Herpes Labialis: proteggiamo le nostre labbra

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Alzi la mani chi non ha avuto, almeno una volta nella vita, la cosiddetta ‘febbre sulle labbra’, magari poco prima di un’occasione importante, in cui si vorrebbe essere impeccabili. Ben pochi sono stati così fortunati da non averci mai dovuto fare i conti. Parliamo di Herpes labialis con il Professor Giuseppe Monfrecola, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

Ho la “febbre sulle labbra”… sono in buona compagnia!
L’Herpes labialis è un disturbo molto comune, che risparmia solo una persona su 10 nella fascia tra i 20 e i 40 anni. È non è solo un fastidioso inestetismo, ma la manifestazione più o meno ricorrente di un’infezione cronica causata da un virus, nella maggior parte dei casi l’Herpes simplex di tipo I (HSV-1), più raramente l’Herpes simplex di tipo II (HSV-2); quest’ultimo è il principale responsabile dell’herpes genitale).

Come avviene il contagio?
“Il contagio si verifica, in genere, durante l’infanzia e il virus si trasmette per via orale e per contatto diretto con la bocca o la saliva di una persona infetta, tipicamente attraverso un bacio, oppure in modo indiretto tramite oggetti contaminati, come bicchieri, posate o un rossetto” spiega il prof. Monfrecola. “In alcuni casi – per fortuna rari – il bambino, entrando in contatto col virus, può avere un’eruzione erpetica primaria, cioè un’iper-reazione caratterizzata da malessere generale, febbre e una comparsa massiccia delle tipiche vescicole sulle labbra e di lesioni sulla mucosa del cavo orale, che possono ostacolare non poco la deglutizione. La maggior parte delle volte, però, si viene infettati senza accorgersene e il contagio è del tutto asintomatico”.

 

Perché l’Herpes è recidivante?
Una volta entrato, il virus erpetico ‘cammina’ lungo i nervi e va ad annidarsi in un ganglio nervoso, in particolare il ganglio di Gasser, da cui origina il nervo trigemino, dove in genere resta silente perché il sistema immunitario riesce a tenerlo a bada. Di norma, virus e organismo convivono in una sorta di ‘pacifico equilibrio’, in cui l’Herpes non dà segno della sua presenza. In alcune situazioni per lui favorevoli, però, può accadere che ‘rialzi la testa’ e si riattivi. A quel punto, non più confinato nel ganglio, si sposta di nuovo lungo il nervo percorrendo a ritroso la strada che aveva fatto al momento del contagio, fino ad arrivare alla fine della terminazione nervosa, di solito sulle labbra, ma qualche volta anche sulle guance, sul naso o all’interno della bocca.

Qui, prima ancora che si manifestino le caratteristiche lesioni, il virus preannuncia il suo arrivo con una sensazione di tensione e leggero formicolio sul labbro (o sulla parte colpita), qualche volta una lieve sensazione a metà tra il prurito e il bruciore. Dopo qualche ora si inizia a vedere un po’ di gonfiore e, nel volgere di pochissimo, compaiono le classiche vescicole erpetiche, inizialmente tante piccole bollicine di circa 1-2 mm ripiene di siero e vicine tra loro, che poi tendono a confluire e a permanere sul labbro per 6-7 giorni, fino a seccarsi e formare crosticine che finiscono per staccarsi, di norma senza lasciare segni visibili e cicatrici. Nel contempo. il virus recede spontaneamente e torna a ‘sonnecchiare’ nel ganglio, aspettando una nuova occasione propizia per riattivarsi.

 

Quali fattori lo possono scatenare?
“I fattori scatenanti possono essere diversi, sia esterni sia interni, ma tutti riconducibili in un modo o nell’altro a un indebolimento del sistema immunitario, che crea le condizioni adatte per il risveglio del virus” prosegue il dermatologo. La parziale defaillance dei nostri meccanismi di difesa può essere dovuta, per esempio, a terapie prolungate con farmaci immunosoppressori come i farmaci a base di cortisone, a malattie da raffreddamento o malattie respiratorie e, più in generale, a qualunque malattia in cui il sistema immunitario sia impegnato a difendere l’organismo e quindi ‘distratto’ nei confronti del virus, a stress fisici o stress emotivi oppure a sbalzi ormonali legati al ciclo mestruale o alla gravidanza, che influiscono sulla risposta immunitaria. “A volte” aggiunge Monfrecola “a scatenare l’eruzione erpetica può essere un’esposizione intensa e prolungata alla luce solare, per via del fatto che i raggi UV hanno un effetto di immunosoppressione e abbassano le difese del corpo, permettendo al virus di uscire dallo stato latente”.

