La caduta di capelli nella donna: alopecia androgenetica e telogen effluvium

Si calcola che l’alopecia androgenetica femminile sia aumentata di oltre il 50% negli ultimi dieci anni.

Si manifesta in modo più subdolo…
e meno appariscente rispetto a quella maschile: mentre l’uomo tende a stempiarsi e poi compare la chierica, nella donna la caduta dei capelli comincia proprio dal vertice per propagarsi tutto intorno risparmiando, in genere, la zona frontale. Viene valutata con la cosiddetta Scala di Ludwig che prevede tre gradi di evoluzione. Con la progressione della malattia nelle donne con i capelli lunghi si osserva una graduale riduzione della “massa” dei capelli soprattutto a livello delle punte: un buon taglio medio-corto può mascherare la riduzione del volume.
Nel sesso femminile l’alopecia androgenetica è frequentemente associata a obesità.

I tre gradi di crescente gravità della scala di Ludwig

Menopausa e capelli
La menopausa è un periodo che comporta profonde modificazioni a livello ormonale, psicologico ed emotivo. La drastica riduzione delle secrezioni di estrogeni e progesterone (ormoni “amici“ dei capelli) che si verifica in questo periodo può essere la causa scatenante dell’insorgenza di un’alopecia androgenetica già in atto ma mai manifestata. Gli squilibri ormonali, inoltre sono spesso fonte di alterazioni umorali e psicologiche e lo stress non è certo un fattore positivo per la salute dei capelli. Durante la menopausa possono anche verificarsi lievi carenze di alcuni minerali importanti come il calcio, il magnesio e il silicio. In questo caso lo specialista (dermatologo, endocrinologo e/o ginecologo) dovrà valutare la situazione endocrina e nutrizionale e decidere di effettuare – se necessario – integrazioni di minerali e vitamine. In parallelo sarà indispensabile curare particolarmente l’alimentazione e lo stile di vita cercando di evitare alcolici, fumo, stress. Nelle donne in menopausa e post-menopausa e in quelle che mostrano livelli più alti di ormoni androgeni (iperandrogenismo), l’alopecia androgenetica si può manifestare con la stessa espressione di quella maschile e quindi con un’evidente stempiatura.

 

BIOTHYMUS Trattamento anticaduta per donna
Disordini alimentari, squilibri ormonali, stress, assunzione di farmaci, fumo, agenti atmosferici: sono solo alcuni dei fattori che possono influire sul ciclo di vita dei capelli, indebolendoli e causandone caduta temporanea, telogen effluvium e alopecia androgenetica.
Dalla ricerca Rottapharm|Madaus nasce oggi Biothymus AC con Condralact Complex, un’innovativa formula brevettata coadiuvante nel contrastare la caduta dei capelli. Test in vitro hanno dimostrato l’effetto sinergico dei tre attivi (acidi grassi, condramina e isoflavoni di soia) nella stimolazione della fase di crescita del capello.
La linea Biothymus Anti Caduta Donna comprende fiale urto (per la fase di attacco, nei primi tre mesi), maschera pre-shampoo (per la fase di mantenimento, nei successivi tre mesi) e shampoo (da utilizzarsi durante entrambe le fasi)

 

Spesso all’alopecia androgenetica si associa il cosiddetto telogen effluvium, un termine utilizzato dai dermatologi per indicare un’evidente caduta dei capelli diffusa su tutta la testa che di solito cessa quando la causa scatenante viene meno. Il telogen effluvium si manifesta circa due-quattro mesi dopo un evento scatenante che non sempre è facilmente correlabile alla caduta dei capelli: bisogna perciò cercare di ricordare se in quel periodo è successo qualcosa che abbia potuto provocare ad esempio un forte stress fisico o mentale. Molte possono essere le cause della caduta dei capelli oltre allo stress: un’anemia, l’azione di alcuni farmaci, una febbre particolarmente alta, alcune malattie e diverse altre. A causa di questi fattori, numerosi follicoli distribuiti su tutto il cuoio capelluto si “rifugiano” prematuramente nella fase di riposo (telogen, l’ultima fase del ciclo di vita del capello) per poi cadere tutti insieme dopo circa tre mesi: la caduta può essere massiccia e improvvisa.

