Peli superflui? Addio!

Peli superflui? Addio! Alzi la mano la donna che non vorrebbe sbarazzarsi una volta per tutte degli odiosi e antiestetici peli. Un traguardo non impossibile da raggiungere grazie ad alcune tecniche che permettono di ottenere una depilazione, o meglio, un’epilazione, definitiva o ‘quasi definitiva’. Ne parliamo con il professor  Giuseppe Monfrecola, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

epilazione definitivaEpilazione Laser e luce pulsata, il principio è lo stesso

“I metodi più moderni e oggi più in voga sono senz’altro l’epilazione laser e quella con luce pulsata, che hanno all’incirca la stessa efficacia e funzionano in sostanza in base allo stesso principio, mediante una fototermolisi selettiva” spiega Monfrecola. “In entrambi i casi, l’apparecchio emette un fascio di luce molto concentrata (monocromatica, cioè di unica lunghezza d’onda nel caso del laser), che viene assorbita direttamente e selettivamente dalla melanina  contenuta nel bulbo pilifero, dove si trasforma in energia termica (calore) ‘bruciando’ il pelo e distruggendolo”.
In pratica, la luce viene ‘sparata’ sulla cute tramite un manipolo con punta raffreddata che permette di dirigere l’energia luminosa in una zona molto circoscritta e alla radice del pelo, proteggendo e raffreddando la pelle circostante. Il trattamento, in ogni caso, non è indolore, ma provoca un leggero bruciore, la cui intensità dipende essenzialmente dallo spessore del pelo e anche dalla sede trattata, che può essere più o meno sensibile. “In genere, comunque, si pratica senza anestesia anche se alcuni, in zone particolarmente delicate, applicano una pomata anestetica, che però non annulla del tutto il fastidio” precisa il dermatologo.
Dopo il trattamento la parte trattata potrà essere leggermente arrossata e non andrà esposta al sole per circa 6-7 giorni. Il rossore scompare in genere nell’arco di qualche ora, ma se è molto intenso si potrà applicare una crema lenitiva.

L’efficacia? È variabile

Ma quanto è efficace il trattamento di epilazione permanente? “Dipende” risponde Monfrecola. “I fattori che concorrono a determinarne il successo del trattamento epilatorio sono diversi: innanzitutto, il colore del pelo, la profondità del follicolo pilifero, la fase di crescita e la sede da trattare. Dato che la luce -laser o pulsata – ha come bersaglio la melanina, questa tecnica non funziona su peli chiari (biondi o comunque scarsamente pigmentati). Inoltre, poiché la luce che penetra nella cute tende a disperdersi andando in profondità, più è profonda la radice del pelo, minore è l’energia che la colpisce e minore sarà l’effetto di termolisi. Per poter essere eliminato definitivamente, poi, il pelo deve essere in una fase di crescita attiva, la cosiddetta fase anagen ”. Come i capelli, infatti, i peli hanno un ciclo di crescita caratterizzato da diverse fasi. Alla fase anagen, in cui il bulbo prolifera attivamente, seguono  una fase catagen, di riposo, in cui il pelo è dormiente, e una telogen, di caduta. La luce distrugge solo i peli in fase anagen, ma i peli di una data area non sono mai tutti in questa fase contemporaneamente. “Per questo, va detto con chiarezza che non basta mai un solo trattamento per risolvere il problema in via definitiva, ma ne serve un certo numero per intercettare prima o poi tutti i peli in fase anagen” avverte il dermatologo.

Durata e costi del trattamento

Quante sedute servono? “È molto difficile prevederlo con precisione a priori, proprio perché i fattori in gioco sono tanti” dice Monfrecola “ma è ovvio che più è ampia la sede da trattare e maggiore sarà il numero di trattamenti necessari per arrivare a un risultato soddisfacente. In ogni caso, i primi 3 o 4 si fanno in genere a distanza di 10-15 giorni l’uno dall’altro, mentre quelli successivi una volta al mese. Così facendo, ad ogni ricrescita i peli diventano sempre più sottili fino a scomparire totalmente o, nella peggiore delle ipotesi, a trasformarsi in una peluria sottilissima. In quest’ultimo caso, potrà essere necessario un trattamento di mantenimento ogni 3-4 mesi”. Dunque, l’epilazione può non essere del tutto definitiva. “Esattamente” conferma lo specialista. “Proprio per questo molti preferiscono parlare di epilazione progressivamente permanente”.

E i costi? “Così come è difficile stabilire in anticipo quante sedute ci vorranno, è altrettanto difficile fornire cifre precise” risponde il dermatologo “anche perché il prezzo del trattamento dipende molto dal tipo di apparecchio usato, dalla lunghezza del trattamento, dall’ampiezza delle aree da trattare, dal numero di impulsi somministrati (alcuni apparecchi hanno dei conta impulsi). In linea del tutto generale si può andare da poche decine di euro a seduta fino a centinaia di euro in caso di sedi particolarmente estese”.

Controindicazioni e alternative

I trattamenti a luce pulsata e laser sono adatti a tutti e in qualunque momento? “No” risponde il dermatologo. “Il candidato ideale è chi ha peli scuri e carnagione chiara. Queste tecniche sono invece controindicate per le persone con la carnagione molto scura e non si possono utilizzare su pelli abbronzate. In entrambi i casi, infatti, la luce andrà a colpire, oltre alla melanina contenuta nei peli, anche quella presente in abbondanza nella cute. Il rischio è quello di provocare ustioni e la formazione di macchie chiare depigmentate, che di norma scompaiono col tempo, ma nei soggetti molto scuri possono anche essere permanenti. Occorre poi stare attenti se si stanno assumendo farmaci, perché alcuni hanno un effetto fotosensibilizzante”.

E se i peli sono biondi? Che fare? “In questo caso, non resta che affidarsi alla ‘vecchia’ elettrocoagulazione, un metodo che è passato molto in secondo piano con l’avvento di laser e luce pulsata, ma è ancora utilizzato nei casi in cui gli altri due sono controindicati” spiega Monfrecola. “Si pratica introducendo un ago sottilissimo nel canale pilifero fino ad arrivare al bulbo, dopodiché si eroga una corrente elettrica che provoca un rialzo termico cosi rapido ed intenso da provocare la coagulazione delle cellule del follicolo pilifero e, di conseguenza, la sua morte”. Si tratta di una tecnica abbastanza dolorosa, piuttosto costosa e che richiede molta costanza e determinazione, dato che i peli vanno trattati ad uno ad uno, singolarmente. Inoltre, per essere efficace deve essere eseguita da mani molto esperte e il risultato dipende molto dalla manualità dell’operatore. “Insomma, praticamente non offre vantaggi rispetto a laser e luce pulsata, ma è l’unica chance per chi ha peli chiari e vuole sbarazzarsene definitvamente” afferma il dermatologo. “Può anche andare bene in situazioni in cui ci siano pochi peli da trattare, come capita ad esempio ad alcune donne intorno all’areola mammaria, che, essendo scura, non può essere trattata col laser”.

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