltretutto è di frequente associato a una forte sudorazione che può contribuisce ad aumentare il disagio.

 

Seborrea e dermatite seborroica: quali le differenze?
Per entrambe esiste una componente genetica legata all’azione degli ormoni androgeni, diidrotestosterone (DHT) in testa. Tuttavia la seborrea si differenzia dalla dermatite seborroica perché in questo caso non si manifestano eritema, evidente desquamazione e infiammazione del cuoio capelluto. Gli estrogeni rallentano l’attività delle ghiandole sebacee; in effetti, le donne che assumono contraccettivi ormonali presentano un netto miglioramento del disturbo. Le persone con alopecia androgenetica (alopecia comune) lamentano spesso che i loro capelli hanno la forfora e sono grassi, benché le due condizioni non siano necessariamente associate.

 

Quali sono i rimedi contro i capelli grassi?

  • Lavare i capelli con shampoo specifici e di buona qualità per lavaggi frequenti, eventualmente alternandoli con shampoo medicati antiseborroici in modo da contrastare anche la proliferazione di microrganismi in parte responsabili della comparsa della forfora e della dermatite seborroica. Almeno per la scelta degli shampoo più adeguati al proprio problema è meglio chiedere consiglio a un dermatologo specialista in problemi di capelli e cuoio capelluto.
  • Applicare lo shampoo una sola volta
  • Asciugare i capelli tamponandoli il più possibile con un asciugamano. Se non si può fare a meno di usare il phon, utilizzarlo con emissione di aria non troppo calda. Il calore favorisce una più rapida diffusione del sebo lungo il fusto del capello.
  • Usare sempre pettini puliti evitando il più possibile di toccarsi o pettinarsi troppo. In questo modo si evita di diffondere il sebo con la spazzolatura e il passaggio delle dita nei capelli.
  •  Evitare quanto più possibile l’applicazione di brillantine, gel e gommine.
  • Limitare il consumo di cibi grassi e dei fritti. Favorire frutta, verdura e pesce grasso (ricco di acidi grassi omega 3). Una dieta sbilanciata troppo ricca di grassi saturi di origine animale può favorire un aumento della sintesi di ormoni androgeni (come il diidrotestosterone o DHT) a livello della ghiandola sebacea che alimenta la già alterata formazione di sebo.
  • E’ importante controllare quanto più possibile lo stress con un’attività fisica che aiuti a scaricarlo o con delle tecniche di rilassamento.
  • Alcune sostanze come lo zinco, la vitamina B6 e l’acido azelaico possono essere efficaci. Se la produzione sebacea è persistente, il dermatologo potrà prescrivere dei farmaci utili per controllare il problema che vanno utilizzati alla frequenza e alle dosi raccomandate dallo specialista per tutto il tempo indicato.

 

Fonti
Menzinger S, Laffitte E – Seborrhoeic dermatitis: clinical manifestations and management. Rev Med Suisse 2011, 7(289): 752-4; 756-8; Schwartz RA t al – Seborroic dermatitis: an overview. Am Fam Physician 2006, 74(1): 125- 30; Gupta AK et al – Skin diseases associated with Malassezia species. J Am Acad Dermatol 2004, 51(5): 785-98; Grimalt R – A practical guide to scalp disorders. J Investiga Dermatol Symp Proc 2007, 12(2): 10-14; Fantini F – Prevenire e contrastare la caduta dei capelli, Tecniche Nuove, 2005; Castano P, Miani A – I capelli. Bellezza e salute. Tecniche Nuove, 2010

 

 

Composizione e funzione del sebo
Il sebo, prodotto dalle ghiandole sebacee adiacenti a ciascun follicolo pilifero, è una miscela complessa e unica di lipidi che esce nella parte più superficiale del follicolo e bagna la radice del capello. Quest’ultimo man mano che cresce e va verso l’esterno si ricopre di sebo. La produzione di sebo è aumentata da una dieta ricca di grassi e carboidrati.

Che cosa contiene il sebo?

  • Trigliceridi (30-50%)
  • Esteri delle cere (26-30%)
  • Acidi grassi liberi (15-30%)
  • Squalene (precursore del colesterolo) (12-20%)
  • Colesterolo (4.5-8.5%)
  • Sfingosina
  • Detriti cellulari
  • Residui di cheratine

A che cosa serve il sebo?