 

Telogen effluvium e alopecia, due scomodi alleati

I follicoli si difendono da un evento nocivo
I follicoli entrano quindi forzatamente nella fase di riposo, il telogen appunto, e bloccano ogni attività: dopo tre mesi saranno perduti ma non sarà danneggiata la struttura del follicolo che, finito il momento di stress, sarà pronto per un nuovo ciclo. E’ il loro modo di difendersi, di superare l’insulto senza ulteriori danni. L’evento scatenante va quindi ricercato due-quattro mesi prima dell’inizio dell’evidente perdita dei capelli.

Il più delle volte il telogen effluvium è temporaneo…
Di solito il telogen effluvium è un evento acuto (alopecia temporanea) e si risolve con la risoluzione dell’evento scatenante. Prendiamo l’esempio della febbre: un attacco di febbre alta favorisce la sintesi di numerose sostanze pro-infiammatorie, chiamate citochine, che interferiscono con la produzione delle cellule della matrice del capello. Episodi di telogen effluvium sono frequenti dopo il parto e dopo la sospensione dei contraccettivi orali. In gravidanza e durante l’assunzione della terapia contraccettiva infatti i follicoli, grazie alla maggiore presenza di estrogeni (ormoni “amici” dei capelli), prolungano la loro fase di crescita e, di conseguenza, un numero minore si trova in riposo (telogen). Dopo il parto (o dopo la sospensione della contraccezione ormonale) i follicoli riprendono il ciclo normale pertanto tutti i capelli che avevano prolungato la fase di crescita tornano in riposo per poi cadere a distanza di due-tre mesi. Anche alcune malattie o carenze nutrizionali (tra le principali la carenza di ferro), debilitando l’organismo, favoriscono una copiosa caduta dei capelli. Stesso discorso per le diete troppo drastiche o restrittive che privano improvvisamente l’organismo di proteine e nutrienti fondamentali per la vita del capello. È sempre bene evitarle così come esposizioni eccessive ai raggi solari (o a lampade abbronzanti) nelle ore centrali della giornata soprattutto senza un copricapo adeguato.

…ma può anche diventare cronico
In questo caso il fattore scatenante può essere molto più sfumato, più difficile da identificare: s tress psicofisico intenso e cronico, stati d’ansia, terapie farmacologiche protratte, squilibri ormonali sono le cause più frequenti della caduta cronica dei capelli ma gli eventi scatenanti possono essere davvero molti e talvolta anche sconosciuti. Individuare il telogen effluvium cronico è un po’ più complicato perché non si manifesta solo con una diffusa caduta dei capelli che interessa tutta la testa ma anche con una perdita meno grave e più costante che può essere “nascosta” da un’alopecia androgenetica associata. Anche in questo caso è indispensabile rivolgersi a un medico esperto che eseguirà un esame tricologico dettagliato per rallentare l’a lopecia e capire i motivi del telogen effluvium. Per risolvere quest’ultimo occorre innanzitutto identificare la causa che lo ha scatenato (talvolta anche l’aiuto di uno psicologo può essere utile), contrastare lo stress con tecniche di rilassamento e un’attività fisica regolare scegliendola tra le attività che piacciono e che fanno stare bene per mantenere alta la motivazione a svolgerle. Anche opportune modificazioni del proprio stile di vita andranno prese in considerazione (riduzione/abolizione del fumo, ridotto consumo di alcolici, dieta a basso tenore di grassi etc).

Come riconoscere un telogen effluvio?
Un buon test per verificarlo è il pull test che consiste nell’afferrare tra pollice e indice una trentina di capelli, tirandoli energicamente: se rimangono tra le dita una decina di capelli si è probabilmente in presenza di un telogen effluvio e conviene andare dal dermatologo.

Quando è presente, peggiora l’alopecia androgenetica
La presenza di telogen effluvium contribuisce in maniera determinante al peggioramento dell’a lopecia comune e accelera il processo di miniaturizzazione del follicolo. E’ fondamentale curare entrambe le malattie perché non di rado la causa della caduta in telogen può essere ricorrente e la perdita diffusa dei capelli può trasformarsi in un fenomeno cronico che contribuisce ulteriormente ad aggravare l’alopecia comune.

