Occhi puntati sul balsamo

Il balsamo, questo sconosciuto. Eh sì, perché tante di noi lo usano, ma poche sanno esattamente quali siano le sue prerogative. Senza contare i tanti dubbi e i pregiudizi che a volte ne condizionano l’impiego. Eppure parrucchieri e dermatologi sono concordi: il balsamo va applicato sempre, a ogni lavaggio.

Vediamo allora di fare chiarezza, con l’aiuto del dr. Fabio Rinaldi, dermatologo e Presidente dell’International Hair Research Foundation.

 

Va utilizzato sempre? “Sporca” i capelli? Lo si può usare anche con i capelli grassi? Sono queste le domande più frequenti che le donne si pongono su questo prodotto.

“Per avere capelli in ordine, il lavaggio, da solo, non è sufficiente” risponde Rinaldi. “Il balsamo va applicato dopo ogni shampoo per rendere le chiome più morbide, lucenti e pettinabili, ma anche per difenderle dalle aggressioni esterne, come lo smog e l’aria calda del phon, e prevenire danni e disidratazione“.

 

Ben lungi dallo “sporcare” il capello, il balsamo, per gli addetti ai lavori condizionante (dall’inglese, conditioner), serve infatti a rimediare all’eccessiva asportazione di sebo dopo lo shampoo, svolgendo una funzione restitutiva e normalizzante: deve in pratica “mimare” i compiti del sebo naturale (ridurre l’elettricità statica, aumentare la brillantezza del fusto ecc.) senza però le conseguenze negative, come il temuto effetto di appesantimento del capello. Missione impossibile? Niente affatto.

I balsami attuali sono formulati in modo da essere efficaci evitando questo inconveniente e ci sono sul mercato prodotti in grado di soddisfare le esigenze di tutte le donne. Anche di quelle con i capelli grassi.
“Per avere i capelli leggeri, non serve rinunciare al balsamo: basta trovare il prodotto più adatto al proprio tipo di testa” spiega il dermatologo. “Ci sono prodotti specifici per chi ha questo problema, che non appesantiscono e non solo ammorbidiscono e lucidano i fusti, ma addirittura aiutano a regolare la produzione di sebo“.
In genere, i balsami per capelli grassi hanno una consistenza leggera e spesso sono in versione spray.

 

Insomma, a ciascuno il suo balsamo.
In commercio vi sono infatti prodotti di vario tipo.
I più tradizionali sono i cosiddetti “rinse“, da applicare dopo lo shampoo sulla testa molto umida e poi risciacquare abbondantemente. Ne esistono sia per capelli normali sia per capelli grassi. Ci sono poi i balsami senza risciacquo, in gergo tecnico chiamati “leave-in“, particolarmente adatti a chi ha bisogno un prodotto che agisca velocemente. Questi balsami vanno applicati prima di tamponare i capelli con l’asciugamano e prima di asciugarli col phon.
La differenza tra le due tipologie, comunque, è per lo più di carattere pratico. Grazie al loro effetto rapido, i “leave in” sono perfetti dopo la piscina o la palestra, quando si è di corsa, ma anche per chi si lava la testa tutti i giorni.

 

Quali prodotti è meglio evitare?
Invece, secondo gli esperti, meglio evitare i prodotti tanto di moda negli ultimi tempi: i cosiddetti “shampoo più balsamo, 2 in 1“. Le funzioni dei due prodotti, infatti, sono antitetiche: se da un lato lo shampoo deve togliere, dall’altro il balsamo deve ridare. Lo shampoo è fatto per lavare i capelli, asportando lo sporco e inevitabilmente anche il sebo, mentre il balsamo deve agire su capelli puliti, restituendo ciò che di buono il lavaggio ha tolto. È impossibile condensare le due funzioni in un unico prodotto.

 

Che cosa contengono esattamente i balsami, che li rende speciali e li differenzia dagli shampoo?Oltre ai tensioattivi cationici (sostanze detergenti dotate di una carica elettrica positiva, ndr), ingredienti fondamentali che neutralizzano l’elettricità del capello e aumentano notevolmente l’aderenza della cuticola al fusto e quindi la lucentezza delle chiome, nei balsami sono presenti anche altre sostanze che hanno la funzione di condizionare i capelli rendendoli morbidi e lucidi. Altri componenti importanti sono gli agenti proteici, derivati dal collagene o dalla placenta, in grado di fissarsi sul fusto del capello o addirittura penetrare al suo interno, dandogli corpo e volume, e derivati del silicone. Nei balsami senza risciacquo sono in genere presenti anche oli minerali e vegetali.

Tutti, poi, possono contenere sostanze ad azione fotoprotettiva, come il benzofenone e il paba, per prevenire i danni provocati alla capigliatura dall’esposizione alla luce solare, legati alla fotossidazione della melanina nei capelli scuri e al processo del “photo-yellowing” (ingiallimento, scolorimento e opacizzazione) nei biondi, pare dovuto alla degradazione di alcuni aminoacidi come cistina, tirosina e triptofano nel fusto del capello.
Non dimentichiamo, infatti, che, l’uso del balsamo, oltre ad essere un trattamento estetico insostituibile, è anche necessario per la salute dei capelli e può avere una funzione curativa, ad esempio per trattare capelli spezzati e doppie punte.

 

Qual è la quantità giusta da utilizzare e il tempo di posa?
“Per sfruttarne al meglio le proprietà del balsamo” chiarisce Rinaldi, “è importante usarlo bene, innanzitutto senza eccedere con le quantità”.
La dose giusta è un cucchiaio da tavola per i capelli medio-lunghi, un cucchiaino da caffé per i tagli corti. “Di balsamo ne basta poco, e non è la quantità a rendere i capelli più morbidi e luminosi” aggiunge il dermatologo. È importante, invece, distribuirlo sempre con un pettine a denti larghi, per coprire tutta la superficie dei capelli e permettergli di svolgere efficacemente la sua funzione.


Con i balsami “rinse, per ottenere un risultato migliore e capelli più brillanti, è invece utile usare un getto di acqua fredda per l’ultimo risciacquo. Quanti ai tempi di posa, anche in questo caso, inutile esagerare. Per avere chiome morbide e setose bastano due o tre minuti; prolungare i tempi non serve.
L’unico caso in cui vale la pena di lasciare in posa il balsamo a lungo è prima di una tintura, per fissare meglio il colore e limitare i danni dovuti alle sostanze chimiche: un paio di giorni prima è utile fare un impacco con un balsamo per capelli secchi, nutritivo, tenendolo sulla testa almeno due ore, meglio ancora tutta la notte.

 

A cura di: Alessandra Terzaghi

 

 

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