Freddo. Nemico per la pelle

Pelle e freddo non vanno d’accordo. Ne abbiamo parlato con il dr. Pasquale Marinaro, Dermatologo a Monza e Responsabile Regionale ISPLAD Lombardia. “Partiamo con una premessa” spiega il dottor Marinaro “la nostra pelle non è ben attrezzata per sopportare i rigori dell’inverno come quella di altri animali, fornita di peli, piume e altre strutture per fronteggiare le basse temperature”. Vediamo insieme le possibili reazioni cutanee e come difendersi al meglio.

 

Freddo = vasocostrizione
“Il nostro sistema principe per difenderci dal freddo e mantenere la temperatura corporea stabile è solo la vasocostrizione: quando la colonnina di mercurio scende, infatti, nella cute si ha una contrazione delle arteriole periferiche e quindi una deviazione del flusso sanguigno verso l’interno. In questo modo, si limita la dispersione di calore all’esterno e si preservano gli organi “nobili” interni (cervello, cuore, intestino) ma a scapito della pelle stessa, che viene in qualche modo depauperata dal normale apporto di sangue”.

 

Geloni & Co.
“Tuttavia, quando il freddo è particolarmente intenso, in alcuni soggetti predisposti, questo meccanismo di difesa rende la circolazione periferica e cutanea ancora più precaria. Ecco allora che le temperature rigide possono favorire la comparsa di reazioni cutanee anomale, ben noti disturbi della pelle come i geloni o la couperose, legati a un deficit del microcircolo periferico.
“I geloni” spiega il dermatologo “colpiscono soprattutto le donne giovani, per lo più sulle dita delle mani e dei piedi. Si manifestano come noduli o tumefazioni arrossate, accompagnate da dolore e a volte da prurito, che nei casi più gravi si trasformano in bolle epidermiche. Nel caso della couperose, sono soprattutto gli sbalzi di temperatura a fare da fattore scatenante: la continua alternanza tra vasocostrizione e vasodilatazione, quando si passa dal freddo al caldo e viceversa, obbliga i capillari epidermici a una continua ‘ginnastica’ che alla lunga li sfianca, e porta alla formazione della caratteristiche e antiestetiche teleangectasie”.

 

Pelle secca, nemico numero uno
“Ma al di là di questi disturbi, in tutti i casi il problema numero uno che la pelle deve affrontare nei mesi invernali è il drammatico aumento della secchezza cutanea. Un inconveniente che in qualche modo è legato, seppur in modo indiretto, alla vasocostrizione conseguenza delle basse temperature. “L’idratazione della pelle” spiega Marinaro “dipende dal mantenimento della barriera idrolipidica cutanea, una struttura formata dalle cellule morte dello strato corneo, dal sebo e da altri lipidi che impregnano e impermeabilizzano il tutto. Il freddo ne compromette l’integrità riducendo l’irrorazione sanguigna e il nutrimento della pelle. Ciò da un lato rende meno attive le ghiandole sebacee, dall’altro riduce la produzione di lipidi, tra cui le ceramidi, da parte delle cellule della pelle”. Il risultato? Un assottigliamento del film idrolipidico protettivo e un aumento della perdita d’acqua dall’epidermide. E, dunque, cute inaridita, disidratata, che si screpola facilmente. Un effetto tanto più grave sulla pelle del viso, particolarmente sottile e delicata, oltre che più esposta all’aggressione degli agenti atmosferici”.

 

Le strategie per difendersi
E allora, come proteggersi? “Nel caso dei geloni” risponde Marinaro “dato che il problema ha una base vascolare, al di là dei farmaci specifici (peraltro non molto efficaci) è importante la prevenzione. Primo, evitare tutto ciò che può danneggiare in vario modo i vasi e la circolazione. Per esempio il fumo, che ha un effetto vasocostrittore. E poi, coprirsi adeguatamente”. Dunque, largo a cappelli, guanti e calze di lana per proteggere dal freddo le estremità, che sono le zone più colpite.
Anche un’alimentazione adeguata può servire. “Cibi ricchi di sostanze ad azione vasoprotettrice, come la vitamina C, la vitamina E e la vitamina P (bioflavonoidi), possono dare un valido aiuto” conferma il dermatologo. Bene anche praticare una moderata attività fisica, che favorisce la vasodilatazione e quindi contrasta la formazione dei geloni”.

 

Dermocosmetici anti-gelo
Questi consigli anti-freddo, in realtà, valgono per chiunque, così come quello di prevenire la secchezza della pelle, specie del viso, con dermocosmetici adeguati alla stagione. A cominciare dai detergenti. “Non è corretto usare gli stessi prodotti tutto l’anno” sottolinea Marinaro. D’inverno, quindi, bando ai saponi troppo aggressivi, che impoveriscono ulteriormente la pelle di lipidi; spazio, invece, a prodotti poco schiumogeni e oleosi. Un discorso simile vale per le creme idratanti e le creme nutrienti. “In estate” precisa il dermatologo “si possono usare di norma creme più leggere ed ‘evanescenti’, a base acquosa. Nella stagione fredda, invece, occorre prevenire la disidratazione aumentando l’uso di creme nutrienti e più ricche, come le creme da notte, con una base più oleosa e ad alto contenuto di sostanze grasse”. Quali? “Ottime le cere e, appunto, le ceramidi, per restituire alla pelle i lipidi di cui in questo periodo scarseggia”.

 

Un altro consiglio doc per difendere la pelle a tutto campo dalle aggressioni atmosferiche durante l’inverno è quello di non trascurare la protezione solare.
“Ormai è risaputo” spiega Marinaro “che anche nelle brutte giornate, la radiazione ultravioletta solare passa attraverso la coltre nuvolosa e penetra nell’epidermide danneggiandola, giorno dopo giorno”.
Durante l’inverno, poi, il freddo, il vento e i continui sbalzi termici favoriscono irritazioni, screpolature e un inaridimento cutaneo generalizzato, che a loro volta aumentano la vulnerabilità ai raggi solari, accelerando il fotoinvecchiamento (photoaging). “Anche per questo “ sottolinea il dermatologo “tutte le creme da giorno di buona qualità oggi in commercio contengono filtri solari. E se fino a poco tempo fa la maggior parte conteneva un filtro con fattore di protezione 15, oggi la tendenza è quella di aumentare ulteriormente l’SPF, arrivando fino a 20 o addirittura a 25”.

 

 

A cura di: Alessandra Terzaghi (2011)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 26 dicembre 2018

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