Fonti
Thiedke CC – Alopecia in women. Am Fam Physicial 2003, 67: 1007-8; Springer K et al – Common hair loss disorders. American Family Physician 2003, 68(1): 93102, 107-8; Harrison S, Bergfeld W – Diffuse hair loss: its triggers and management. Cleveland Clinic Journal 2009, 76(6): 361-67; Shrivastava SB – Diffuse hair loss in an adult female: approach to diagnosis and management. Indian J Dermato Venereol Leprol 2009, 75(1): 20-7; Murray JC – Pregnancy and the skin. Dermatol Clin 1990, 8(2): 327-34; Fantini F – Prevenire e contrastare la caduta dei capelli, Tecniche Nuove, 2005; Castano P, Miani A – I capelli. Bellezza e salute. Tecniche Nuove, 2010; Rebora A – Telogen effluvium. Dermatology 1997, 195(3): 209-12; Sperling LC – Hair and systemic disease. Dermatol Clin 2001, 19(4): 711-26; Harrison S, Sinclair R – Telogen effluvium. Clin Exp Dermatol 2002, 27(5): 389-95; Letawe C et al – Physiological responses to sun exposure. Rev Med Liege 2005, 60, suppl 1: 60-5.

 

A chi rivolgersi in caso di alopecia androgenetica?
La prima cosa da fare è rivolgersi al proprio dermatologo ed eventualmente sarà lui a suggerire altri specialisti sulla base della prima visita. Se non si conosce nessuno si può chiedere un riferimento al proprio Medico di Medicina Generale o al proprio Farmacista di fiducia.

La scelta del dermatologo
E’ importante tenere presente che le Cliniche Dermatologiche Universitarie in Italia hanno in genere specialisti molto preparati e competenti. Se si opta per questa scelta, quando si chiama per fissare una visita è utile dichiarare sin da subito che si vuole uno dermatologo specialista dei problemi del cuoio capelluto e dei capelli. La dermatologia, infatti è una scienza molto vasta e anche con una buona dose di preparazione psicologica.

Lo psicologo
Se si reputa che la perdita dei capelli potrebbe essere dovuta a un disagio interiore o a un particolare vissuto psicologico o a un evento drammatico o doloroso potrebbe essere utile anche una visita da uno psicologo. Lo stesso dermatologo potrebbe proporlo dopo una prima valutazione dello stato di salute generale e una prima indicazione per un trattamento dermocosmetologico personalizzato.

Strutture pubbliche e private per la cura dei capelli
Lo stesso dermatologo invierà se necessario a uno specialista Tricologo per una valutazione più approfondita. Esistono in Italia bravi specialisti sia nelle strutture pubbliche che in Centri Tricologici privati. Il consiglio è comunque di prendere quante più informazioni possibile in quanto esistono – come in ogni campo – anche realtà poco serie che approfittano del disagio e dell’a nsia che i capelli e la loro perdita possono causare in una persona in cerca di una consultazione seria. Ad esempio è importante sapere che presso un Centro Estetico non-medico non possono essere eseguiti interventi chirurgici come lo sono gli autotrapianti dei capelli.

I Centri Tricologici
Sono luoghi specializzati in prodotti e servizi per i capelli e tutte le loro necessità e disturbi. Vi lavora un intero team di cura al servizio del cliente: dermatologo, tricologo, dermocosmetologo, farmacologo, erborista, parrucchiere. L’iter in genere prevede una visita preliminare a cui seguono alcuni test e valutazioni dei capelli. Se necessario viene consigliato uno psicologo o, in base alle singole esigenze, un endocrinologo, un ginecologo etc. Il team di cura valuta il problema e tutte le possibili soluzioni per affrontarlo: massaggio, dieta, modifiche nello stile di vita, dermocosmetici, farmaci, protesi, impianto, autoimpianto e tutto quanto giudicato più utile. I costi sono in genere commisurati alle prestazioni che sono sempre personalizzate. Molti Centri sono oggi uniti in consorzi o associazioni che ne garantiscono i requisiti di serietà e aggiornamento scientifico. Tra gli obiettivi della Società Italiana di Tricologia (S.I.Tri.) così come tra quelli del Gruppo Italiano di Tricologia (GIT) ci sono l’informazione corretta e la difesa degli utenti, degli operatori e dei medici da notizie fuorvianti e da frodi e raggiri in campo tricologico. Entrambe promuovono la ricerca scientifica e il progresso della “tricologia”, definiscono protocolli di riferimento, verificano la validità delle terapie tricologiche proposte dall’industria farmaceutica e dermocosmetica, verificano la qualità e l’innocuità dei prodotti offerti dall’industria tricosmetica. In definitiva rappresentano un punto di riferimento sicuro per chiunque abbia interesse in questo campo.
 

