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Pubblicato il 13 ottobre 2016

Cellulite infettiva, una malattia poco conosciuta

Cellulite infettiva, una malattia poco conosciutaCellulite infettiva. Malattia comune, ma poco conosciuta e a volte confusa con la cellulite ‘estetica’, cruccio di tante donne. Ma di cosa si tratta esattamente? Ne parliamo con il Professor Santo Raffaele Mercuri, primario del reparto di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Professore, si parla moltissimo di cellulite, molto meno di cellulite infettiva. Sono la stessa malattia?

Assolutamente no. Le due condizioni non hanno nulla a che fare l’una con l’altra e sono diverse per causa, soggetti colpiti e modalità di trattamento. La cellulite ‘estetica’, pur essendo una vera e propria malattia, è considerata per lo più un inestetismo cutaneo, è dovuta a una degenerazione del tessuto adiposo sottocutaneo che porta a un’alterazione del suo metabolismo e alla conseguente ritenzione di liquidi negli spazi intercellulari. Colpisce per lo più le donne, tra le quali è diffusissima: circa 8-9 su 10 hanno questo problema.

La cellulite infettiva, invece, è una comune infezione batterica della pelle, provocata nella maggior parte dei casi da due microrganismi: lo streptococco e lo stafilococco aureo, che penetrano nella cute ogni qualvolta trovano una via di ingresso, come un taglio o un graffio. Il problema si manifesta per lo più agli arti inferiori, in particolare la zona degli stinchi, e, a differenza della cellulite ‘estetica’ non ha preferenze di genere: colpisce in ugual misura uomini e donne. Inoltre, la cellulite infettiva deve essere curata rapidamente e in modo adeguato; in caso contrario, l’infezione può estendersi anche ad altri organi al di là della pelle e provocare danni anche gravi.

 

In quali situazioni si rischia di sviluppare questa infezione?

Ogni volta che ci si procura un taglio, una bruciatura, un graffio, in tutte quelle situazioni, insomma, in cui si compromette l’integrità di quella formidabile barriera tra noi e l’ambiente esterno che è la pelle, si crea una potenziale porta d’ingresso per i batteri patogeni e si rischia quindi una cellulite infettiva.
Ci sono poi alcune categorie particolarmente a rischio. Le persone che soffrono di diabete, l’HIV e tutte quelle patologie in cui il sistema immunitario è alterato e indebolito hanno certamente più probabilità di andare incontro a una cellulite infettiva rispetto a chi non soffre di queste patologie. Altre condizioni che predispongono allo sviluppo di quest’infezione sono l’obesità, il piede d’atleta, il fuoco di S. Antonio, la varicella e l’eczema. Anche la familiarità fa la sua parte: chi ha avuto parenti che hanno avuto una cellulite infettiva è a sua volta a rischio di ammalarsi.

 

Come riconoscere i sintomi della cellulite infettiva?

L’infezione si manifesta spesso con un’eruzione cutanea contraddistinta da papule rosse che danno prurito. Il rossore, inizialmente circoscritto al punto di ingresso dei batteri, si estende gradualmente alle aree circostanti via via che l’infezione si propaga. In corrispondenza del punto di infezione, inoltre, si avverte spesso una sensazione di calore e la zona interessata inizia a gonfiarsi e a diventare dolente ed edematosa. A questo punto, se non si va dal medico e non si interviene precocemente per debellare l’infezione, possono comparire altri segnali d’allarme come febbre e affaticamento. Se ci si accorge di avere questi segni e sintomi, quindi, non si deve temporeggiare e bisogna rivolgersi subito a un dottore, in prima battuta il proprio medico di famiglia, perché una cellulite infettiva non curata potrebbe dare complicazioni anche gravi, come la fascite necrotizzante o l’estensione dell’infezione al sangue (batteriemia), ai linfonodi e alle ossa.

 

Una volta scoperta, come si cura l’infezione?

La cura deve essere personalizzata. La terapia, infatti, dipende dalla gravità dell’infezione e dallo stato di salute del soggetto. In ogni caso, dovrebbe essere più tempestiva possibile, perché prima si interviene e più è facile risolvere il problema. Se i sintomi sono insorti di recente, cioè un paio di giorni, l’infezione è superficiale e la persona colpita non appartiene a una categoria a rischio, il medico prescriverà una crema antibiotica da applicare localmente sulla zona interessata, ogni giorno, in genere per una decina di giorni. Inoltre, si consiglia di tenere l’arto sollevato per contrastare l’edema, cioè il gonfiore della gamba.

Se, invece, la persona arriva dal medico quando l’infezione è ormai abbastanza estesa e/o ha altri problemi di salute concomitanti come diabete, obesità, malattie che compromettono il buon funzionamento del sistema immunitario, si tratta di solito con antibiotici per bocca: penicillina o in caso di allergia a questo farmaco, cefalosporine. L’infezione dovrebbe iniziare a regredire entro pochi giorni e scomparire al massimo entro 7-10 dall’inizio della terapia. È, importante, comunque, proseguire la cura per tutta la durata prescritta dal medico, solitamente 2 settimane, per essere sicuri che l’infezione sia completamente debellata. Solo nei casi più gravi, quando è già in uno stadio molto avanzato e si è estesa ad altre parti dell’organismo al di là della cute oppure il paziente non risponde agli antibiotici per bocca, può rendersi necessario un ricovero in ospedale, dove saranno somministrati antibiotici per via endovenosa, che agiscono più rapidamente rispetto all’antibiotico per via orale. In ogni caso, se curata bene la cellulite infettiva non lascia strascichi.

 

Si dice sempre che prevenire è meglio che curare. Ma prevenire la cellulite infettiva si può?

Si può e si deve. La prevenzione è fondamentale. Ogni qualvolta ci si taglia, ci si graffia, ci si ustiona bisogna subito lavare bene la ferita con acqua e sapone, disinfettare e mettere una crema antibiotica, soprattutto se la lesione è molto estesa, ogni giorno fino all’avvenuta guarigione; in caso di lesione estesa e/o profonda è bene anche applicare una garza sterile, che va cambiata quotidianamente, anche per controllare la ferita. Se, nonostante questi accorgimenti, comincia ad arrossarsi, gonfiarsi e a dare prurito o ad essere dolente al tatto è bene rivolgersi al medico senza indugio, perché potrebbe essere in corso una cellulite infettiva. Queste sono le regole generali di prevenzione, che valgono in tutti i casi.

Ci sono poi accorgimenti particolari che dovrebbero prendere i soggetti a rischio. Per esempio, chi ha il diabete o soffre di eczema o un’altra malattia dermatologica che tende a provare secchezza cutanea dovrà aver cura di tenere la pelle sempre idratata la per evitare che si screpoli, facilitando l’ingresso del batteri patogeni. Inoltre, chi ha il piede d’atleta, una micosi dei piedi che tende a dare fissurazioni, deve curarla subito per evitare che si trasformi in un’infezione più grave, come, appunto, la cellulite batterica. Infine, quando si tagliano le unghie dei piedi, attenzione a non tagliare accidentalmente la pelle circostante: la maggior parte dei casi di cellulite infettiva si sviluppa, infatti, proprio su queste ferite. Per non correre rischi, dunque. meglio evitare il fai da te e, invece, optare decisamente per una pedicure curativa da una brava estetista.

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