Occhio al sole in gravidanza!

Sei in dolce attesa e in partenza per le vacanze? Attenta al sole! Non è necessario evitarlo, ma prenderlo con le giuste precauzioni. Durante la gravidanza è bene avere maggiori precauzioni quando ci si espone ai raggi solari.  Durante i nove mesi la maggiore quantità di ormoni estrogeni in circolo ha un’azione fotosensibilizzante, che può favorire la formazione di macchie (cloasma gravidico) e di altri problemi cutanei. Ne abbiamo parlato con il Prof. Giuseppe Monfrecola**, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

 


Le macchie solari (cloasma gravidico)

“Il primo rischio che si corre in gravidanza, quando ci si espone al sole è quello di vedere comparire le ‘macchie solari’, antiestetiche chiazze brune, più scure rispetto alla cute circostante, localizzate per lo più sopra le labbra (nella zona tra il naso e il vermiglio), sugli zigomi e nella parte centrale della fronte. “Un tempo si pensava che fossero un problema esclusivo della donna incinta ed erano quindi chiamate cloasma gravidico” spiega il Professor Monfrecola. “Oggi si sa che non è così e si preferisce quindi indicarle con il termine melasma.”

“Non è la gravidanza in sé a provocarle; piuttosto, può accentuarle in chi le ha già oppure portarle a galla nelle donne che non le avevano mai manifestate ma sono in realtà predisposte”. Ma cos’è, esattamente, il melasma, e perché compare ? “Il melasma è dovuto a un’ipersensibilità all’azione dei raggi solari, nelle zone colpite, di alcuni gruppi di melanociti – le cellule della pelle responsabili dell’abbronzatura -, che lavorano più del normale.”

“I principali responsabili della pigmentazione extra sono i raggi ultravioletti, UV, ma in alcuni fototipi anche la luce visibile può contribuire” spiega il dermatologo, aggiungendo che il problema è trasversale a tutti i tipi di pelle e non riguarda solo quelle più chiare. “Alla base di tutto c’è una predisposizione genetica, ma alcuni fattori possono aggravarlo. Tra questi, la pillola anticoncenzionale e, appunto, la gravidanza. In entrambi i casi, i cambiamenti ormonali che avvengono nel corpo della donna, in primis il boom di estrogeni, favoriscono l’iperpigmentazione della pelle e tendono a peggiorare il melasma e a renderlo più resistente ai trattamenti”.

 

Rischio varici e couperose, smagliature in evidenza

Altro rischio in agguato sotto il sole durante la gravidanza è la comparsa di antiestetiche vene varicose, specie sulle gambe, e, nelle pelli più chiare, della couperose sul viso, “rischio che si accentua stando molto al sole” avverte Monfrecola. I “colpevoli” principali questa volta non sono solo i raggi UV, ma è anche il calore della radiazione solare, che provoca una dilatazione dei vasi sanguigni e quindi favorisce varici e teleangectasie nelle donne più predisposte al fenomeno.

E poi c’è il problema delle smagliature, per le quali – si sa – i 9 mesi di attesa sono un periodo particolarmente critico. In questo caso, l’effetto del sole (non solo nelle donne incinte) è quello di evidenziarle parecchio. “Le smagliature fresche, neoformate, sono di colore rosato perché i capillari appaiono in trasparenza a causa dell’assottigliamento sia dell’epidermide sia del derma” spiega il dermatologo. “La luce solare stimola la formazione di nuovi microcapillari in corrispondenza delle smagliature, rendendole più rosse e quindi più visibili, mentre l’abbronzatura circostante tende a farle risaltare”.

 

Per non correre rischi

Che fare, dunque? Rinunciare al sole tout court se si aspetta un bambino, per evitare problemi? “No, non è necessario” concordano il Professor Monfrecola e la Dr.ssa Testa. Basta adottare alcune precauzioni, aggiunte a un pizzico di buon senso: in linea generale, usare sempre prodotti solari ad alto fattore di protezione, esporsi al sole in modo intelligente e con moderazione, bere tanta acqua.

“Contro il melasma” avverte il dermatologo “è essenziale una fotoprotezione molto, molto intensa, e non solo in estate, ma in ogni periodo dell’anno, perché bastano anche poche ore di sole per rendere evidenti macchie che altrimenti sarebbero state pressoché invisibili”. Inoltre, aggiunge “ci si può aiutare con prodotti compatti colorati foto protettivi, che da un lato agiscono come correttori cutanei, nascondendo le macchie, e dall’altro fanno da schermo contro gli UV”.

“Per evitare le varici, invece, i solari non servono” continua l’Esperto. “Il nemico, in questo caso, non sono i raggi UV, ma il calore, che va combattuto evitando o limitando drasticamente l’esposizione diretta ai raggi solari e stando il più possibile sotto l’ombrellone” consiglia lo specialista. Una precauzione valida anche per le smagliature, abbinata però a creme solari ad alta protezione e – fondamentale – all’uso di creme doposole fortemente idratanti e con principi attivi ad azione elasticizzante”.

“Il surriscaldamento va evitato a tutti costi non solo per questi motivi, ma anche per proteggere il bambino che si trova già in un ambiente caldo nel grembo materno” spiega la Dr.ssa Testa. “Dunque, non stare sotto il sole nelle ore centrali della giornata, bagnare spesso fronte e polsi e  bere, bere, bere, per contrastare non solo il calore, ma anche la disidratazione e la secchezza cutanea”.

 

Qualche consiglio in più per le vacanze al mare (e non) col pancione

  1. Fate lunghe camminate sul bagnasciuga. Il movimento aiuta a contrastare la stasi venosa e, quindi, a prevenire le vene varicose.
  2. Approfittatene per nuotare. A meno che non vi siano specifiche controindicazioni, stabilite dal ginecologo, il nuoto è lo sport migliore da fare in gravidanza, perché il sostegno fornito dall’acqua fa sentire meno il peso del corpo e quindi riduce anche il sovraccarico sulle articolazioni.
  3. Entrate in mare lentamente ed evitate, se possibile di nuotare in acque troppo fredde. Il freddo, infatti, stimola contrazioni muscolari involontarie, anche della parete uterina.
  4. Riducete il sale, senza però eliminarlo del tutto e aggiungete all’acqua integratori di sali minerali per restituire all’organismo quelli persi col sudore e mantenere così l’equilibrio idrosalino corporeo.
  5. No ai viaggi troppo lunghi, in auto o in aereo, che vi obblighino stare ferme e sedute per molto tempo, in modo da evitare il ristagno venoso e scongiurare il rischio di trombi e varici.
  6. Qualunque sia la fase della gravidanza e qualunque sia la meta, esotica o meno, accertatevi che nelle vicinanze ci sia una struttura sanitaria adeguata e facilmente raggiungibile alla quale rivolgervi se c’è qualche problema. Non si sa mai!

 

 

Il Prof. Giuseppe Monfrecola, Professore Ordinario di Dermatologia, è Primario dell’Area funzionale di Terapia fisica dermatologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia – Università di Napoli “Federico II”. Ha partecipato e organizzato innumerevoli meeting e congressi scientifici ed è impegnato in diversi Board scientifici (riviste, società nazionali e internazionali), e in progetti di ricerca in qualità di Coordinatore.

 

 

A cura di: Alessandra Terzaghi (2012)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 30 giugno 2019

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