 

Si può curare l’alopecia androgenetica?
La risposta è affermativa solo se ci sono ancora follicoli piliferi da stimolare. Per questo è importante affrontare il problema da subito, prima che i follicoli si esauriscano e atrofizzino del tutto. Prima che ciò succeda passano alcuni anni, durante i quali i follicoli continuano a produrre capelli sempre più piccoli miniaturizzati. È in questa fase si può fare qualcosa per rallentare o arrestare la caduta e ciò è tanto più vero quanto più precoce è la diagnosi di alopecia (e il trattamento anticaduta) e tanto più tardiva la sua comparsa negli anni. Una persona che soffre di alopecia da 8 anni avrà sicuramente meno follicoli attivi rispetto a una che ha cominciato a notare i primi segni di rarefazione. Farmaci, massaggi, integratori, stimolanti ecc puntano tutti ad agire sui follicoli ancora attivi. È quindi importantissimo andare presto dallo specialista dermatologo e/o da altri specialisti consigliati (psicologo, endocrinologo, ginecologo…), accertare le cause e il tipo di alopecia e iniziare subito il trattamento anticaduta concordato aderendo quanto più possibile alle indicazioni date dallo specialista. In molti casi l’alopecia comune ha un decorso che perdura anche decenni e attua il suo progetto con costanza, giorno dopo giorno: la soluzione vincente, quindi, consiste nell’applicare altrettanta perseveranza e tenacia nel contrastare la sua progressione.

 

Principali trattamenti disponibili per rallentare la caduta dei capelli

INIBITORI DELLA 5-ALFA-REDUTTASI
(l’enzima che trasforma il testosterone in DHT il principale ormone androgeno responsabile dell’alopecia androgenetica)

  • Finasteride, dutasteride (con obbligo di prescrizione medica)
  • Rimedi naturali fitoterapici e integratori
    • Acidi grassi essenziali (omega 3)
    • Serenoa repens
    • Pygeum africanum
    • Acido azelaico
    • Tè verde
    • Zinco
    • Vitamina B6
    • Derivati della soia
    • Altri

ALTRI FARMACI

  • Minoxidil (con obbligo di prescrizione medica)

ANTAGONISTI RECETTORIALI
Si legano sui recettori del DHT sulle cellule

  • Ciproterone acetato (con obbligo di prescrizione medica)
  • Spironolattone (con obbligo di prescrizione medica)
    Indicati solo per le donne*

TRATTAMENTI ORMONALI

  • Estrogeni e progesterone (con obbligo di prescrizione medica)
    Indicati solo per le donne*

TRATTAMENTI NON FARMACOLOGICI

  • Integratori e antiossidanti
  • Dermocosmetici e fitocosmetici
  • Terapie della medicina orientale (agopuntura, fitoterapia)
  • Laserterapia, mesoterapia
  • Ionoforesi
  • Training autogeno
  • Cromoterapia
  • Omeopatia
  • Magnetoterapia

* Negli uomini possono provocare effetti collaterali nella sfera sessuale
Fonti: Gordon KA, Tosti A – Alopecia: evaluation and treatment. Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology 2011; 4: 101-101; Springer K et al – Common hair loss disorders. American Family Physician 2003, 68(1): 93102, 107-8; Harrison S, Bergfeld W – Diffuse hair loss: its triggers and management. Cleveland Clinic Journal 2009, 76(6): 361-67; Shapiro J et al – Practical management of hair loss. Canadian Family Physician 2000, 46: 1469-77; Fantini F – Prevenire e contrastare la caduta dei capelli, Tecniche Nuove, 2005; Castano P, Miani A – I capelli. Bellezza e salute. Tecniche Nuove, 2010; Dihn QQ, Sinclair R – Female pattern hair loss: current treatment concepts. Clin interventions in Aging. 2007, 2(2): 189-99; Mounsey AL, Reed SW – Diagnosing and treating hair loss. Am Acad Fam Physicians 2009, 80(4): 356-62; 373-374

A cura di: Carolina De Canevali

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