Lentiggini, efelidi &co: le macchie cutanee

Lentiggini, efelidi &co: le macchie cutaneeC’è chi le ama e chi le odia. Chi vorrebbe sbarazzarsene una volta per tutte, chi ne farebbe volentieri a meno, ma ha imparato a conviverci, e chi, al contrario, le sfoggia con disinvoltura, facendone addirittura un punto di forza. Stiamo parlando delle lentiggini. Un difetto estetico o, al contrario, un tratto che regala al viso un tocco di charme? Le opinioni in materia si sprecano. Certo è che non sono pochi gli uomini affascinati dal quel mix di malizia e innocenza che emana dal viso delle donne lentigginose. E sono parecchie le star che ne hanno tante e non se ne fanno certo un problema, anzi. Una per tutte: Vanessa Incontrada, le cui lentiggini contribuiscono non poco all’aspetto sempre radioso. E ancora, fuori dai confini di casa nostra, super top model come Gisele Bundchen e Bar Rafaeli, o attrici affermate come Sienna Miller e Emma Watson. Alle sue lentiggini Julianne Moore ha addirittura dedicato un libro, la cui protagonista si chiama – manco a dirlo – Freckleface (letteralmente: Faccia lentigginosa) Strawberry, che era il suo soprannome da ragazzina.

 

Efelidi o lentiggini?
Ma cosa sono, esattamente, queste piccole macchie della pelle? “Lentiggini è il termine un po’ improprio utilizzato nel linguaggio comune per indicare le efelidi” spiega la dott.ssa Antonella Colombo, dermatologa. “Le efelidi sono macchioline della pelle di forma ovale o tondeggiante e di colore rosso-brunastro che possono comparire fin dall’infanzia nelle zone esposte al sole, perché la loro presenza è scritta nel DNA: sono tipiche, infatti, delle persone di carnagione chiara, con i capelli biondi o rossi, quelle, cioè, appartenenti ai fototipi I e II. Con il passare degli anni possono aumentare di numero e intensità; inoltre, si scuriscono e diventano molto più evidenti d’estate, quando ci si espone al sole, mentre d’inverno tendono a sbiadirsi e ad essere meno visibili” spiega la dermatologa.

“In gergo medico, invece, con il termine lentigo ci si riferisce alle cosiddette lentigo solari, cioè a macchie cutanee in genere un po’ più scure e più grandi delle efelidi, che possono essere presenti ovunque, anche sulle mucose, e comparire dopo essersi scottati o dopo aver preso troppo sole, per lungo tempo e nel modo sbagliato. Entrambe sono accumuli superficiali di melanina, ma si tratta di due tipi di melanina diversa. Le efelidi sono formate da feomelanina, una forma ‘più debole’ che, quando ci si espone al sole non reagisce bene come quella dei fototipi più scuri, che si abbronzano in modo uniforme. La presenza delle efelidi è quindi una spia del fatto che la cute ha meno difese nei confronti della radiazione solare e va quindi protetta in modo adeguato. Non a caso, chi le ha tende a scottarsi più facilmente ed è anche più a rischio di melanoma, il tumore della pelle più aggressivo e pericoloso” prosegue la specialista. “La melanina delle lentigo solari, invece, è il risultato di un danno acuto o cronico subito dalla pelle esposta malamente al sole. Inoltre, le lentigo possono contenere anche melanociti, e quindi possono trasformarsi in una neoplasia maligna, per fortuna di rado, mentre le efelidi sono benigne al 100%”.

 

La fotoprotezione è un must

Sia efelidi che lentiggini peggiorano e si intensificano con il sole. Un’adeguata fotoprotezione con schermi ad alto SPF (30-50), quindi, è d’obbligo per non correre rischi e per renderle meno visibili. Anche perché toglierle è difficilissimo. “Nel caso delle efelidi, chi ne ha davvero tante sul viso e proprio non le sopporta può cercare di attenuarle con peeling a base di acidi o creme schiarenti contenenti idrochinone o acido cogico, ma non potrà mai farle scomparire del tutto” spiega Colombo. “Le lentigo dovute alle scottature, invece, si possono trattare con il laser, che è senz’altro il trattamento più efficace, oppure schiarire, sempre con peeling a base di acido piruvico o acido tricloroacetico, ma anche in questo caso i risultati non sono eccellenti. Per ora non esiste nulla di così efficace da far tornare la pelle esattamente com’era prima della comparsa della macchia” avverte la dermatologa.

 

Attente ai nei

Ma le efelidi e le lentigo non sono le uniche macchie cutanee. Ci sono anche i nei, che hanno caratteristiche ben distinte. Questi ultimi, infatti, sono agglomerati di melanociti che si trovano più in profondità nella pelle, o nel derma o nella giunzione dermo-epidermica, mentre le efelidi e le lentigo sono entrambe più superficiali e confinate nell’epidermide. “Come le lentigo, però, i nei possono subire un trasformazione maligna e dare origine a un melanoma” avverte Colombo. “Per scongiurare questo rischio, occorre seguire alcune semplici regole di prevenzione.

Prima di tutto, occhio al sole. Il che vuol dire, innanzitutto fotoprotezione. Tassativo, quindi, specie per chi appartiene ai fototipi più a rischio, usare prodotti solari ad alta protezione (minimo 30-50 SPF), insistendo in modo particolare su viso, orecchie, petto, spalle, dorso del piede e cuoio capelluto. Occorre poi esporsi al sole con buon senso, evitando le ore più calde e applicando i solari in quantità adeguate, più volte al giorno e sempre subito dopo il bagno. E’ consigliabile fare periodicamente un autoesame della cute, seguendo la cosiddetta regola dell’ABCDE, che è un acronimo delle parole Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensioni ed Evoluzione. Che sia congenito o meno, quando un neo cambia forma e colore o si allarga rapidamente, diventando asimmetrico e con bordi irregolari e frastagliati, è senz’altro il caso di rivolgersi al dermatologo per fare accertamenti”.

 

Voglie di fragola

Contrariamente a ciò che si crede le voglie, macchie rossastre o marroncine che compaiono di solito sulla pelle dei neonati alla nascita o nelle prime settimane di vita. Non sono in alcun modo la conseguenza delle voglie alimentari non soddisfatte dalla mamma durante la gravidanza. È solo una diceria, ancora un po’ dura a morire, ma priva di qualunque base scientifica. “Le voglie sono in realtà angiomi” spiega la dermatologa, “malformazioni vascolari che possono apparire ovunque sulla pelle e sono legate alla dilatazione di gruppi di vasi o capillari”. Un certo tipo di angiomi (gli emangiomi) si espandono fino ai 6-9 mesi per poi regredire fino a scomparire nei primi anni di vita, mentre gli angiomi piani permangono per tutta la vita. Che fare, dunque? “Sono del tutto benigni e non pericolosi” tranquillizza la specialista, “ma certamente antiestetici. Quando si trovano in zone molto visibili come il viso o le braccia e sono tali da provocare un disagio a chi li ha, si possono trattare con un laser specifico vascolare che coagula i capillari, diverso da quello che si usa sulle lentiggini. Se la voglia è abbastanza piccola (pochi centimetri) basta qualche seduta per eliminarla completamente; in caso di macchie molto grosse, invece, serve un trattamento piuttosto lungo e il risultato non è altrettanto soddisfacente, ma il miglioramento estetico comunque è
notevole” conclude la dottoressa.

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