 

Herpes Labialis: proteggiamo le nostre labbra - EsseredonnaonlineChe fare, dunque, se l’herpes si scatena? Come possiamo curare la febbre delle labbra?
“Purtroppo, non esiste alcun farmaco in grado di eliminare una volta per tutte il virus dall’organismo. In assenza di una cura definitiva, l’ideale sarebbe giocare d’anticipo cercando di prevenire le recidive” risponde lo specialista. Come? Innanzitutto, proteggendo le labbra con uno stick contenente un filtro a protezione 50+ (meglio quelli a base di biossido di zinco o biossido di titanio) quando si prende il sole, un imperativo davvero categorico in caso di esposizione in alta quota, ora che si avvicina la stagione dello sci. E poi cercando di potenziare il più possibile le difese immunitarie dell’organismo conducendo una vita sana, praticando un’attività fisica moderata e regolare almeno tre volte la settimana (è risaputo che lo sport è un potente anti-stress), dormendo a sufficienza e, soprattutto, assumendo quantità adeguate di vitamine e minerali, in particolare di  vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B, ferro e magnesio. Una soluzione offerta dalla fitoterapia è, invece, l’uso di prodotti a base di echinacea, in virtù delle sue proprietà immunostimolanti e antinfiammatorie.

 

E se i nostri sforzi per prevenire l’Herpes labialis falliscono?
“L’eruzione erpetica si risolve spontaneamente nel giro di 7-10 giorni; tuttavia, si può abbreviarne il decorso e ridurne i sintomi con un trattamento ad hoc, ma a patto di agire tempestivamente, già quando si avverte il tipico pizzicorino sulle labbra. “Una volta che le vescicole si sono formate, è tardi” risponde Monfrecola. “Alle prime avvisaglie del ritorno del virus, quindi, va applicata una crema contenente un farmaco antivirale, almeno cinque volte al giorno (fino a un massimo di otto) per 3-4 giorni. Se l’herpes non passa nei tempi abituali o l’area colpita è molto estesa, conviene rivolgersi al medico . Tutti questi antivirali inibiscono la sintesi del DNA e quindi ostacolano la replicazione del virus” spiega il dermatologo. Una cura per bocca può essere indicata a scopo preventivo anche in caso di crisi frequenti, “almeno una al mese” specifica il dermatologo. “Sono invece sconsigliabili gli impacchi a base di olio essenziale di Melaleuca alternifolia (tea tree oil) – uno dei rimedi fitoterapici più noti – perché possono provocare reazioni ‘vivaci’ in soggetti particolarmente sensibili” conclude il dermatologo.

 

7 cose da non fare se avete la febbre sulle labbra

  1. Non usate farmaci senza aver consultato il medico o il farmacista. Rischiate di fare più male che bene. Assolutamente da evitare, per esempio, le creme cortisoniche, che deprimono il sistema immunitario e quindi abbassano ulteriormente le difese della pelle.
  2. Non grattate le vescicole.
  3. Non toccate le vescicole con le mani.
  4. Evitate di condividere oggetti con altre persone finché non siete guarite. Il virus è molto contagioso.
  5. Non esagerate con i cibi ricchi di arginina, come il cioccolato e la frutta secca. Pare, infatti, che quest’aminoacido favorisca la riattivazione del virus.
  6. Lasciate perdere i rimedi casalinghi come dentifricio, sale fino, bicarbonato o limone. Possono dare un sollievo momentaneo al fastidio, ma sono del tutto inutili per velocizzare la guarigione.
  7. Finché l’eruzione non passa completamente, niente baci!

 

 

A cura di Alessandra Terzaghi

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