Capelli: riparare i danni dell'estate

Le vacanze sono finite. Si torna riposate, abbronzate e in forma. Ricaricate le pile, rientriamo armate delle migliori intenzioni per affrontare l’inverno. Ma se l’estate è stata una dolce parentesi di relax e benessere, il sole e il mare – che tanto hanno contribuito alla nostra remise en forme psicofisica – spesso hanno lasciato un segno sulle nostre chiome.

Ne parliamo con la dottoressa Paola Bezzola, dermatologa dell’International Research Hair.

Dottoressa, in che modo il sole danneggia i capelli? Perché alla fine dell’estate appaiono così sfibrati e rovinati?
Il danno più noto e più evidente è quello che il sole provoca sul fusto dei capelli, perché lo destruttura. Si tratta di un danno irreversibile alla cuticola, cioè lo strato più esterno e protettivo del capello, quello che ne impedisce la rottura. Il sole ha un’azione di scompaginamento su questa guaina esterna proteica, la rompe e mette quindi a nudo la parte sottostante, più fragile. A questo può poi aggiungersi l’effetto inaridente dell’acqua di mare. La conseguenza è che i capelli perdono di morbidezza, luminosità, tendono a fratturarsi e si formano le temute doppie punte.


Come correre ai ripari?

Per rimediare a questi danni, che sono fondamentalmente di tipo estetico, occorre ristrutturare in profondità. Occorre dunque usare un prodotto con una marcia di più rispetto a un semplice balsamo o una semplice maschera idratante: qualcosa che contenga ciò che serve per ricostituire e ricompattare il fusto del capello. Ottime in questo senso maschere che contengano sì fattori idratanti, ma anche miscele di aminoacidi specifici. Tra i vari prodotti in commercio, sono molto utili quelli contenenti ornitina e taurina, due aminoacidi chiave nella sintesi della cheratina del capello. La taurina serve per la formazione della cuticola, mentre l’ornitina è fondamentale per la sintesi della matrice della cheratina, e quindi del fusto vero e proprio.
 

È esperienza comune che la caduta dei capelli abbia uno dei suoi maggiori picchi nel periodo autunnale. Come mai?

In realtà non è del tutto vero che ci sia una stagionalità fissa. I capelli vanno incontro a un ciclo fisiologico di crescita e caduta e ogni persona ha il suo. Negli ultimi anni, tuttavia, si è studiato molto questo fenomeno di maggiore sincronizzazione della caduta in autunno e pare che vi sia una correlazione specifica con l’esposizione al sole avvenuta durante l’estate. Non solo quella intenzionale, al mare o in montagna, per farsi la tintarella, ma anche quella involontaria e più estesa nel tempo, che avviene ogni giorno in città, mentre camminiamo, andiamo in bicicletta, a lavorare ecc.
 

Quindi la caduta dei capelli può essere considerata una conseguenza diretta dei danni provocati dal sole?

Esattamente. Perché, al di là dei danni arrecati al fusto dei capelli, i raggi solari colpiscono anche il cuoio capelluto, ‘aggredendo’ sia i cheratinociti dell’epidermide, sia quelli del bulbo del capello. Queste cellule sono programmate fisiologicamente per vivere un certo lasso di tempo. Il sole le fa invecchiare più velocemente e le fa morire prima. Se il danno solare è stato intenso, un maggior numero di capelli rispetto al normale passa bruscamente dalla fase di anagen, quella di crescita, alla fase di telogen, durante la quale il capello si trova ancora nel follicolo pilifero, ma cessa le sue attività e ‘muore’ per poi cadere dopo un po’ di tempo . E questo processo si intensifica nei mesi autunnali.


Si può fare qualcosa per contrastare questo fenomeno?

Naturalmente è molto più esposto chi ha già un problema di caduta o diradamento dei capelli lungo tutto l’arco dell’anno. Per queste persone la prevenzione è davvero un imperativo categorico: devono tassativamente proteggere i capelli e il cuoio capelluto con un cappello o filtri solari specifici. Oggi esistono cappelli e intere linee di abbigliamento prodotti con tessuti trattati a prova di UV A e UV B. Anche chi ha capelli normalmente sani, però, dovrebbe innanzitutto giocare d’anticipo e prevenire il danno, proteggendo adeguatamente i capelli durante l’estate. Chi non lo ha fatto, può fare poco per impedire la caduta dei capelli danneggiati, ma può fare molto per stimolare la ricrescita dall’interno, assumendo integratori a base di aminoacidi, che sopperiscano all’aumentato fabbisogno cui si trova di fronte l’organismo che deve produrre capelli nuovi. Di solito, i vari prodotti in commercio ne contengono un mix che comprende anche ornitina e taurina, in modo da dare maggiore nutrimento ai nuovi capelli che devono crescere.
 

Novità all’orizzonte?

L’ultima frontiera della ricerca in questo campo sono i prodotti a base di fattori di crescita: proteine che in condizioni normali agiscono come regolatori fisiologici del ciclo del capello e vengono prodotte in grande quantità per stimolarlo a passare alla fase di crescita. I fattori di crescita sono specifici per ogni tipo di cellula e quelle del capello hanno le loro, che facilitano il passaggio dalla fine della fase telogen a una nuova fase anagen. Questi prodotti si applicano localmente e sfruttano un sistema di incapsulamento dei principi attivi all’interno di microparticelle per permetterne la penetrazione attraverso la barriera epidermica. Non sono ancora in commercio, ma nel nostro istituto di ricerca li stiamo studiando e abbiamo ottenuto ottimi risultati.
 

A cura di: Alessandra Terzaghi

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