  • Contribuisce a formare il film idrolipidico (pH= 3.5-5.5) che idrata la cute e difende il cuoio capelluto dalle aggressioni esterne.
  • Protegge dall’umidità e dalla siccità.
  • Lubrifica e impermeabilizza la superficie esterna del fusto del capello garantendone l’elasticità.
  • Favorisce la compattezza della cuticola.
  • Protegge la chioma dall’usura meccanica.
  • E’ un veicolo dei ferormoni.

 

La sfingosina è un importante fattore inibitorio che impedisce a batteri e lieviti di proliferare. Uno squilibrio tra i principali componenti del sebo, con maggiori quantità di colesterolo e riduzione di esteri della cera e, soprattutto di sfingosina provoca un’alterazione del film idrolipidico con conseguente dermatite seborroica, forfora e infiammazione.

Lo sapevi? La produzione di sebo è controllata dagli ormoni sessuali.

 

La produzione di sebo è continua e varia con l’età
Inizia già durante la vita fetale (a partire dal 6° mese circa) quando il sebo viene diffuso nel liquido amniotico in cui è immerso il feto e si rideposita sulla sua pelle formando la vernice caseosa. Per due settimane dopo la nascita le ghiandole sebacee sono superattive poi pian piano la loro attività diminuisce. Se il neonato è predisposto ad avere la seborrea da grande molto probabilmente durante il primo mese avrà la testa coperta da una cosiddetta “cappellina di sebo” (da non confondersi con la “crosta lattea” che non causa alcun danno ai capelli) che potrebbe anche favorire la caduta dei capelli (in questo caso è consigliabile chiedere consiglio al pediatra). La produzione di sebo si stabilizza fino al periodo prepuberale quando lo sviluppo ormonale riattiverà nuovamente la secrezione.

 

Nell’uomo la secrezione sebacea è più abbondante
Gli ormoni androgeni (ormoni sessuali maschili, anche se presenti in quantità inferiori nella donna) rappresentano il principale fattore di stimolazione delle ghiandole sebacee.

 

Fonti
Picardo M et al – Sebaceous gland lipids. Dermato-Endocrinology 1:2, 68-71; March/April 2009; Pappas A – Epidermal surface lipids. Dermato-Endocrinology 1:2, 72-76; March/April 2009; De Luca C, Valacchi G – Surface Lipids as Multifunctional Mediators of Skin Responses to Environmental Stimuli. Mediators of Inflammation 2010, Article ID 321494, 11 pages; Castano P, Miani A – I capelli. Bellezza e salute. Tecniche Nuove Ed, 2010; Fantini F – Prevenire e contrastare la caduta dei capelli. Tecniche Nuove Ed, 2005

 

In caso di forfora che cosa fare?
La forfora si forma per uno squilibrio della desquamazione delle cellule della cute che normalmente perde le cellule superficiali in forma di lamelle e ne produce di nuove dagli strati sottostanti. Quando per vari motivi il processo di desquamazione subisce un’accelerazione compare la forfora che si presenta sotto forma di piccole squame biancastre, secche o grasse e adese ai capelli.

 

Tra le cause non solo la dermatite seborroica
La forfora non è dovuta solo alla dermatite seborroica ma anche ad altre cause e disturbi. La desquamazione cutanea è stimolata e aggravata da:

  • uso di shampoo troppo alcalini
  • applicazione scorretta di tinture
  • cloro presente nell’acqua della piscina
  • utilizzo di prodotti e cosmetici non adeguati
  • stress

La forfora comune è caratterizzata da squame grigiastre molto fini che il più delle volte si rimuovono agevolmente con uno shampoo (attenzione a sciacquarlo molto bene. Per evitare che rimangano dei residui è meglio non utilizzarlo direttamente sul cuoio capelluto. Meglio usare il metodo dei parrucchieri ovvero scioglierne una piccola quantità in una scodella diluendolo con acqua tiepida e poi versarlo – gradualmente – su tutta la testa con un leggero massaggio). La presenza di seborrea provoca facilmente una forfora grassa più difficile da contrastare perché forfora e sebo costituiscono una miscela che “imprigiona” le squame e fa sì che rimangano adese al cuoio capelluto. La forfora è legata alla proliferazione di microrganismi: il più frequente è la Malassezia (lo stesso che è tra i responsabili di dermatite seborroica).

A cura di: Carolina De Canevali

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